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Scheda La scala di Kardashev
Kardashev propose una scala con 5 gradini, identificati dai numerali
romani da I a IV, più un livello di partenza 0. Al primo posto, al livello 0, stavano tutte le civiltà (compresa quella terrestre dell'epoca) che non erano in grado di sfruttare tutta l'energia prodotta dal loro primario, sia direttamente (energia solare) sia indirettamente (energia eolica, delle maree, dei fiumi, ma anche dei combustibili fossili). Al
secondo posto, al livello I, si collocavano tutte le civiltà in grado di
sfruttare pienamente tutta l'energia prodotta dal loro sole. Al
livello II si collocavano tutte le civiltà estese in più sistemi
stellari e in grado di sfruttare tutta l'energia prodotta da tutti i
soli dei sistemi controllati. Al livello III si collocavano le civiltà galattiche, ovvero quelle in grado di sfruttare pienamente tutta l'energia prodotta da tutti i soli di una galassia. Sempre secondo la teoria di Kardashev, la Terra potrebbe arrivare a questo livello di controllo in un lasso di tempo compreso tra l’anno 7800 e l’anno 75000 (a seconda che si potesse trovare o meno un sistema per superare la velocità della luce, limite alla velocità di espansione dell’umanità nella Galassia), sempre ammesso che qualche altra civiltà della Via Lattea non ci arrivasse prima degli Umani Al IV
ed ultimo gradino si collocava una ipotetica "civiltà universale", in
grado di sfruttare pienamente tutta l'energia dell'universo. La teoria di Kardashev venne immediatamente sottoposta a due critiche: non teneva conto dello sviluppo tecnologico futuro e non teneva in considerazione che, nei millenni di storia astronomica registrata (principalmente dai Cinesi) numerose volte si erano registrate novae e supernovae ma mai lo "spegnimento" di una stella (che avrebbe potuto indicare l'inclusione di quella stella in una Sfera di Dyson). Gli anni immediatamente successivi alla formulazione della Teoria di Kardashev, con la corsa allo spazio delle potenze dominanti dell'epoca (Stati Uniti d'America e Unione Sovietica), dimostrò inequivocabilmente che non era necessario uno sfruttamento completo dell'energia del Sole per raggiungere altri mondi del sistema e perfino, forse, altre stelle. Certamente, oggi sappiamo che per creare una civiltà stellare o addirittura galattica sono sufficienti quantità di energia e conseguente sfruttamento delle risorse naturali di gran lunga inferiori a quanto originariamente predetto. Crediti: Seleya.it
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