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La
notte di San Lorenzo ritarda le "lacrime"

L'appuntamento, come ogni anno,
è per domenica notte quando tutti guarderanno il cielo
per cercare le stelle cadenti ed esprimere un
desiderio. Quest'anno, però, le lacrime di San
Lorenzo, sebbene abbondanti, arriveranno un po' in
ritardo.
Secondo le previsioni degli esperti, lo spettacolo
dello sciame di meteore avrà il suo picco il 12 agosto
anziché il 10, ma anche le numerose iniziative fissate
per la data 'canonica' non saranno deluse. "Qualcosa
si vedrà di sicuro anche il 10 - conferma Gian Paolo
Tozzi, astronomo dell'osservatorio di Arcetri (Fi)
dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), anche
perché l'attività è in aumento già dalla fine di
luglio. Il massimo si avrà il 12 tra le 13.30 e le 16,
quindi invisibile per noi, quindi meglio allontanarsi
dalla città e guardarle la notte tra l'11 e il 12".
Per osservare al meglio lo spettacolo l'esperto
suggerisce di aspettare il tramonto della luna, dopo
mezzanotte, e guardare a nord nord-est, fra la
costellazione di Cassiopea, a forma di W, e quella di
Perseo. Al suo massimo lo sciame toccherà le 100-120
meteore all'ora, ma nel nostro cielo se ne vedrà al
massimo qualche decina. Le iniziative per riuscire ad
osservare il maggior numero di stelle cadenti sono
numerose. L'Unione astrofili italiani ha raccolto sul
suo sito (astroiniziative.uai.it) quelle degli
osservatori di tutta Italia.
Le stelle cadenti sono, come
sappiamo, frammenti di polvere interplanetaria che
cadono sulla terra ed appaiono visibili come una
traccia luminosa al momento in cui l'attrito con gli
strati alti dell'atmosfera terrestre li rende
incandescenti.
Le dimensioni di questi
frammenti sono solitamente assai piccole, rispetto
alla maggior parte dei corpi che popolano lo spazio
interplanetario, potendo infatti variare dalle
dimensioni di un granello di sabbia a quelle di un
grosso sasso.
L'alta velocità con la quale
questi frammenti vengono a contatto con l'atmosfera
terrestre, che può variare tra una decina e qualche
decina di Km. al secondo (diciamo tra i 10 ed i 70 km.
al sec.), produce un attrito in grado di rendere
incandescente il frammento e di farlo "evaporare";
sono poi i gas prodotti da questo processo ad alta
temperatura che interagiscono con le particelle del
gas atmosferico producendo l'effimera scia che
possiamo osservare.
Questi fenomeni avvengono
comunque a quote molto alte (tra gli 80 ed 120 km.) e
la quota raggiungibile dalla meteora, prima di
"consumarsi", dipende evidentemente da molti fattori
quali le dimensioni dell'oggetto, la velocità e
l'angolo di entrata, il materiale costitutivo. In
generale si può dire che verso i 40 - 50 km di altezza
il fenomeno appare concluso.
Le piogge di stelle cadenti non
comportano cadute di frammenti fin sulla superficie
terrestre. Ciò può avvenire solo nel caso di un
meteoroide di dimensione veramente notevole, quale
potrebbe risultare da una collisione o da una
scissione di un asteroide. Vi sono spesso osservazioni
di fenomeni luminosi simili a quello di una stella
cadente, causati da corpi di dimensioni notevolmente
maggiori (detti bolidi), del peso di vari kg, nel qual
caso un frammento solido (meteorite) talvolta giunge
fino a terra.
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