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Con gli occhi verso il cielo, alla caccia di asteroidi mortali
 

Non si potrà certo scorgere osservando il cielo, nella notte di San Lorenzo. L'asteroide Apophis è ancora molto distante dalla Terra. Ma incombe sull'umanità visto che, secondo i calcoli degli esperti, potrebbe schiantarsi sul nostro pianeta tra 28 anni, nella domenica di Pasqua.L'ultima volta che un asteroide ci ha sfiorato è stato il 14 luglio, quando "2008BT18" è passato a una distanza di poco inferiore a sei volte quella che ci separa dalla Luna, circa 400 mila chilometri. Agli astronomi era noto che non si sarebbe scontrato con la Terra. Questa certezza, invece, non esiste per "99942 Apophis".

Quindi questo asteroide sta creando una certa apprensione nel mondo degli astronomi al punto che l'ex astronauta di Apollo 9 Russel Schweickart ha chiesto un interessamento particolare dell'Onu affinché ci si prepari a intervenire per deviarlo. Al momento, però, le probabilità che Apophis impatti con la Terra sono molto basse, una su 45 mila. Gli ultimi dati dicono che ci sorvolerà a 33.796 chilometri. Un assaggio del suo sorvolo lo avremo già nel 2029, quando il 13 aprile si avvicinerà così tanto al pianeta da poter essere osservato a occhio nudo.

Il pericoloso Apophis ha un diametro di quasi 390 metri e il suo impatto potrebbe creare un cratere largo anche 4 chilometri e profondo 500 metri. Se cadesse su una città i morti sarebbero milioni. Una catastrofe, ma ben poca cosa rispetto a ciò che causò l'asteroide da 10 chilometri di diametro che colpì il Golfo del Messico circa 65 milioni di anni fa, rilasciando una quantità di energia migliaia di volte superiore a quella di tutte le armi nucleari esistenti sul pianeta e che fu concausa dell'estinzione dei dinosauri e di tre quarti delle forme di vita del pianeta. "Quel giorno arse la Terra intera", ha detto Ed Lu, fisico ed ex astronauta, in un articolo del National Geographic Italia, in edicola.
 

Apophis è solo uno dei 5.400 tra asteroidi e comete che vagano in un raggio di 194 milioni di chilometri dal Sole e che sono stati classificati come Neo (near earth object), oggetti vicini alla Terra. Quelli che passano entro i 7,4 milioni di chilometri dall'orbita terrestre sono considerati pericolosi in potenza e se ne conoscono già un migliaio.

Cosa si può fare per evitare la catastrofe? Le ricerche teoriche sono numerose. L'astronauta Lu, ad esempio, propone un "trattore gravitazionale": "Basterebbe lanciare un'astronave in prossimità dell'asteroide pericoloso e agganciarla ad esso semplicemente attraverso la gravità dell'astronave. A questo punto sarebbe sufficiente accendere i motori e far muovere la navicella. Insieme ad essa si sposterebbe l'asteroide che verrebbe così rimorchiato su un'orbita sicura per la Terra". Ma c'è chi ipotizza l'uso di vele solari da agganciare all'asteroide: spinte dal vento solare, indirizzerebbero lontano l'oggetto pericoloso. E c'è chi sostiene che possa essere utile verniciare di bianco la faccia rivolta al Sole. In tal modo i raggi solari verrebbero respinti con forza e ciò provocherebbe una controspinta tale da spostare l'asteroide su un'orbita diversa da quella da impatto.

Gli asteroidi sono solo fonte di morte? No, per alcuni scienziati sono il nuovo Eldorado. È stato calcolato che solo nell'asteroide "3554 Amun", largo due chilometri e mezzo, si nascondono nickel, cobalto, platino e altri minerali in quantità 30 volte superiori a quelli estratti dall'uomo in tutta la sua storia. Se imparassimo a deviarli dalla loro orbita potremmo trascinarli vicino alla Terra e trasformarli in grandi miniere, ma si potrebbe anche estrarre i minerali utili sul posto e inviare a Terra solo la parte utile. E la Nasa ci sta già pensando: dopo il ritorno sulla Luna e prima di arrivare a Marte, potrebbe realizzare una missione su un asteroide. Per estrarre i minerali un'idea sarebbe utilizzare escavatori simili a quelli che già estraggono carbone dalle miniere a cielo aperto sulla Terra. "Molti asteroidi sono poco compatti - spiega Lionel Wilson, planetologo all'Università delle Hawaii a Manoa (Usa) - e dunque il lavoro di scavo risulterebbe relativamente semplice".


 


 

Fonte Ufoonline.it

 
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