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di
Giacomo Casale
La
ricerca relativa agli Oggetti
Volanti Non Identificati o UFOs (ove si intende con
questo acronimo astronavi pilotate da esseri alieni
intelligenti) si è più volte intersecata con il tema
delle religioni.
I
due campi di indagine, a
nostro modesto parere, sono strettamente interconnessi.
Ma,
d’altronde, è cosa ben nota ai ricercatori come il
fenomeno degli UFO sia strutturato a mò di scatole
cinesi : un aspetto di esso
rinvia ad un altro apparentemente autonomo rispetto al
primo e via così proseguendo quasi all’infinito.
Pochi
studiosi, tra i quali l’ottimo Prof. Malanga, hanno
veramente compreso appieno il suddetto concetto.
Non seguire questa strategia di indagine,
cercare di studiare i fenomeni, apparentemente non in
relazione tra loro, in “compartimenti stagni”,
diventa, molto spesso, fonte di frustrazione riuscendo
tale metodica solo a fuorviare l’investigatore,
rendendolo confuso e rinunciatario rispetto al problema
che cerca di affrontare e quindi, in ultima
istanza, risolvere.Ciò premesso, lo studioso serio,
attento e scrupoloso non può
assolutamente ignorare i continui riferimenti,
presenti nelle religioni di tutte le etnìe
umane, ad “angeli”, “demoni” ed esseri luminosi
“scesi dal cielo a bordo delle loro splendenti
navi”, in alcuni casi per favorire l’evoluzione
culturale e spirituale del genere umano (v.
Bibbia, Corano etc.) in altri per portare scompiglio e
distruzione (v. antichi poemi indù).
Lo
studioso di Bibbia, Barry Downing, ad esempio, crede
fermamente che gli insegnamenti biblici furono
ispirati da esseri extraterrestri che scesero
sulla terra a bordo di dischi volanti.
Egli
ne era così convinto che
scrisse un libro sulla sua teoria intitolato “la
Bibbia e i dischi volanti” pubblicato nel 1968.
Nel
suo libro Downing afferma che la Bibbia indica
chiaramente in più punti come gli UFO hanno giocato un
ruolo di primissimo piano nell’evoluzione della fede
Ebraico-Cristiana; per esempio l’autore crede che le
scritture suggeriscano che la resurrezione di Gesù
Cristo avvenne quando egli fu prelevato dalla Terra a
bordo di un disco volante.
Downing
ritiene anche che la “nube brillante” che
condusse il popolo di Istraele
attraverso il Mar Rosso, dividendo le acque e
sommergendo poi gli Egiziani, era un UFO.
L’autore
sostiene inoltre che furono Esseri dello spazio esterno
che parlarono a Mosè dal centro del famoso
“Roveto Ardente” e più tardi fecero lo stesso con
Elia fuori dalla grotta,
costringendo il profeta a proteggere i suoi occhi
dall’accecante luminosità che essi irradiavano.
Un
Ufo portò via Gesù
all’Ascensione, e volteggiò su Paolo e i suoi seguaci
sulla via di Damasco abbattendo i contendenti.
L’autore
continua nell’esposizione della sua teoria affermando
che i tre uomini saggi (o Magi) seguirono un UFO fino
alla grotta del Salvatore a Betlemme, in
quanto le stelle non si muovono e non si fermano
improvvisamente nella maniera descritta dalla Bibbia.
Downing
asserisce che la prova che gli Ufo possano essere
pericolosi per la salute umana può essere rinvenuta
ancora una volta nei resoconti biblici.
Egli
fa quindi riferimento, a titolo di esempio
:
-
agli
Egiziani periti tra i flutti del Mar Rosso,
le cui acque dopo essersi (forse a causa di un qualche
fenomeno di repulsione magnetica) divise per permettere
il passaggio dei Giudei, ricaddero sugli incauti soldati
egizi.
-
all’avvertimento
rivolto da “Colui che E’” a Mosè di non
avvicinarsi troppo al “roveto ardente”,
-
all’avviso
rivolto ai seguaci del profeta di non avvicinarsi troppo
al monte Sinai “quando questi brillava ed emetteva
fumo e fiamme” (cioè quando atterravano ordigni
alieni).
L’autore
indica altri eventi mistificatori la cui
interpretazione, egli ritiene risiede in contatti
ravvicinati del III tipo (secondo la terminologia
introdotta dal compianto astronomo e consulente del
progetto “Blue Book” Allen Hynek) con esseri
extraterrestri.
Ad
esempio, egli evidenzia che quando Mosè discese
dal Sinai con le tavole della legge nelle sue mani,
l”Esodo” ci narra che “la pelle del suo viso
risplendeva avendo parlato con Dio”.
Ed
egli dice, inoltre, che il Nuovo Testamento descrive
come Gesù iniziò a risplendere quando venne a
contatto con un oggetto luminoso su di una montagna.
Quando,
su disposizioni di “Dio” fu costruita la cosiddetta
“Arca dell’Alleanza”(che secondo la tradizione era
un manufatto rivestito di oro
puro - noto isolante elettrico ! - contenente le tavole
della legge, la verga di Aronne e parte della manna che
sfamò gli ebrei durante l’Esodo), Downing
sottolinea come ai sacerdoti, che avevano il compito di
custodirla, fu detto dagli alieni che, indossando gli
indumenti adatti, potevano proteggersi contro le
radiazioni emesse dall’Ufo che si librava “come una
nube” sulla tenda che custodiva l’Arca.
Downing
crede che tale precauzione potrebbe aver dato origine al
costume Giudeo di indossare la papalina durante le
cerimonie religiose. L’autore suggerisce inoltre, che
le mutazioni della crescita della vita biologica
causata dalle radiazioni risultano
evidenti nel passo dell’”Esodo”. che
descrive le piaghe che colpirono l’Egitto durante la
cattività degli Ebrei.
Downing
avanza, infine, l’ulteriore
ipotesi che la curvatura spazio-temporale della teoria
di Einstein è riferita al luogo dove sarebbe
localizzato il “Paradiso” : l’autore ritiene che
Gesù può aver voluto dire letteralmente che il regno
dei cieli è tra di noi, significando la sua sibillina
affermazione che il “paradiso” (rectius mondo degli
alieni) esiste su di un piano completamente diverso
rispetto a quello terrestre o su una lunghezza d’onda
invisibile ad occhio umano, ma che è parallelo alla
nostra realtà ed è collegato ad essa da curvature o
deformazioni nel continuum-spazio temporale.
Downing
non è stato il primo e neppure l’ultimo ad
individuare connessioni tra eventi religiosi ed
extraterrestri. Negli stessi anni sessanta del
1900, altri autori hanno avanzato teorie simili. Due
esempi per tutti : il tedesco
ERICH VON DÄNIKEN ed il nostro compianto Peter Kolosimo,
i capostipiti della cosiddetta “Archeologia
Spaziale” , i quali hanno avuto fino ai giorni nostri
tutta una serie di seguaci e “continuatori” tra i
quali i più famosi sono senz’altro il russo Zacharia
Sitchin con la sua affascinante saga del “dodicesimo
Pianeta” e degli Annunaki (esseri extraterrestri che
con sofisticatissimi esperimenti di ingegneria genetica
crearono l’uomo ai tempi dell’antica Sumeria, per
farne un “servo sciocco” al loro esclusivo
servizio), Robert Buval teorico delle connessioni
tra antico Egitto e la costellazione di Orione sede
degli “Dei Egiziani” e Graham Hancock
sostenitore dell’ipotesi, assieme a Buval, che Marte
ospitasse un tempo una civiltà molto evoluta
autodistruttasi o annientata da una catastrofe cosmica.
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