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Gagarin
rapito dagli extraterrestri ?
Il
caccia sovietico MIG-15 con a bordo il primo uomo nella
storia dell'umanita' che porto' a compimento un volo
spaziale attorno alla Terra, il leggendario cosmonauta
sovietico Yurij Gagarin in compagnia dell'esperto pilota
collaudatore del Cremlino Vladimir Serioghin, precipito'
al suolo il 27 marzo 1968. Tutte le informazioni
concernenti l'inchiesta aperta e condotta da una
speciale commissione governativa vennero allora
classificate (e lo sono tuttora) come segreto di stato.
La tragedia avvenne a circa tre chilometri da un paesino
chiamato Novoselovo situato nella provincia della citta'
di Vladimir e molti abitanti di Novoselovo ricordano
tuttora perfettamente cosa avvenne quel giorno. Ad
esempio il falegname Vladimir Morozov verso le ore
14:00, nel momento cioe' della sciagura, beveva
tranquillamente una tazza di te' nella sua garitta
quando d'improvviso il silenzio della notte venne
interrotto da un terribile fragore proveniente dalla
zone del cimitero. "La prima cosa che mi e' venuta in
mente e' che si trattasse di un terremoto dal momento
che i vetri della mia garitta hanno iniziato a
tintinnare - racconta il falegname che conserva tuttora
nella sua memoria tutti i minimi particolari di quel
giorno. - Uscito dalla garitta ho visto subito una
nuvola di fumo ed un mare di fiamme, per cui ho deciso
di recarmi in motocicletta sul luogo dell'accaduto".
Vladimir Morozov fu la prima persona in assoluto a
vedere coi propri occhi cosa fosse successo, senza
neanche lontanamente immaginarsi chi fosse il pilota
coinvolto nella sciagura, dal momento che gli abitanti
di Novoselovo solamente verso sera vennero a sapere che
si trattava proprio di Gagarin.
"Tutta la
neve circostante si era annerita, le betulle tutt'attorno
spezzate e dai rami pendevano degli strani fili (che si
sono poi rivelati gli intestini...) - ricorda il
falegname - Appena mi sono ripreso dallo shock ho
iniziato a dare un'occhiata tutt'attorno e ricordo di
essermi inchinato su di uno strano oggetto". Lo strano
oggetto a cui fa riferimento Morozov si rivelo' essere
la dentiera dell'istruttore di volo Serioghin, che venne
successivamente identificata, mentre e' tuttora ignoto
se siano stati ritrovati resti di Gagarin sul luogo
della sciagura.
Sconvolto da cio' che aveva visto, Morozov dapprima non
fece caso ad un altro aereo da caccia MIG-15, uguale in
tutto e per tutto a quello precipitato, che volava su
questo inferno ad un'altezza insolitamente bassa per
tali aerei, meno di un chilometro. Solamente in seguito
il falegname si ricordo' che il caccia volava in modo
completamente silenzioso, come fosse un fantasma, per
poi sparire nel nulla.
Come
gia' sapete, la terribile notizia giunse agli abitanti
di Novoselovo solo verso ora di cena e tutti
indistintamente presero a parlarne. "Ricordo che erano
circa le ore 14" - racconta l'impiegata comunale
Margarita Shustova. "Il tempo era nuvoloso, e c'era'
molta umidita'. In quel momento mi ero appena recata a
fare la spesa e nel negozio tutti stavano gia'
discutendo ad alta voce la caduta dell'aereo. Poco dopo
e' giunta un'intera brigata di militari che si e'
diretta verso il cimitero. Noi abbiamo cercato di
chiedere spiegazioni sull'accaduto sentendoci pero'
rispondere che non si trattava di cose di nostra
competenza".
Allora
Margarita Shustova assieme ad altri abitanti del paesino
decise di recarsi sul luogo dell'accaduto che nel
frattempo era gia' stato recintato dai militari, i quali
da parte loro correvano da una parte all'altra in
silenzio come fossero dei robot, mentre gli abitanti di
Novoselovo iniziarono a parlare a bassa voce di una
sensazionale notizia: una degli abitanti del paesino,
Liudmila Yarzeva, poco prima della catastrofe aveva
visto nel cielo un qualcosa simile ad un disco volante,
un oggetto fosforescente di forma ovale, dai raggi
talmente penetranti che nemmeno le nuvole riuscivano a
nascondere. Liumila Yarzeva giuro' su Dio che aveva
visto coi propri occhi lo scontro tra il caccia militare
e lo strano oggetto volante e che dalla paura si era
messa a correre all'impazzata lungo un bosco vicino per
poi gettarsi a terra dopo aver udito l'assordante
fragore dell'impatto.
"Io
all'epoca non credevo a tutte le storie sugli UFO e
spettegolare non e' mai rientrato nel mio carattere", -
racconta Liudmila Yarzeva - "Successivamente mi sono
avvicinata ad un giovane soldato che assieme ad altri
stava setacciando il campo per chiedergli cose stessero
cercando e lui mi rispose che erano alla ricerca della
scatola nera".
Ma la
scatola nera del MIG-15 con a bordo Yurij Gagarin non
venne mai ritrovata: la commissione governativa alla
quale venne affidata l'inchiesta, dichiaro' che a bordo
del MIG-15 schiantatosi al suolo non c'era nessuna
scatloa nera, cosa che tra l'altro viene confermata
ancor'oggi.
"E questo
ha terribilmente complicato il nostro lavoro", -
racconta Serghej Bielozerkovskij, all'epoca insegnante
all'Accademia Aeronautica nella quale si laureo' lo
stesso Gagarin e che indago' autonomamente sulla morte
del suo allievo dopo che l'inchiesta di parte
governativa venne chiusa.
"La
versione relativa ad uno scontro in cielo con volatili o
una sonda meteorologica fu l'unica che all'epoca venne
data per veritiera. Ma poi noi continuammo nella nostra
indagine personale ed escludemmo questa ipotesi.
Qualcuno arrivo' anche a dire che i due piloti avessero
deciso di giocherellare con l'aereo in volo e che fosse
stata proprio la loro indisciplina a portare alla
tragedia, versione che io ritengo priva di fondamento.
Serioghin era un pilota militare espertissimo con piu'
di 4000 ore di volo sulle spalle, mentre da parte sua
Gagarin, sebbene non avesse troppa esperienza alla guida
di caccia militari, per nessuna ragione al mondo avrebbe
disobbedito al suo comandante. D'altra parte in questi
casi c'e' una regola ben precisa: in caso di situazione
d'emergenza durante un volo istruttivo, il comando
dell'aereo passa automaticamente all'istruttore. Sono
sicuro che sia successo qualcosa di imprevedibile,
qualcosa che fuoriesce dalla logica e che ancor'oggi e'
avvolto nel mistero".
E nel
1979 il mondo venne sconvolto dalle parole della
leggendaria chiaroveggente bulgara Vanga, la quale
dichiaro' di essere in contatto con gli abitanti del
pianeta Vamfin, i quali le avevano a loro volta
comunicato che Gagarin non era morto, bensi' era stato
da loro sequestrato. Tale dichiarazione di primo acchito
potra' anche lasciare interdetti, ma sulla base di cio'
che ha dichiarato a proposito il dottore di scienze
economiche Aleksandr Makarov, il quale ha perso parte
dal 1959 al 1992 a tutti i programmi cosmici intrapresi
dall'Unione Sovietica, le parole della chiaroveggente
non vedente Vanga acquistano tutta un'altra fisionomia.
"E
perche' no? - ha dichiarato a proposito Aleksandr
Makarov - Personalmente sono a conoscenza di tutte le
versioni relative alla morte di Gagarin, compresi i
racconti dei testimoni oculari dell'accaduto, persone
assolutamente normali, le quali sostenevano di aver
visto coi propri occhi l'aereo entrare in collisione con
un oggetto volante non identificato. Per cui non e'
assolutamente da escludere l'ipotesi che Gagarin sia
stato effettivamente rapito dagli extraterrestri. Chi lo
sa, forse dal momento che e' stato il primo essere umano
ad orbitare attorno alla Terra, e' entrato in possesso
di qualche conoscenza suprema".
Le parole
di Aleksandr Makarov fanno profondamente pensare al
fatto che molti particolari del leggendario volo intorno
alla Terra intrapreso da Gagarin nel 1961 non siano mai
stati illustrati, ma sono state sufficenti le misere
informazioni fuoriuscite dalle cartelle ultrasegrete
relative alla missione per testimoniare che durante il
suo volo attorno alla Terra, Gagarin aveva visto
qualcosa che ne aveva pregiudicato il futuro. Ma adesso
cerchiamo di ricostruire la cartina dell'accaduto.
Il 27
marzo 1968 alle ore 10,19, il caccia MIG-15
dell'aviazione sovietica con a bordo Gagarin e
l'istruttore di volo Serioghin decolla per un volo
istruttivo. Dopo undici minuti, cioe' alle 10:30 esatte,
Gagarin a volo ultimato, chiede alla base il permesso di
rientrare, cosa che puntualmente riceve. Alcune fonti
pero' confermano che qualche minuto dopo aver ricevuto
l'OK, l'equipaggio del MIG-15 avrebbe comunicato alla
base la presenza di un misterioso oggetto volante a
forma di disco che volava nei pressi dell'aerodromo e
che il contatto con il caccia si sarebbe interrotto
subito dopo che i due piloti avevano comunicato alla
base che "non si vede niente".
All'epoca il comando della base aveva ritenuto che cio'
fosse causato dalla fitta nebbia che circondava la zona,
sebbene cio' non tolga che Gagarin e Serioghin avrebbero
potuto effettivamente venire accecati da una potente
luce fosforescente, tanto piu' che l'espertissimo
istruttore di volo Serioghin, nonostante conoscesse
l'aereo sul quale volava come le sue tasche, non riusci'
a controllarlo.
Alle
14.15 vennero scoperti i rottami in fiamme del caccia.
E' assai possibile che non sia stato l'aereo ad entrare
in collisione con l'oggetto volante non identificato,
come sostengono i testimoni oculari, bensi' che sia
stato proprio l'UFO a centrare il suo bersaglio nel
momento dell'interruzione del contatto tra il MIG-15 e
la base, fenomeno tra l'altro caratteristico della
presenza in zona di dischi volanti. Ed e' cosi' che si
separarono le strade di Serioghin e Gagarin: il primo
precipitato al suolo, mentre il secondo rapito e
condotto in un mondo misterioso.
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