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Un'autopsia tutta da ridere
Esce in Italia il 25 agosto prossimo Alien Autopsy,
parodia della celebre autopsia dell'alieno di Roswell...
La
stagione estiva in Italia è sempre stata considerata,
dal punto di vista delle uscite cinematografiche, come
un ripostiglio in cui mettere tutte quelle cose che si
ritengono abbastanza inutili, oppure come il "venerdì
nero" della programmazione televisiva USA, da utilizzare
per mandare in onda tutta quella roba su cui non si
conta granché. Peccato che i dati di affluenza estiva
nelle sale al chiuso e all’aperto, in crescita costante
negli ultimi anni, smentiscano un po’ questa visione dei
nostri distributori. Così succede che nella canicola di
luglio e agosto passino anche dei film che magari
meriterebbero più attenzione.
Tutti ricorderanno sicuramente il mitico filmato
dell’autopsia dell’alieno di Roswell. A metà tra
immaginario realizzato e farsa, venne messo in
circolazione nel 1995 da due simpatici e furbastri
avventurieri, Ray Santilli e Gary Shoefield, i quali
sostenevano di averlo acquistato da un collezionista, ex
cineoperatore dell’esercito in pensione. Il filmato
ritrae l’autopsia del cadavere di un essere umanoide
difficilmente identificabile, avvenuta secondo l’autore
del filmato nel luglio del 1947 in una base segreta
dell’esercito all’indomani del rinvenimento dei rottami
di un UFO nella suddetta cittadina del New Mexico.

In questo decennio di quel filmato si è detto tutto e il
contrario di tutto. La rete straripa di siti e articoli
sull’argomento, ma l’unica certezza è che ha fruttato ai
due "produttori" una consistente somma di denaro sotto
forma di cessione dei diritti di trasmissione (anche la
RAI, seguendo la moda, li acquistò a peso d’oro). Dopo
numerosi cambi di versione proprio quest’anno, in
occasione di uno speciale andato in onda su un canale
satellitare inglese, Santilli e Shoefield hanno
sostanzialmente ammesso in diretta che il film è un
falso. Anzi, un "restauro" per usare la loro
terminologia, dove per restauro intendono la
ricostruzione in studio di una pellicola realmente
esistente ma troppo deteriorata per essere mandata in
onda. L’alieno, un pupazzo in latex riempito di carne e
interiora di mucca, è stato realizzato e distrutto
subito dopo le riprese da John Humpries, esperto di
effetti speciali cinematografici e televisivi (suo il
personaggio di Max Headroom nell’omonima serie
televisiva).
Ora, dopo essere uscito in UK ad aprile, arriva in
Italia il 25 agosto prossimo Alien Autopsy, il film
(finzione dichiarata, stavolta) che racconta con una
notevole dose di british humor le vicende di due
amiconi, Ray e Gary, in giro negli USA in cerca di
fortuna, i quali a un certo punto delle loro
peregrinazioni si imbattono in un filmato d’epoca
trafugato da un archivio segreto dell’esercito. Il
filmato rivela un segreto che potrebbe cambiare la
storia dell’umanità; i due amici decidono allora di
portare la pellicola a Londra e di farci un mucchio di
soldi.
Jonny Campbell, l’arguto regista, ha confezionato un
film a metà tra la commedia e la cronaca, esplorando il
sottobosco delle piccole vicende umane che alla fine
hanno il sopravvento sulle grandi domande senza risposta
(siamo soli nell’universo?). Alien Autopsy sparge ironia
a piene mani su una vicenda già farsesca di suo,
ricostruendo l’intera vicenda che ha portato al
manichino di latex, e utilizzando il ridicolo come arma
di "distruzione" di massa… Per fare ciò ha utilizzato un
cast di semisconosciuti, con l’unica vistosa eccezione
di un divertito Bill Pullman nella parte di un arrogante
e presuntuoso regista di documentari. Insomma, nella
canicola agostana un sorso d’aria frizzante…
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