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Entro un anno sapremo se su
Marte
c'è acqua allo stato liquido
I risultati definitivi saranno
forniti elaborando i dati del
radar italiano Marsis che si trova a bordo della
sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea
Un
anno di tempo per avere la risposta definitiva sulla
presenza o meno di acqua allo stato liquido su Marte: è
la scadenza che i ricercatori italiani direttamente
coinvolti su questo tema ritengono più probabile per
risolvere uno dei più avvincenti enigmi sul pianeta
rosso. ''I risultati ottenuti finora confermano la
presenza di ghiaccio d'acqua nel sottosuolo di Marte, ma
non abbiamo ancora visto acqua allo stato liquido", ha
detto nei giorni scorsi a Roma, in un incontro
organizzato dall'Accademia dei Lincei, Giovanni Picardi,
dell'università di Roma La Sapienza, ''padre'' dei due
radar destinati ad andare a caccia di acqua su Marte. Lo
strumento che sta cercando acqua su Marte è il radar
dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Marsis (Mars
Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding
instrument, nella foto), progettato da Picardi in
collaborazione con Jeffrey Plaut, del Jet Propulsion
Laboratory (JPL) della Nasa e realizzato in Italia dall'Alenia
Spazio per l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). A bordo
della sonda europea Mars Express, Marsis è tornato in
attività dopo un periodo di pausa dovuto alle condizioni
di osservazione non ideali. Dopo i primi dati, che
Marsis ha raccolto fino a tre chilometri di profondità,
adesso è in fase di calibrazione la terza antenna del
radar, grazie alla quale sarà possibile cancellare tutti
gli echi che si sovrappongono al segnale principale e
ottenere così un risultato più pulito e leggibile. T
ra pochi mesi Marsis non sarà più il solo strumento a
caccia di acqua su Marte: da ottobre comincerà a
funzionare un altro radar italiano, Sharad (Shallow
radar), progettato sempre da Picardi e installato a
bordo della sonda americana MRO (Mars Reconnaissance
Orbiter). Dopo la prima fase di taratura dello
strumento, i primi dati sono attesi per metà novembre.
Nel frattempo il mondo scientifico è diviso. Solo una
parte di esso è convinta che nel sottosuolo di Marte ci
sia acqua: ritiene che sia un pianeta arido da almeno
tre miliardi di anni e, se ancora c'è dell'acqua, questa
è sicuramente poca e si trova molto in profondità. ''Ma
questa ipotesi è in contraddizione con i dati geochimici
e geologici", ha osservato il responsabile dell'ESA per
l'esplorazione del Sistema Solare, Marcello Coradini.
Dalla presenza di ematite rossa così come dalla
morfologia, ha aggiunto, si deduce che sulla superficie
di Marte c'è stata acqua liquida. Il fatto inoltre che
si tratta di strutture ''fresche'', nelle quali non ci
sono tracce di crateri, rafforza l'ipotesi che l'acqua
si trovi ''possibilmente più vicina alla superficie''.
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