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GARY
MCKINNON, ACCUSATO DAGLI STATI UNITI DI AVER
CAUSATO 700 MILA DOLLARI DI DANNI,
LOTTA CONTRO L’ESTRADIZIONE NEGLI USA
«Ho scoperto i segreti degli Ufo
violando i computer della Nasa»
«Esiste
una forma di energia extraterrestre inesauribile»
Con
la frangetta scura e gli occhi a mandorla, ha l'aria
vagamente stranita di Mister Spock. Il che non stona più
di tanto, visto che Gary McKinnon, lo hacker che gli
Stati Uniti accusano di aver causato 700 mila dollari di
danni ai loro computer militari e della Nasa, dice di
avere passato due anni a cercare di straforo prove
dell'esistenza degli UFO e della tecnologia aliena. E di
averle trovate: testimonianze fanno riferimento
all'anti-gravità, a una fonte di energia di origine
extraterrestre.
Per i suoi sostenitori, McKinnon è piuttosto una sorta
di ciber-Mulder, una specie di cercatore solitario di
verità tra gli X-Files degli alti comandi americani,
Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei
loro sistemi dalla sua casa in un quartiere a Nord di
Londra, ma sostiene di non avere mai agito da vandalo.
Un pubblico ministero Usa ha definito la sua impresa «il
più grande scasso elettronico di computer militari di
tutti i tempi» e ha chiesto di processarlo davanti a un
tribunale della Virginia. Ma il suo avvocato ribatte che
l'estradizione esporrebbe McKinnon al rischio della
detenzione a Guantanamo Bay e a qualcosa come sessant'anni
di reclusione. La sua sorte sarà decisa a Londra
dopodomani.
Mica per niente il suo nome online era «Solo». Ancor
prima che lo identificassero e lo arrestassero nel 2002,
la sua ossessione da hacker gli era costata la fidanzata
e il lavoro. Gli Stati Uniti lo accusano fra l'altro di
avere alterato e cancellato files di una base aeronavale
rendendo così inoperabili sistemi di importanza critica
e, un'altra volta, di avere disabilitato un'intera rete
di 2 mila computer militari. Già in un'intervista
rilasciata l'anno scorso, McKinnon si era difeso dicendo
di non avere causato danni. Oggi, alla vigilia
dell'udienza, torna a parlare con il programma «Click»
della BBC per spiegare come ha fatto e che cosa ha
trovato.
A chi gli chiede perché è accusato di essersi
intrufolato nei sistemi dell'esercito, della Marina,
dell'aeronautica, del Pentagono e della Nasa, McKinnon
risponde: «Ero in cerca di tecnologia soppressa,
definita con un'espressione ridicola "tecnologia degli
UFO". Credo che sia il segreto meglio conservato del
mondo, una cosa molto importante: i pensionati non
possono pagare le bollette del riscaldamento, si
invadono Paesi per assegnare all'Occidente appalti per
il petrolio, e nel frattempo parti segrete del governo
tengono lì questa tecnologia soppressa che darebbe
energia gratis». Ovviamente, ancora ieri, la Nasa ha
smentito tutto.
Alla domanda se abbia trovato quello che cercava,
McKinnon risponde: «Sì. C'era un gruppo chiamato
"Progetto Rivelazione". Hanno pubblicato un libro con
400 testimoni esperti tra cui controllori del traffico,
operatori di radar militari, fino ai tizi responsabili
se lanciare o meno missili nucleari. Gente molto
credibile e molto fidata, e tutti dicevano sì, la
tecnologia UFO esiste, c'è l'anti-gravità, c'è energia
liberamente disponibile ed è di origine extraterrestre,
e abbiamo catturato astronavi e le abbiamo smontate per
esaminarle». A chiedergli che cosa abbia scoperto
all'interno della Nasa, McKinnon tira fuori la storia
delle fotografie. «Una di queste persone era un'esperta
fotografica della Nasa, la quale ha detto che
nell'edificio numero 8 del Johnson Space Centre
cancellavano regolarmente le immagini degli UFO dalle
immagini satellite ad alta risoluzione. Ha detto che
c'erano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate",
"lavorate" e "crude", qualcosa del genere».
Ma McKinnon non è riuscito a scaricare nessuna di queste
immagini sul suo computer: «Ho estratto una foto da una
cartella, e tenendo a mente che era una connessione
internet molto lenta, a 56k, all'epoca del dial-up, ho
abbassato la risoluzione. Ciò che è comparso sul mio
schermo era straordinario. Era il culmine di tutti i
miei sforzi. Era l'immagine di qualcosa che non poteva
essere prodotto da mani umane. Si trovava sopra
l'emisfero terrestre. Assomigliava un po' a un
satellite. Era a forma di sigaro e aveva cupole
geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità, e
malgrado fosse a bassa risoluzione, l'immagine era molto
ravvicinata. Questa cosa era sospesa nello spazio, e non
aveva giunture, nessuno dei segni della normale
fabbricazione umana».
McKinnon spiega che la sua connessione è saltata proprio
quando stava cercando di scaricare l'immagine. Di fronte
all'obiezione che avrebbe potuto trattarsi di un
modello, risponde: «Non lo so. Per me, era più che una
coincidenza». Lo hacker riconosce che «l'accesso non
autorizzato» ai computer altrui «è contro la legge ed è
sbagliato», ma vuole essere processato qui, «nel mio
Paese, secondo la legge contro l'abuso dei computer, e
voglio che gli americani forniscano le prove se vogliono
estradarmi, perché so di non avere provocato danni». E
conclude: «Per via di quello che cercavo, penso di
essere stato moralmente nel giusto. Adesso sono pentito,
ma credo che la tecnologia dell'energia libera debba
essere resa disponibile a tutti».
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