Accartocciato
come creta in un barattolo di vetro, avvolto in
una copia del «Daily Mirror» datata ottobre
1947, sospeso in una soluzione acre e provvisto
di un numero di serie americano dipinto sul
piede a quattro dita: per giunta fissava con i
suoi occhioni il signor Barney Broom dall'angolo
della soffitta del suo cottage a Gunthorpe, nel
Norfolk. Si tratta di un modellino a suo tempo
creato per un film o questo facsimile di
baby-alieno è in qualche modo connesso a una
vicina base militare Usa? Quel che è certo è che
la creaturina, lunga 30 centimetri e plasmata in
un materiale per ora incerto, assomiglia al
presunto «alieno» dell’«autopsia di Roswell», il
celebre mistero che guarda caso risale proprio
al luglio 1947, tre mesi prima della data del
giornale che avvolgeva il vaso che Broom dice di
aver trovato in casa. La caduta di un oggetto a
Roswell aveva generato l'interesse per gli Ufo e
oggi una possibile teoria per spiegare il
modellino ipotizza una non meglio specificata
relazione con le basi aeronautiche Usa presso
quelle della Raf a Lakenheath e a Mildenhall.
Broom, che di professione è sceneggiatore, dice
di essere rimasto «un po' impressionato» dalla
scoperta dell'alienetto: «Era stipato in
soffitta con altri vecchi giornali - ha
raccontato al “Guardian” -. Prima di me, nella
casa viveva una vecchia zitella e non credo che
nessuno avesse messo piede in soffitta da anni.
Non sono certo uno di quei matti che pensano che
sia un alieno, ma è una ben strana cosa». Per
inciso, la base inglese di Lakenheath compariva
regolarmente nei dossier segreti divulgati
l'anno scorso dal ministero della Difesa in
quanto luogo di frequenti avvistamenti di Ufo.
«La cosa più facile è liquidarlo come una burla
- dice Roberts -. Può darsi che lo sia, come può
darsi che no. Il fatto che sia stato trovato
vicino a una base indica che ci potrebbe essere
una componente militare». Ma un portavoce Usa
replica: «E' una beffa». L'altra ipotesi è che
il modellino possa essere stato usato in un
film. Chissà se a Broom porterà tanta fortuna
quanta il draghetto di Oxford ha portato ad
Alistair Mitchell: lo scrittore, stufo di
vedersi rifiutare il suo thriller contenente
tanto di drago, aveva ideato la storia di una
creatura forgiata da scienziati tedeschi, alla
fine dell'800, e aveva raccontato di averla
ritrovata in garage, in un barattolo. In realtà
il draghetto era stato creato da una ditta
specializzata in documentari sui dinosauri.
Maria Chiara Bonazzi
FONTE:La
Stampa.it
