27 Marzo 2010
Pronta
la simulazione del viaggio su Marte
Esistono
gli alieni? Secondo un sondaggio commissionato dalla 20th Century
Quattro giovani europei pronti tutto per raggiungere Marte. Quattro
ingegneri, quattro sognatori disposti a pagare il prezzo dell'isolamento
e persino il rischio dell'esclusione per conquistare competenze,
esperienze e magari, un giorno, un biglietto vero per i voli oltre
l'orbita terrestre. Giunti alla penultima tappa della selezione per l'esperimento
di volo simulato a Marte, i 4 volontari
individuati dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) dopo una lunga selezione
e parecchi ritiri in corsa, sanno che solo due di loro "partiranno" per
un esperimento di 520 giorni in totale isolamento che non si muoverà mai
da Mosca.
Il più giovane del gruppo è un italiano nato a
Bogotà. Ha 26 anni una laurea in
ingegneria elettronica e un'infinita passione per l'esplorazione. Gli
altri sono i francesi Romain e Gaillard e il belga Clevers che
condividono la stessa formazione e la comune passione.
Aspettando il
2030
Raccogliere dati psicologici e fisiologici per
preparare gli equipaggi a futuri viaggi su Marte.
Pensando alla quarte decade di questo secolo Mars 500 cerca di sollevare
problemi per progettare delle risposte. Sei uomini chiusi in un
simulacro di astronave immobile all'interno dell'Istituto Russo per i
Problemi Biomedici (Ibmp) di Mosca. L'equipaggio, composto da tre russi,
un cinese e due europei, sarà organizzato come quello di una missione
reale, con un comandante, un ingegnere di volo, un medico di bordo e
specialisti di missione. Insieme vivranno in una struttura composta da
quattro moduli intercomunicanti e sigillati all'esterno, dai quali sarà
possibile uscire prima della conclusione dell'esperimento solo per
motivi gravissimi. Il modulo abitativo è un cilindro lungo 20 metri e
largo 3,6) dove l'equipaggio trascorrerà la maggior parte del tempo;
comprende gli spazi individuali, con lettino, armadio e una piccola
scrivania, una sala comune, la sala di controllo, cucina e bagno. Il
modulo magazzino è il più grande e comprende, oltre a viveri e
rifornimenti, una serra, la palestra e la sauna. Poi ci sono il modulo
medico (9 metri per 3,8) e quello che simula il veicolo per atterrare su
Marte.
Otto mesi per
arrivare
250 giorni per raggiungere Marte dalla terra, 30 giorni di permanenza e
poi 240 giorni per il viaggio di ritorno. I tempi sono reali, il resto è
una fiction scientifica che verrà girata in un laboratorio di Mosca per
imparare a gestire le complessità di un viaggio così lungo. Sei uomini
in clausura tra il maggio di quest'anno e il Natale 2011, impegnati a
riprodurre la routine necessaria alla sopravvivenza degli apparati ma
soprattutto le dinamiche di un gruppo internazionale sottoposto a
isolamento e gerarchia. Nessun contatto con l'esterno se non quello
delle missioni: una radio per comunicare con il controllo di volo dove i
messaggi viaggiano con 20 minuti di ritardo per coprire le distanze e
che dunque richiedono fino a 40 minuti per ricevere risposta a qualsiasi
domanda. Tre posti russi, un quarto passato da Mosca all'agenzia
spaziale cinese in virtù di accordi che tornano a stringersi, poi i due
europei.
La squadra
europea
''Nonostante io sia un ingegnere elettronico, sono molto interessato
agli aspetti psicologici e vorrei far parte di una squadra per
dimostrare che l'uomo può andare su Marte, almeno per quanto riguarda
gli aspetti psicologici e fisici'', ha detto il francese Arc'hanmael
Gaillard, 34 anni, il più anziano dei quattro volontari presentati nel
Centro di ricerca scientifica e tecnologica dell'Esa di Noordwijk.
''Sogno di fare l'astronauta e sono molto interessato agli aspetti
scientifici delle missioni spaziali'', ha detto il francese Romain
Charles, ingegnere meccanico di 30 anni che lo scorso anno aveva
partecipato senza farcela alla selezione per i nuovi astronauti europei.
Determinato il belga Jerome Clevers, 28 anni, ''convinto che il prossimo
passo in avanti nell'esplorazione umana dello spazio sarà
inevitabilmente Marte''. E che un esperimento come Mars 500 ''non sarà
utile solo per andare su Marte, ma in generale'' lo pensa anche Diego
Urbina. Colombiano di madre italiana, divoratore dei romanzi di Gabriel
Garcia Marquez, se sarà selezionato intende combattere la noia della
clausura esplorando anche la letteratura italiana, partendo da Manzoni.
Il tempo di certo non gli mancherà
Crediti: Ilsole24ore
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