23 Settembre 2009
Acqua
sulla Luna, spuntano nuovi indizi: al polo sud tanto idrogeno.
Potrebbe
essere l'ultimo capitolo di una storia che va avanti da secoli. Quella
che vede gli esseri umani arrovellarsi per rispondere ad una domanda
semplicemente complessa: sulla luna c'è acqua? Ovvero: e possibile
vivere sulla luna? Giovedì prossimo la Nasa potrebbe dare a questa
questione epocale una risposta affermativa. Risposta che giungerà dal
modulo LRO - acronimo che sta per Lunar Reconnaissance Orbiter - che
l'agenzia spaziale americana ha lanciato in orbita lo scorso 18 giugno
con un unico obbiettivo. Quello di sparare sul polo sud della luna un
grosso proiettile per far sollevare una quantità sufficiente di detriti
da analizzare.
L'LRO è tuttora impegnato nel dar vita al più completo servizio
fotografico mai fatto al nostro satellite. Fotografie ad altissima
risoluzione che data la loro accuratezza hanno già fornito delle prime
tracce per poter elaborare ipotesi scientificamente fondate. La
mappatura termica del lato oscuro della luna ha mostrato che la
temperatura della regione, piena di crateri polari, è di -238 gradi
Celsius. "Il posto più freddo dell'intero sistema solare", ha commentato
lo scienziato Richard Vondrak che collabora con la Nasa per questo
progetto. In questa landa astrale desolata alcuni strumenti a bordo
dell'LRO hanno rilevato una presenza notevole di idrogeno. Risultati
simili sono stati osservati anche dal Chandrayan-1 una missione indiana
che ha come obiettivo quello di fornire un'accurata mappa dei minerali
presenti sul satellite.
E dove c'è idrogeno c'è acqua, suggeriscono alla Nasa. Quantità ancora
più elevate del gas sono state riscontrate al Polo Sud della Luna. Qual
è la causa di questo eccesso di idrogeno? Vondrak afferma che "si
potrebbe trattare del fatto che l'acqua sulla luna è arrivata molto più
recentemente di quanto finora ipotizzato dagli scienziati". Si
smentirebbe così un'altra vulgata dell'astronomia cioè quella in base
alla quale si ritiene che se acqua c'è sul nostro satellite, essa è
imprigionata nelle sue profondità.
C'è però un margine d'incertezza dovuto al fatto che alla Nasa non sono
onniscienti. Infatti l'impatto del proiettile era stato previsto in una
zona diversa da quella che ha dato questi risultati. Bisognerà quindi
aspettare e sperare che tra i detriti sollevati dall'LRO ci sia del
ghiaccio. Il cratere prescelto per essere amichevolmente bombardato è il
Cabeus A, le cui fotografie ad infrarossi non hanno dato risultati
completamente rassicuranti in merito alla presenza di idrogeno.
Ma niente paura per gli scienziati che si occupano della formazione e
dell'evoluzione del nostro satellite. Scoperta l'acqua bisognerà
scovarne l'origine. In merito le teorie più diffuse sono tre. La prima è
quella che ha ipotizzato l'impatto tra la Luna e una cometa avvenuto
quasi quattro miliardi. La seconda è quella che vuole un lento ma
continuo deposito d'acqua avvenuto grazie all'impatto di una quantità
imprecisata di asteroidi nel corso dei secoli. La terza contempla come
probabile origine dell'acqua sulla luna il sole. Un paradosso cosmico
spiegabile dal fatto che i protoni depositati dal vento solare combinati
con l'ossigeno presente sulla luna avrebbe generato acqua.
C'è poi una storia nella storia. Riguarda Faith Vilas, direttrice nel
1999 del Multiple Mirror Telescope in Arizona. In un saggio scritto
quell'anno, la scienziata aveva riportato gli esiti di una serie di
osservazioni compiute sulle fotografie scattate alla luna durante la
celebre missione Galileo verso Giove. Quando aveva filtrato le foto agli
infrarossi aveva notato alcuni segnali provenienti dal Polo Sud lunare.
Gli stessi segnali che rivelavano sugli asteroidi la presenza di
minerali alla cui vita sono necessarie due cose: il caldo e l'acqua. La
Vilas non ha mai pubblicato quel suo studio
Crediti: Repubblica.it
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