New York - Il disastro dello shuttle Columbia del 1°febbraio 2003 non fu dovuto solo al distacco di parte della fusoliera in fase di decollo, come è stato sostenuto per anni. Un rapporto pubblicato oggi dalla Nasa sull'incidente che costò la vita a 7 astronuati mostra come a non funzionare cinque anni fa furono anche le tute pressurizzate dell'equipaggio, i loro caschi e le cinture di sicurezza a bordo. Dalle 400 pagine dello studio emerge che una delle persone all'interno dell'abitacolo tentò per almeno mezzo minuto di salvare lo shuttle provando ad avviare le manovre di emergenza.
Il rapporto della Nasa ripercorre gli ultimi minuti prima del tragedia che vide il Columbia disintegrarsi nel rientro nell'atmosfera e secondo gli esperti dovrebbe aiutare gli ingegneri dell'agenzia spaziale americana a evitare incidenti in futuro.
Secondo il rapporto a causare la morte degli astronauti potrebbero essere state sia la mancanza di ossigeno che il possibile impatto con un oggetto, che avrebbe poi fatto perdere il controllo della navicella spaziale nella fase di rientro verso la terra.
Alcune procedure di sicurezza non furono inoltre state rispettate: tre dei membri dell'equipaggio non indossavano i guanti che impediscono la depressurizzazione delle tute, un altro astronauta non era seduto nel momento in cui è scattato l'allarme e un altro ancora non indossava il casco. Secondo gli esperti della Nasa non ci sarebbe stato comunque nulla da fare per salvare gli esseri umani a bordo dello shuttle. Dal momento dell'allarme a bordo ci sono voluti appena 41 secondi perchè la navicella spaziale si depressurizzasse completamente.

"Sono molto sorpreso che i contenuti del rapporto siano venuti alla luce", ha detto Jonathan Clark ex medico di bordo della Nasa e marito di uno dei membri dell'equipaggio deceduto nel disastro del Columbia. "Molte forze non volevano pubblicare i dati".
Dallo studio emergono cinque cause principali all'origine dell'incidente: la perdita di pressione nell'abitacolo, il fatto che gli astronauti che hanno perso quasi subito conoscenza e che questi ultimi sono stati scagliati dai propri sedili nel rientro nell'atmosfera, l'esposizione dell'abitacolo al vuoto ad altissima quota ed infine l'impatto con il suolo.






