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Italiani, più della metà crede agli Ufo
Cresce il numero di
persone convinte che dietro
ad alcuni miti e leggende ci sia un fondo di verità

Aumentano gli italiani che danno
almeno un pò di credito a miti e leggende come il
triangolo delle Bermuda, lo yeti e gli ufo. "Colpa"
dei media, ma anche di un bisogno proprio degli esseri
umani, quello di credere a qualcosa di superiore o
d’inspiegabile. È il risultato di un’indagine condotta
dal mensile Outside, nella quale sono stati
intervistati 75 psicologi; tra loro sono 6 su 10
quelli convinti che sia in crescita nella Penisola il
numero di persone secondo cui dietro a certi miti e
leggende ci sia qualche fondamento. Gli esperti si
sono basati sia sulla loro esperienza, sia
sull’analisi di 10 focus group ai quali hanno
partecipato nel complesso 180 tra uomini e donne. Quei
misteri, sostiene il 58% degli psicologi intervistati,
sono ’una nuova mitologia dei tempi di Internet e
della conquista dello spaziò.
Nello specifico, il 35% degli psicologi intervistati
sottolinea come molti italiani siano convinti che
dietro ad alcuni miti e leggende ci sia un fondo di
verità, e l’11% evidenzia come sia rilevante il numero
di quelli disposti a crederci ciecamente. Invece, il
29% afferma che il numero dei creduloni non è in
crescita. Secondo gli studiosi intervistati, l’aumento
è dovuto in parte all’insistenza con cui questi
argomenti sono trattati da tv e giornali, dai quali
ricevono un’aura scientifica (fattore molto influente
per il 57% degli psicologi intervistati), in parte al
bisogno di credere che non sia ancora stato scoperto e
spiegato tutto (fattore evidenziato dal 38% degli
psicologi intervistati).
Un italiano su dieci crede vera la maggior parte di
leggende come quelle degli ufo, dello yeti e del
triangolo delle Bermuda, spiega il mensile. Per uno
psicologo intervistato su quattro la maggior parte dei
creduloni è soprattutto affascinata da quei misteri.
Per quasi un italiano su cinque, però, la reazione è
la paura; a incutere più timore il triangolo delle
Bermude (32%) e i fantasmi. In quanto al rapporto
degli italiani con quei misteri, la maggioranza dei
partecipanti ai focus group, il 60%, è composta da
convinti e possibilisti, mentre il restante 40% è
scettico radicale. Tra gli scettici radicali,
l’atteggiamento predominante verso questi argomenti è
il fastidio (lo ha detto il 33% di loro) anche se una
parte (il 21%) ammette di seguirli pur essendo sicura
che si tratti di favole; il 18% degli scettici
radicali dice che accetterebbe di essere smentito,
mentre il 16% dice di essere del tutto indifferente ai
misteri e di non interessarsene mai.
Tra chi ci crede (come detto, il 60% dei membri dei
focus group), il 25% ha detto che questi temi lo
appassionano, ne è «affascinato», anche se in molti
evitano di parlare di questa convinzione, per il
timore di doversi scontrare con uno scettico (24%).
Uno dei dati che gli psicologi hanno più evidenziato è
la risposta data dal 18% che ha detto di averne paura.
E se in molti si informano e cercano di saperne di più
(26%), c’è anche chi, pur ammettendo di esserne molto
incuriosito, preferisce non approfondire (7%). In
quanto alle fonti d’informazione su miti e leggende,
al primo posto c’è la tv, citata dal 53% dei
partecipanti ai focus, e in particolare le
trasmissioni su questi temi, che molti definiscono
scientifiche. Al secondo posto c’è il web, citato dal
48%, seguito da riviste e giornali (29%) e persino da
film su questi temi (che per il 18% devono avere
qualche fondamento).
In merito alla popolarità dei misteri, i più diffusi
sui media sono gli Ufo e i cerchi nel grano (68%),
seguiti dai fantasmi (54%) e dal triangolo delle
Bermude (49%). Ritornando agli Ufo, uno dei temi caldi
è quello dei rapimenti che gli alieni farebbero per
studiare la razza umana (il 47% ne ha sentito parlare
più volte) o antichi mostri preistorici che ancora
vivrebbero, come il famoso Nessie, ovvero il mostro di
Lochness (33%). Seguono la maledizione del faraone
Tutankhamon (29%) e i misteri legati a Stonehenge
(25%). «E che dire dell’Uomo delle Nevi (21%) -
osserva il mensile - se anche uno scalatore esperto
come Messner ha detto di averne trovato le tracce e
addirittura di averlo visto?».
Il 26% degli esperti intervistati ha detto che la
maggior parte delle persone, anche scettiche, prova
comunque un certo fascino nei confronti di questi
temi, a cui si aggiunge una naturale curiosità
(elemento evidenziato dal 21%); il 18% evidenzia la
crescita di una certa paura legata a quei misteri.
Nella classifica delle situazioni misteriose che
incutono più timore nei partecipanti ai focus group,
in testa c’è trovarsi coinvolti in qualche fenomeno
inspiegabile in grado di inghiottire una nave, un
aereo o un’auto (il 32% ammette di averci pensato
almeno una volta), in stile triangolo delle Bermuda;
il 28%, invece, ha paura, o ne ha avuta, di trovarsi
alle prese con uno spettro; il 14% ha dichiarato di
aver pensato almeno una volta con terrore all’ipotesi
di un rapimento da parte degli alieni o di trovarsi di
fronte a un essere preistorico (11%), come il mito di
Lochness. In realtà, però, spiega il mensile, la
maggior paura è legata in generale all’ambito dei
misteri, non ad un fenomeno specifico, come ha
dichiarato il 25%.
Per la maggioranza degli esperti intervistati (57%),
una credenza così diffusa e in crescita per tutto ciò
che riguarda i misteri e il paranormale è alimentata
con forza dalla parvenza scientifica che alcuni siti
Internet, giornali e trasmissioni tv danno a tutto ciò
che riguarda alieni e misteri. La colpa non è solo dei
media, però. Il 38% degli esperti sottolinea come
credere a cose di quel tipo sia spesso un vero
bisogno, quello proprio degli esseri umani di credere
in qualcosa di superiore o inspiegabile, minacciato da
una società dove tutto sembra essere svelato e avere
delle risposte razionali.
«E se per il 41% è solo una questione di curiosità e
di sempre maggiori difficoltà (con il moltiplicarsi di
"fonti") nel discernere il vero dal "verosimile" e dal
"falso" - conclude il mensile - il 26% è sicuro che si
tratti del bisogno di crearsi nuove paure, di provare
emozioni forti e intense».
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