L'ultimo caso risolto:
oggetti luminosi avvistati da decine di
abitanti nel cielo sopra l'isola d'Yeu, in
Vandea. In realtà, erano lanterne tailandesi
portafortuna, un uomo le aveva lanciate in
volo come segno di benaugurio. A gennaio, un
meteorite caduto in un campo di grano in
Provenza era stato scambiato per un'astronave.
Ora rimane da capire quell'aureola arancione
fotografata durante un temporale vicino a
Lione.
Meno male che c'è Jacques Patenet. Senza di
lui, l'universo sembrerebbe più minaccioso di
quel che è. Trecento miliardi di stelle nella
nostra galassia, altre 100 galassie come le
nostre: c'è da perderci la testa. Questo
anziano astrofisico, capelli bianchi, cravatta
sempre impeccabile e modi garbati, difende la
nostra razionalità. Il suo mestiere -
cacciatore di Ufo - non deve trarre in
inganno. Patenet è un esperto autorevole.
Lavora da più di trent'anni per il ministero
della Difesa, insieme alla gendarmeria che
raccoglie avvistamenti, paure, suggestioni.
Niente fantascienza o incontri ravvicinati.
Qui si tratta di verbali di polizia e
inchieste scientifiche. E' dal 1969 che la
Francia ha un nucleo per l'osservazione degli
"oggetti volanti non identificati". Le
segnalazioni alle autorità sono costanti, con
alcuni picchi temporali (per esempio il 1980 e
il 1993) e spaziali (Provenza e regione
parigina).
Quest'anno, però, sembra destinato a segnare
un nuovo record. Trenta avvistamenti nei primi
sei mesi, quasi il doppio del 2007. Ma anche
questo è mistero presto svelato. Il Geipan -
il centro di ricerca guidato da Patenet - ha
da poco messo in rete il suo archivio. Oltre
1.600 verbali, con le relative inchieste.
L'interesse di chi crede o teme gli Ufo è
stato tale che
il sito è finito ripetutamente fuori uso. E
gli X-Files francesi invece di rassicurare,
hanno aumentato fantasie e strane percezioni.
"Mettendo in rete il nostro archivio - spiega
Patenet - volevamo smontare gli appassionati
del complotto".
Il centro di studio si trova a Tolosa, qui
arrivano tutte le denunce: testimonianze,
disegni, foto e video. Scartate le
ricostruzioni più inverosimili (un terzo),
viene chiesto il parere di esperti: astronomi,
fisici, ingegneri spaziali. Quasi metà delle
manifestazioni "paranormali" vengono spiegate
con un fenomeno naturale: albe boreali,
eclissi, lampi, fuochi d'artificio ma anche
meteoriti o pezzi di fusoliere caduti dallo
spazio. Un 15% soltanto delle segnalazioni
corrisponde a "fenomeni aerospaziali di Tipo
D". Ovvero enigmi senza risposta. Ce ne sono
una decina in tutto, eventi celesti che
resistono a ogni logica. "Non credo alla vita
extraterrestre. Ma penso sia giusto indagare
per non lasciare questo fenomeno a sette o
ciarlatani" spiega Patenet.
Le inchieste possono durare a lungo. Nel 1995,
due contadini francesi avevano visto
precipitare nella loro fattoria un cilindro
metallico incandescente. Secondo la Nasa, era
il detrito di un satellite russo messo in
orbita pochi giorni prima. Ma poi gli studiosi
avevano scoperto un sigillo del Terzo Reich.
Soltanto nel 2000, si è scoperto che si
trattava di un frammento di granata della
seconda guerra mondiale.
L'importante, dice adesso Patenet, è portare
la gente a testimoniare, a esprimere le
proprie paure. Niente ideologia, soltanto un
meticoloso lavoro di investigazione. E sulla
porta del suo ufficio, sarebbe pronto a
mettere lo slogan del tenente Mulder,
protagonista della serie tv X-Files: "Io
voglio credere". Solo così si possono
prevenire possibili fobie collettive