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Si accende il
telescopio per captare gli alieni
Quando sarà
completato interamente oltre 350 antenne
ascolteranno l'universo in cerca di segnali
intelligenti

Sarà forse un piccolo passo per
la ricerca di E.T., ma sicuramente un balzo enorme nel
campo della radio-astronomia. Come riportato dal
New York Times, saranno messe in funzione oggi
tra le valli di Hat Creek, in California, le prime
antenne paraboliche giganti del progetto Allen
Telescope Array, che sarà in grado di ampliare
notevolmente le capacità umane di ascoltare i suoni
dell’universo nella speranza di captare segnali radio
prodotti da civiltà extraterrestri.
Quando sarà completo, il progetto conterà un totale di
350 antenne ciascuna del diametro di 6 metri, che
opereranno all’unisono come un unico telescopio
gigante. Oggi saranno messe in funzione le prime 42
parabole.
"È un grande giorno per la
scienza della radioastronomia e dello studio del
cosmo", ha detto Leo Blitz, direttore del laboratorio
di radioastronomia di Berkeley. Il suo istituto
collabora sin dal 2001 con il SETI alla costruzione
del ATA, anche se gli scopi delle due
istituzioni sono molto diversi: le università
sperano di poter sfruttare le future 350 antenne che
formeranno l'array per riuscire a realizzare una
sky survey
radioastronomica molto più approfondita e
particolareggiata che in passato.
La nuova struttura, sebbene
incompleta, è stata pensata e realizzata con
nuovi criteri: è fortemente modulare, quindi
in grado di accogliere una alla volta tutte le nuove
parabole che verranno installate man mano che la
costruzione andrà avanti. Ma è anche in grado di
analizzare uno spettro più ampio e un campo più largo:
una sorta di "grandangolo" della radioastronomia, che
consentirà approcci innovativi allo studio di
supernove, buchi neri, galassie e non solo.
È come tagliare il fiocco della
Nina, la Pinta e la Santa Maria - ha invece commentato
con soddisfazione Seth Shostak, atronomo del Seti
Institue, California, facendo riferimento alle tre
caravelle usate da Cristoforo Colombo per la scoperta
dell’America. Lo scienziato ha anche sottolineato che
è la prima volta che un telescopio radio viene
progettato esclusivamente con lo scopo di intercettare
suoni alieni.
Per tentare di captare segnali
intelligenti provenienti dal cosmo, da anni ormai, si
è scelto l'arco di frequenze "Water Hole". Come gli
animali della savana, che pur essendo molto diversi
tra loro nei linguaggi e nei comportamenti, si
aggregano comunque tutti attorno alle poche pozze
d'acqua note, si suppone che chi, nell'Universo, vuole
comunicare con civiltà lontanissime e certamente
diverse, deve farlo utilizzando una frequenza radio
che deve essere nota a tutti gli extraterrestri
intelligenti, sia a quelli molto avanzati
tecnologicamente che a quelli poco tecnologici.
Corrisponde a quelle prodotte dall'oscillazione
dell'atomo di idrogeno, che dovrebbe essere conosciuta
perché l'idrogeno è l'elemento più abbondante e comune
nell'Universo. Modulando tale frequenza, che è
compresa tra gli 0,5 e 1,5 Gigahertz, si possono
inviare messaggi più o meno complessi.
Noi tutti speriamo che gli extraterrestri intelligenti
ragionino più o meno come noi, altrimenti questa
ipotesi di partenza non avrebbe fondamento. Fino ad
oggi i radiotelescopi hanno scandagliato l'Universo
attorno alla Terra fino ad una distanza di soli 200
anni luce, un'inezia rispetto alle dimensioni
dell'Universo. La nostra galassia, ad esempio, si
estende per 100.000 anni luce. Ma grazie ad Ata si
potranno ascoltare tutte le stelle che si trovano fino
a circa 1.000 anni luce, una sfera all'interno della
quale gli astri con possibili pianeti su cui si
potrebbe essere sviluppata la vita intelligente
sarebbero, almeno potenzialmente, migliaia.
Il nome progetto è dedicato all’imprenditore Paul G.
Allen, co-fondatore di Microsoft con Bill Gates, che
ha donato 25 mililioni di dollari. «Se troveranno
qualcosa mi chiameranno per primo - ha detto - ma fino
ad ora il telefono non ha ancora suonato».
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