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Gli Ufo spengono 60
candeline
Nel
luglio 1947, a Roswell, vengono ritrovati i resti di
un velivolo misterioso 'caduto' dal cielo. Testimoni
parlano di corpi di tre esseri non umani, ma
aeronautica statunitense e Fbi smentiscono. Nasce così
il caso ufologico più famoso della storia.
E'
la notte del 2 luglio 1947 quando, in una località a
circa 70 miglia da Roswell, nel New Mexico, 'qualcosa'
cade dal cielo. Un contadino, quella notte,
sente un forte boato accompagnato da un’esplosione e
da un forte bagliore. Quell'uomo era William 'Mac'
Brazel, lo stesso che il giorno dopo ritrova nel
terreno in cui lavorava resti di un velivolo
sconosciuto. Quel giorno
nasceva il caso ufologico più famoso della storia.
Dopo quattro giorni dal ritrovamento, Brazel avvisa lo
sceriffo George Wilcox che a sua volta contatta la
base area di Roswell, una delle più grandi degli Stati
Uniti. E' da questo episodio, avvvenuto esattamente 60
anni fa, che nasce il vero filone dell’ufologia
moderna, più che dall’avvistamento di Kenneth Arnold
che, pochi giorni prima (il 24 giugno), in volo su un
aereo privato nello Stato di Washington osservò nove
oggetti argentei che ''si muovevano in formazione a
cuneo come uno stormo di anatre''.
Così,
l’8 luglio,
un quotidiano locale del New Mexico titola ''La Raaf
cattura un disco volante nella regione di Roswell''.
Nello stesso giorno l’aeronautica statunitense
diffonde un comunicato altrettanto sorprendente sul
ritrovamento dei resti di un disco volante che si è
schiantato al suolo tra Roswell e Corona.
La notizia rimbalza alle agenzie di stampa e alle
testate di tutto il mondo, salvo poi essere smentita
il giorno stesso. L'aeronautica statunitense parla di
un ''clamoroso errore'', chiarendo che i resti
ritrovati sono quelli di un 'weather balloon' (pallone
meteorologico d’alta quota). La stessa versione è
confermata dall'Fbi che sperava di far calare il
silenzio sul caso, mentre diversi testimoni, con i
loro racconti, hanno smentito la verità ufficiale.
Tra di loro Gerald Anderson - un bambino all'epoca dei
fatti - il quale racconta di aver visto, assieme ad
alcuni parenti e a un gruppo di archeologi, i corpi di
tre esseri non umani. Tutti i testimoni, però, vengono
bruscamente allontanati all’arrivo dei militari.
Quella stessa notte, inoltre, la base militare chiama
l'agenzia funebre di Roswell e al dipendente di turno,
Glen Tennis, sono richieste tre piccole bare, fatte in
maniera tale da preservare a lungo i corpi che
dovevano contenere, prima di essere sottoposti ad
autopsia.
Del presunto esame autoptico di uno degli alieni
esiste un filmato diffuso nel 1990, dichiarato
poi un falso (video).
Tra tutte le pubblicazioni sulla vicenda, quella che
ha fatto discutere di più è stata 'Il giorno dopo
Roswell', libro-testimonianza del
colonnello Philip J. Corso pubblicato nel 1997.
Dal 1961 al 1963, Corso è stato a capo del 'Foreign
Technology at Army Research and Development' del
Pentagono, con il compito di studiare la tecnologia
straniera per migliorare quella statunitense. Secondo
il racconto di Corso, fu proprio in questo periodo che
il suo superiore, il generale Arthur Trudeau, gli
avrebbe affidato un file top secret ('The nut file' -
'Il file da pazzi') che, secondo il colonnello,
sarebbe stato l'archivio dell'incidente di Roswell.
Secondo il capo del 'Foreign Technology', dalla
tecnologia aliena sarebbero derivate scoperte quali
laser, fibre ottiche e transistor. Inoltre,
nel suo libro, Corso
delinea scenari inquietanti nei quali la guerra fredda
si intreccia con quella contro gli extraterrestri:
''Non sapevamo - scrive Corso - se tutti quegli
avvistamenti si sarebbero poi trasformati in effettivi
sbarchi o se un’invasione fosse già iniziata''; né
''se gli alieni, alleandosi con l’Unione Sovietica e
potendo contare sulle forze armate del Cremlino,
avrebbero trovato la strada spianata per colonizzare
il nostro pianeta''.
Dopo quel primo comunicato, subito ritrattato,
l’aviazione americana ha sempre smentito ogni notizia
riguardante Roswell e, recentemente, ha dichiarato il
caso definitivamente chiuso confermando che "l'oggetto
precipitato non era altro che un pallone da alta quota
e gli alieni rinvenuti semplici manichini. Si trattò
soltanto di un esperimento". Sta di fatto che
l’episodio di Roswell è diventato uno dei più famosi
casi di ufologia che ancora oggi, a 60 anni dal
ritrovamento dei misteriosi resti, continua a far
discutere appassionati e non.
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