
Sessant'anni e non
sentirli, tanto è passato da quel 4 luglio 1947
quando presumibilmente, un disco volante si schiantò
nei pressi di Roswell, cittadina del New Mexico,
dando il via a una lunga serie di interpretazioni e
cover-up da parte dei militari americani e del
governo degli Stati Uniti. Tra conferme e smentite,
questo affascinante, e ancora irrisolto, caso si
trascina ancora oggi senza risposta. Ad essere
onesti le testimonianza di un ufo crash ci sono
tutte, quello che manca sono le prove inconfutabili
e temo che queste non si presenteranno mai.
Ma veniamo ai fatti.
Il 13 giugno 1947 il
personale della base aerea di Roswell viene messo in
allarme, un oggetto volante non identificato era
comparso sui radar; tuttavia, l' oggetto scompare
dopo pochi minuti dagli schermi. L' aviazione
conferma che non si tratta di nessuno dei loro
veicoli sperimantali.
Il 30 giugno 1947 Frank Kaufmann, sottoufficiale di
stanza al poligono di White Sands, viene inviato,
con una squadra dell' aeronautica, ad indagare
presso un torrente vicino alla statale 285.
Quello che fu ritrovato da Kaufmann e dalla sua
squadriglia fu a dir poco sorprendente. Un velivolo
sconosciuto, di forma triangolare, lungo circa sette
metri e largo tre, si era sfracellato a terra. All'
interno erano visibili pannelli di controllo con
indicazioni in caratteri sconosciuti. A poca
distanza dal velivolo si potevano notare i corpi di
cinque esseri non umani.
L' aeronautica militare dispone immediatamente l'
ordine per il recupero dei corpi e dei rottami,
convocando d' urgenza due medici ed un' infermiera
per svolgere le autopsie.
Le voci di un possibile ritrovamento di una
navicella spaziale cominciano a circolare e a
suscitare molto interesse tra la popolazione; tanto
che il 7 luglio dello stesso anno, un contadino, Mac
Brazel, che abita in una zona vicina a quella dell’
incidente, rinviene nella sua proprietà quelli che
lui sospetta essere alcuni rottami del velivolo
sconosciuto. Brazel avvisa immediatamente lo
sceriffo George Wilcox del suo ritrovamento, il
quale, a sua volta decide di contattare la base
aerea.
Dopo la conferma da pare dell’ aeronautica americana
del recupero di un oggetto volante di origine
extraterrestre schiantatosi al suolo, in tutto il
mondo la notizia viene raccolta dai giornali.
Pochi giorni dopo l’aeronautica smentirà il
comunicato precedente, smentendo l’ ipotesi del
disco volante e diffondendo quella di un normale
pallone sonda; Wilcox e Brazel saranno in seguito
minacciati e costretti a ritrattare le loro
precedenti dichiarazioni.
L’ ipotesi avanzate successivamente di una manovra
di copertura di un incidente nucleare o di un
missile sperimentale precipitato, saranno smentite
entrambe dall’ aeronautica.
L’ 8 luglio 1947 un telex dell’ FBI comunica al suo
direttore, J. Edgar Hoover , il recupero di n
oggetto ritenuto un disco volante di matrice
extraterrestre, successivamente trasportato per
accertamenti alla base aerea di Wright.
Il 10 luglio, arrivano all’ agenzia Bellard, che
gestisce il servizio di ambulanze e pompe funebri
nella zona e che è convenzionata con la base
militare, due strane telefonate. Un medico di stanza
nella base chiede a Glen Dennis, dipendente dell’
agenzia, la disponibilità di piccole bare grandi
quanto un bambino, successivamente richiama per
avere dei consigli sulla conservazione dei cadaveri;
in entrambi i casi Dennis chiede se è avvenuto in
incidente, ma gli viene risposto che sono semplici
informazioni per l’ archivio.
Tra conferme e smentite, questo affascinante, e
ancora irrisolto, caso si trascina per più di
cinquanta anni fino ad arrivare agli anni più
recenti.
Nei primi anni ’90 la General Accounting Office, l’
equivalente della nostra Corte dei Conti, per ordine
del parlamentare repubblicano Steven Shiff, inizia
un’ inchiesta analizzando tutta la documentazione,
anche segreta, in possesso dell’ aeronautica
militare, del Ministero della Difesa e di altri enti
come FBI e CIA, con la convinzione che dopo l’
incidente di Roswell qualcosa è stato nascosto all’
opinione pubblica mondiale.
Il rapporto, consegnato il 28 luglio 1995 al
parlamentare Shiff, diceva che tutti i rapporti
inviati tra il 1946 e il 1949 dalla base di Roswell
ai vertici militari americani erano stati distrutti
più di quaranta anni prima, contrariamente a tutte
le procedure previste.
Nel luglio del 1994 l’ aeronautica militare
statunitense, dopo anni di insistenze, smentisce l’
ipotesi del pallone sonda. Il presunto velivolo,
caduto in New Mexico nel 1947, sarebbe stato in
realtà un gruppo di palloni a grappolo lanciati
nell’ ambito dell’ allora segretissimo "progetto
Mogul", lanciato dalla non lontana base di
Alamogordo e destinato alla rilevazione dell’
attività nucleare sovietica.
Le ultime
vicissitudini si trascinano fino ai giorni nostri.
Roswell è ora una cittadina ricca di turismo di
massa, che si regge sul mito ufo per risollevare la
sue economia altrimenti spoglia di altre attrattive.
Verrà certamente un giorno in cui cadrà il muro di
mistero e omertà che nasconde la verità e gli
archivi saranno aperti in maniera totale. Speriamo
non passino altri sessant’anni, perché anche la
verità si stanca di aspettare purtroppo.