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Ufo: la
Francia svela i suoi segreti
dopo 30 anni i dossier sul web
Sono 1600 casi, il
28% dei quali inspiegabile, studiati dal Geipan,
struttura del Centro nazionale per gli studi spaziali
francesi
E'
il primo dicembre 1979, sono le 7 e 35 del pomeriggio,
un negoziante del sud della Francia sta tornando a casa
in auto. Improvvisamente sulla sua sinistra gli passa
vicino una palla luminosissima che muta colore dal
bianco al rosso, passando per l'arancio e il giallo.
Quella "palla" emette un suono stridente, un beep beep
fortissimo. L'uomo, terrorizzato, accelera per arrivare
il più presto possibile a casa. Settanta, ottanta
chilometri all'ora. A due km dalla sua casa il fenomeno
scompare improvvisamente. Lo shock fu così violento che
egli ebbe un blocco intestinale che durò a lungo.
Testimone serio, testimonianza considerata veritiera.
Altra situazione: è il 15 ottobre 2004. Nei della
Francia quattro Mirage vengono seguiti da un oggetto
volante non identificato. I piloti, che avvistano
l'oggetto per circa 15-20 secondi, fanno in tempo a
chiamare le basi a terra, ma i controllori di volo non
osservano alcun segnale sui loro radar. La testimonianza
è certa, l'evento rimane inesplicabile.
Sono questi il primo e l'ultimo di una lunga serie di
avvistamenti di oggetti volanti non identificati
ritenuti non spiegabili, le cui testimonianze sono
risultate di altissimo valore dal Groupement pour l'Etude
et l'Information sur les Phénomènes Aérospatiaux Non
identifiés (Geipan) francese. Il Geipan venne fondato
nel 1977 dal Cnes, il Centro nazionale per gli studi
spaziali francesi per studiare i fenomeni inesplicati
che avvengono nei cieli. Dopo 30 anni di ricerche tenute
segrete oggi gli archivi verranno aperti al pubblico e
messi a disposizione su internet.
In
tutto sono circa 1.600 casi e, tolti quelli
assolutamente inaffidabili, tra quelli ritenuti
interessanti il 28% non ha ancora avuto una spiegazione.
I fenomeni perfettamente chiariti sono il 9%, quelli
probabilmente identificati sono il 33%, mentre quelli
per cui è difficile dare una valutazione, nonostante la
loro importanza, sono il 30%. Materiale che richiederebb
100.000 pagine per poter essere pubblicato su carta: si
tratta di 3.000 verbali di oltre 6.000 testimoni,
redatti dalle autorità di vario tipo, dalle gendarmerie
a ricercatori.
Spiega Jacques Patenet, responsabile del progetto: "Il
fenomeno Ufo non è certamente nuovo, ma negli ultimi
anni ha avuto un forte richiamo da parte dei media. Il
lavoro che ora pubblichiamo, grazie alla volontà del
Cnes, darà modo agli studiosi di analizzare
ulteriormente questo problema. Tuttavia preferiamo
chiamare gli eventi insoliti Pan ossia Phénomène
Aérospatial Non identifié, piuttosto che Ufo o altro che
può portare a errate interpretazioni".
Il rapporto del Cnes non è il primo studio realizzato
sugli Ufo. Gli Stati Uniti ad esempio, hanno studiato il
fenomeno a livello statale più di una volta. Nel 1947-48
l'Air Technical Intelligence Center (Atic) della base di
Wright Patterson di Dayton nell'Ohio, divenne centro di
riferimento per i primi rapporti di Ufo, il quale aveva
il compito di verificare l'esistenza di un'eventuale
arma segreta nemica. Nacque poi il Progetto Sign. Si
trattava di una commissione militare voluta con decreto
del Ministro della Difesa Americano. I lavori durarono
circa un anno dopo di che il progetto ripartì con il
nome di Progetto Grudge. Il 30 aprile 1949 viene stilato
il rapporto finale: gli Ufo non esistono.
Ma nel 1952 una nuova ondata di avvistamenti obbligò a
una nuova inchiesta: nacque così il progetto New Project
Grudge, più noto come in codice Project Blue Book. Operò
fino a al 1969 e fu la prima importante ricerca sui
dischi volanti. I risultati, ancora una volta, dissero
che per l'Air Force i cosiddetti Ufo non costituivano
una minaccia alla sicurezza nazionale e non esistevano
prove decisive della loro origine spaziale. Nel 1966
fino 1968 venne indetta la Commissione Condon che
affrontò la documentazione del Progetto Blue Book per
dare un'ultima parola sui casi in studio. Questa
commissione dette vita così al Project Colorado, il cui
gruppo di esperti faceva capo all'Università di Boulder
nel Colorado, la più qualificata istituzione scientifica
nel mondo per lo studio dell'alta atmosfera e dello
spazio circumterrestre.
Nel gennaio 1969 fu stilato il verdetto del controverso
Rapporto Condon, secondo cui il fenomeno non era degno
di alcun rilievo, malgrado, appunto, l'alta percentuale
di casi inspiegati in esso contenuti. Vi sono stati,
poi, altri studi considerati seri i quali, comunque, non
giunsero mai a una conclusione definitiva. Ora adesso lo
studio del Cnes: ancora una volta fenomeni inspiegati si
mostrano nei nostri cieli, ma ancora una volta rimane
misteriosa la loro fonte
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