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Decodificata una scritta Marziana
L'
Ing. Ennio Piccaluga ci parla in anteprima di un
Articolo che uscirà
su Area51 destinato a fare scalpore per i suoi contenuti
esclusivi
Nei primi giorni di
Dicembre 2005 il TG di una nota rete nazionale riportava
la notizia di un esperto di scritture antiche
interpellato dalla NASA per tentare di decifrare, sul
suolo marziano, una scritta con ideogrammi assimilabili
a quelli di antiche civiltà terrestri. Come è prassi di
alcuni nostri notiziari, il comunicato non ha avuto
seguito, lasciando l’amaro in bocca a quanti seguono con
passione questi argomenti. Sono riusciti alla NASA ad
operare la traduzione? Non abbiamo motivo di dubitarne
anche se, sicuramente, non ce ne terranno informati. Ma
questa volta è andata male ai debunkers: la possibile
scritta (Fig. 1), individuata dall’ing. Piccaluga
ingrandendo alcune foto ad altissima risoluzione
dell’ESA e della NASA, è stata riportata come
particolare inedito a pag 173 del suo recente libro
Ossimoro Marte

Fig. 1
Fig.2
Dopo mesi di
ricerche, Patsy Nicolas di Falco, semiologo di
origine americana e collaboratore dell’ing. Piccaluga ,
confontando migliaia di grafemi (Fig. 2, 3) di molte
antiche scritture, è riuscito a risalire alla lingua
relativa agli ideogrammi e ad operare una tanto
complessa quanto attendibile traduzione.

Fig. 3
Di Falco, con studi
maturati in molti viaggi avventurosi nell’India più
nascosta, è uno dei rari esperti e traduttori di
Sanscrito. Tutti i caratteri della scritta sono stati
decodificati e riconosciuti come appartenenti ad una
lingua di circa 5000 anni fa adoperata nella valle
dell’Indo e di probabile derivazione sumera. Il senso
della scritta, assolutamente straordinario, è
sconcertante ed attesta ulteriormente, è il caso di
dirlo, nero su bianco, l’artificialità del sito su cui è
ubicata.
In un articolo
complesso e di possibile notevole impatto che sarà
pubblicato sul N. 17 della rivista di Hera Edizioni
“Area51”, l’ing. Ennio Piccaluga presenterà il
risultato di mesi di studi che convergono verso
l’ipotesi, ormai ben supportata da prove consistenti,
che una stessa civiltà, nel 5000 a.C. , abbia
frequentato contemporaneamente lidi terrestri e
marziani. Il sumerologo Zecharia Sitchin, nei sui tanti
libri di successo, aveva in più riprese accennato a
questa eventualità, con cognizioni tratte dalla
traduzione di antiche tavolette sumere, ma finora non
c’era nient’altro a convalidare questa possibilità e non
erano in pochi a ritenere le traduzioni di Sitchin
troppo fantasiose.
L’articolo sarà
supportato, oltre che dalla traduzione di Patsy di
Falco, dallo storico e sumerologo Roberto Boncristiano,
autore, fra l’altro, della prefazione al libro
Ossimoro Marte, da mesi tra i più richiesti, secondo
la classifica stilata dal distributore-editore
Macrolibrarsi. Il N. 17 di Area51 sarà in edicola
verso il 10 Febbraio e, vista la notevole portata del
prevedibile scoop, sarà bene prenotarlo perché potrebbe
diventare rapidamente irreperibile.

Nella foto da sinistra a destra:
Patsy
Nicolas di Falco, Armando Gravina, Ennio Piccaluga, e
Roberto Boncristiano.
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