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Cosi’ vedremo la tv
degli alieni
Due astrofisici
americani useranno allo scopo un grande
radiotelescopio in costruzione in
Australia
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SEATTLE
–
Se, entro un raggio di 30 anni-luce dalla
Terra, dovesse esistere un pianeta con un
Pippo Baudo alieno che presenta il Festival
della canzone degli alieni, ebbene, lo
capteremo. E’ questo il senso di una nuova
ricerca di civiltà extraterrestri presentata
al congresso della American Astronomical
Society a Seattle, Washington. Per la prima
volta un grande radiotelescopio, attualmente
in costruzione a Mileura, nell’Australia
Occidentale, sarà usato anche per la ricerca
di trasmissioni televisive prodotte da
ipotetici abitanti di pianeti simili alla
nostra Terra, ma orbitanti attorno a stelle
lontane. «Abbiamo finalmente raggiunto
quella sensibilità di ricezione di segnali
radio che ci permetterà di captare le
trasmissioni televisive di mondi popolati da
civiltà tecnologiche, se ne esistono attorno
a stelle lontane, simili al Sole. Così
potremo "origliare" su quello che dicono
altre eventuali civiltà galattiche», hanno
riferito gli astrofisici Abraham Loeb e
Mathias Zaldarriaga dell’Harvard-Smithsonian
Center for Astrophysics, nell’annunciare
l’imminente inizio della singolare ricerca.
Finora, hanno spiegato i due scienziati, le
ricerche condotte nell’ambito del progetto
Seti (Search for extraterrestrial
intelligence) si sono basate soprattutto
sulla ricerca di specifici segnali, nella
presunzione che le civiltà evolute di altri
sistemi stellari intendessero
deliberatamente mettersi in contatto con
noi. Si è trattato della ricerca del
classico ago nel pagliaio, che non ha dato
alcun frutto. Per altro, le presunte
trasmissioni intenzionali degli alieni sono
state ricercate in uno spettro di frequenze
diverso da quello usato dalle nostre
trasmissioni radiofoniche e televisive,
anche per evitare problemi di interferenze.
TRASMISSIONI
A 30 ANNI LUCE - «Ora cambiamo metodo
–annunciano i due cacciatori di alieni–.
Grazie alle possibilità offerte dal Mileura
Wide Field Array, il nuovo radiotelescopio
attualmente in costruzione in Australia,
possiamo sintonizzarci su trasmissioni di
tipo televisivo, del tutto simili alle
nostre, che vengono eventualmente irradiate
da pianeti situati entro un raggio di 30
anni luce dalla Terra. Questo equivale a
dire che, nel giro di pochi mesi, potremo
passare in rassegna le mille più vicine
stelle». Se la prima cernita non dovesse
dare i frutti sperati, la ricerca andrà
avanti con un altro ancor più potente
sistema di radiotelescopi chiamato Ska,
anche questo ancora in fase di
realizzazione, che permetterà di spingersi
fino a 300 anni luce, esaminando i segnali
provenienti da ben cento milioni di sistemi
stellari. Le probabilità di vedere qualche
tv aliena, insomma, aumenterebbero
esponenzialmente.
PERRY COMO E «LASCIA O RADDOPPIA» -
Ma che dire dell’ indice di ascolto
galattico dei nostri segnali televisivi?
Viaggiando a una velocità di 300 mila
chilometri al secondo, essi si sono
irradiati ormai fino a oltre cinquanta anni
luce dalla Terra. Così, per esempio, se Beta
Pictoris, un remota stella che sembra essere
circondata da anello di polveri e da
pianeti, ospitasse una civiltà dotata di
potenti radiotelescopi, come quelli
attualmente in costruzione in Australia,
essa potrebbe tranquillamente sintonizzarsi
sulle nostre emittenti televisive di mezzo
secolo fa e ricevere il mitico Perry Como
Show o il più nostrano gioco a quiz Lascia o
Raddoppia con Mike Buongiorno! La ricerca
dei due astrofisici americani è pubblicata
sulla rivista scientifica Journal
of Cosmology and Astroparticle Physics .
Franco Foresta Martin
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