Spesso
si pensa all’ufologia solo nell’ambito
importante ma limitato, degli oggetti non
identificati. Esiste invece un altro aspetto
altrettanto interessante che riguarda la
paleontologia e l’archeologia, e che si lega in
maniera forte con la logica della ricerca di
vita extraterrestre. Un esempio è costituito
della civiltà di Nazca, sviluppatasi in maniera
importante tra il III e il X secolo d.C,
esempio di una raffinata ed evoluta società
dell’America precolombiana. A questa civiltà si
legano i grandi disegni sul terreno, opere
talmente imponenti da far dubitare che la loro
origine sia legata alla mano umana. Le
rappresentazioni sono conosciute con il nome di
“piste”, e si trovano nell’altopiano di Palpa.
Le piste raffigurano animali, piante, spirali
complesse e si prolungano per svariati
chilometri, tanto che la loro bellezza può
essere osservata al meglio solo dall’alto. Se
vogliamo, possono essere considerati gli
antenati dei crops circles, tanto in voga
nell’ultimo decennio. La scoperta di tali
disegni è merito dell’archeologo indigeno Julio
Tello che nel 1926 si accorse per puro caso, di
alcune linee che si distinguevano in maniera
netta nell’altopiano peruviano. L’impressione
che se ne aveva era di grossi solchi, ricavati
rimuovendo le pietre dalla superficie e
lasciando esposta la ghiaia sottostante, che
avendo un colore che andava tra il giallo e
l’ambra, creava un contrasto cromatico di grande
impatto visivo. Inoltre nella zona le
precipitazioni erano assai scarse e le piste
potevano rimanere intatte per molto tempo.
Fin
qui nulla di strano, seppur sorpresi di fronte a
tanto ingegno, non pare esserci nessun dubbio
sull’autenticità di tali opere. Eppur a guardar
bene alcune domande sono dovute. Per prima cosa
sappiamo che in quel periodo non esisteva la
possibilità di volare, e quelle piste visibili
solo dall’alto sono illogiche se non avevano
un’utilità, ne visiva ne pratica. Inoltre la
precisione con la quale sono realizzate fa
impressione se si pensa ai limitati strumenti
tecnici che queste civiltà avevano a loro
disposizione. Ed ecco che vengono avanzate molte
ipotesi, una fra le altre è quella degli Ufo. Se
si fa una ricerca si scopre che confrontando gli
allineamenti di Nazca con le carte celesti è
presente una corrispondenza perfetta tra le
linee dei disegni e la posizione delle Pleiadi
nell’anno 610 d.C. Altri ricercatori avanzano
ipotesi di tipo religioso, fatto questo che
spiegherebbe perché le piste siano rivolte verso
l’alto e non siano visibili da terra. Questo
sistema di linee è tuttavia ambiguo, perché
presente anche in altri territori come la
Bolivia, in maniera completamente identica.
Molti ufologi di fama sono concordi
nell’affermare che si tratti di opere realizzate
per accogliere civiltà aliene già atterrate
precedentemente sul nostro pianeta, che avevano
portato conoscenze tecniche molto avanzate che
ci hanno aiutato nella nostra evoluzione. A
questa interpretazione si legano anche i misteri
sulle tecnologie troppo sofisticate rinvenute
nel passato e incompatibili con il grado di
evoluzione delle popolazioni presenti, come le
Pile di Baghdad, batterie a secco costruite
secondo lo schema di Volta e che funzionano
ancora oggi, oppure il computer di Antikythera,
un calcolatore di tipo meccanico incredibilmente
complesso. Non ci è dato sapere ancora nulla su
questi misteri, solo la scienza e il tempo
daranno le risposte. La certezza è che non
sempre le soluzioni proposte e comunemente
accettate sono le più logiche. Spesso dietro c’è
molto altro.
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