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Osserva anche: |
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Marte:
alla scoperta delle nostre paure |
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Trovato il ghiaccio su Marte |
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Nell'acqua che presumibilmente è stata individuata sul
pianeta ci saranno tracce di organismi e dunque di vita
estinta o magari ancora presente? Cosa c’è sotto la
superficie? I resti della vita che fu quando,
indubbiamente, l’acqua scorreva abbondantemente sul
pianeta in quei letti dai fiumi scavati ma ormai secchi
da milioni di anni che crearono in Lowell e negli
astronomi di altre generazioni la convinta illusione
ottica dei "canali"?
Non
è la prima volta però che veniamo tenuti con il fiato
sospeso: forse si è scoperto qualcosa? Forse il nostro
vicino cosmico ospita una qualche forma di
"vita"?
Nel
settembre del 1976 il settimanale tedesco "Stern"
da la notizia che i laboratori del Viking 1 avevano
accertato la presenza, convalidata anche dal Viking 2,
di microrganismi nel suolo marziano. Subito dopo, però,
arriva la smentita. Non era vero che si era rinvenuta
una traccia di vita, bensì la conferma della possibilità
della vita stessa.
Nel
2001 gli scienziati della NASA dichiarano di aver
scoperto tracce di vita microscopica su un meteorite
proveniente dal pianeta.
I
risultati del gruppo di ricercatori internazionali
diretti da Imre Friedmann indicano che dentro la roccia
ci sono delle lunghe catene di cristalli magnetici
identici a quelli lasciati da batteri cosiddetti "magnetotattici",
microrganismi che sopravvivono con limitatissime quantità
di ossigeno. «Le catene che abbiamo scoperto sono di
origine biologica» ha detto Friedmann. Ma sono anche di
origine marziana?
Il
dubbio che circonda ALH84001 è infatti che i suoi
batteri siano banali microrganismi terrestri che
avrebbero contaminato la roccia di Marte durante i
13.000 anni in cui è rimasta sepolta tra i ghiacci
dell'Antartide. I cristalli scoperti adesso sono però
in una sezione di ALH84001 sicuramente non contaminata,
e Friedmann si è detto certo della loro provenienza.
Sulla
terra la "magnetite" è prodotta da batteri
che vivono sul fondo alcuni laghi. La usano come una
bussola biologica, appunto magnetica, per navigare e
orientarsi. Potrebbe dunque esistere ancora vita su
Marte, in questo momento, perché quei microrganismi
esistono nell'acqua e l'acqua nelle profondità del
pianeta c'è.
Vita
o non vita, dunque, sul pianeta?
E’
necessario allora definire cosa si intende per
"vita", un concetto riferito non alle forme
terrestri, ma più universale. Fino ad oggi si ritiene
valida la definizione elaborata dall’Accademia
Americana delle Scienze: il termine "vita" si
può adottare quando si scopre "qualcosa" in
grado di trarre alimento dall’ambiente circostante e
riprodursi, anche quando questo "qualcosa" non
usa l’acqua oppure il carbonio per costituire le
proprie molecole.
Se
consideriamo ciò che è necessario per la vita così
come la conosciamo noi, bisogna dire che: c’è bisogno
di energia, e su Marte l’abbiamo sotto forma di luce
solare. C’è bisogno di acqua, e l’abbiamo trovata.
C’è bisogno di azoto e su Marte c’è. C’è
bisogno di fosforo e di fosfati, che quasi certamente
sono presenti nelle rocce marziane.
Recenti
studi pubblicati sul numero di gennaio 2002 della
prestigiosa rivista Nature, discutono della scoperta di
microbi, trovati 200 metri sotto la superficie nelle
montagne dell'Idaho, che vivono in condizioni simili a
quelle che devono esserci nel sottosuolo di Marte.
"La
comunità di microbi trovata nell'Idaho è diversa
rispetto ad ogni altra precedentemente nota sulla
Terra," afferma Derek Lovley, capo del dipartimento
di microbiologia dell'Università del Massachusetts e
uno degli autori dell'articolo di Nature. Diversamente
da ogni altra forma di vita subterranea, che sopravvive
grazie al materiale organico trasportato nel sottosuolo
dall'infiltrazione delle acque, i microbi scoperti nell'Idaho
sono capaci di metabolizzare i gas di idrogeno ed
anidride carbonica dissolti nell'acqua producendo metano
e ricavando in questo modo l'energia di cui necessitano
per sostentarsi. I microbi quindi non richiedono
carbonio di origine organica o luce solare per
sopravvivere.
Questo
studio dimostra, per la prima volta, che certi
microorganismi possono prosperare in assenza di luce
solare usando l'idrogeno rilasciato dall'acqua nelle
profondità del suolo come propria fonte di
energia".
Da
tutte le informazioni fin qui raccolte ed esaminate non
vedo alcuna ragione per escludere la possibilità che su
Marte si sia sviluppata ed esista ancora una qualche
forma di vita.
"Lo
spazio è lì e noi stiamo per andarci", disse J.F.
Kennedy pensando alla Luna. Da allora la NASA non ha più
avuto un obiettivo forte. Ora c’è: Marte.
Fonte:
pianetamarte.com
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