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Fu
nel dicembre del 1954 che il Consiglio nazionale di
sicurezza degli USA creò l'organismo di coordinamento
ad alto livello denominato «Gruppo Speciale» (o
«Gruppo 54/12»), formato dal direttore del servizio
informazioni, dal consigliere del presidente per le
questioni della sicurezza nazionale, dal vice
segretario alla Difesa e dal sottosegretario di Stato
per gli Affari Politici o dal suo sostituto. La
composizione di questo comitato ha subito qualche
modifica con l'andar del tempo, ma di esso fanno parte
in linea di massima il direttore dell'apparato
informativo, il sottosegretario di Stato per gli
Affari Politici (o il suo vice), nonché il segretario
e il vice segretario alla Difesa. I capi della CIA si
riferiscono quasi sempre al «Gruppo Speciale» quando
insistono a proclamare che l'Ufficio Centrale
Informazioni non si è mai sognato di fissare direttive
politiche, ma ha sempre agito per incarico di
un'autorità più elevata. Ma che cosa c'entra tutto
questo con gli UFO?
Nel 1987
gli ambienti ufologici USA furono scossi dalla notizia
che Jaime H. Shandera aveva ricevuto uno sconcertante
documento riferito all'attività di un fantomatico
Gruppo super-segreto apparentemente composto di 12
persone che riferivano in via diretta ed esclusiva al
solo presidente degli USA in merito alla questione
degli UFO: il fantomatico «Majestic-12». Una fuga di
notizie dagli archivi CIA? Ci trovavamo a Washington
proprio nei giorni in cui, nel corso del Congresso sui
Fenomeni Aerei Non Identificati al quale ci eravamo
recati su invito in rappresentanza dell'Italia, il
documento veniva reso noto alla stampa, e fummo
colpiti sia dal fatto che il «Majestic-12»Majestic-12»
si riferisse alla presidenza Eisenhower e quindi
risalisse, più o meno, alla costituzione del «Gruppo
Speciale» denominato anche «Gruppo 54/12» (dove «54»
sembra indicare l'anno di nascita e «12» la quantità
dei suoi componenti) sia dal fatto che i due gruppi
fossero caratterizzati apparentemente dallo stesso
numero di membri: il, appunto. Ma non era tutto: quel
che più importava era ben altro, e si riferiva ai nomi
dei il personaggi che figuravano menzionati nel
documento pervenuto anonimamente a Shandera.
I dodici
nomi menzionati nel documento «Majectic-12» sono:
L'Ammiraglio Roscoe H. Hillenkoetter, il Dr. Vannevar
Bush, il Sottosegretario James V. Forrestal, il
Generale Nathan F. Twining, il Generale Hoyt S.
Vandenberg, il Dr. Detlev Bronk, il Dr. Jerome
Hunsaker, il Sig. Sidney W. Souers, il Sig. Gordon
Gray, il Dr. Donald Menzel, il Generale Robert M.
Montague e il Dr. Lloyd V. Berkner. Gli ambienti
ufologici furono scossi principalmente dal nome del
Dr. Donald Menzel, il famoso astronomo di Harvard
considerato il negatore n. 1 dell'esistenza degli UFO
negli anni '50 e '60. Egli dunque era solo un
«negatore d'ufficio» che invece, dietro le quinte,
come sostiene il «Majestic-12», si occupava di
studiare i presunti rottami di UFO precipitati
suggerendo un'origine extraterrestre per i corpi dei
piloti rinvenuti?
Alla
luce della «congiura del silenzio» della autorità USA
sugli UFO tutto ciò era tutt'altro che improbabile.
Ma a noi, fin dall'inizio, fu un altro di questi li
nomi che fece colpo. Vediamo chi e perché. Com'è noto,
nessuna «ondata» ufologica ha avuto l'impatto che ebbe
in USA quella della fine del 1952. Di fronte ad
un'opinione pubblica scossa ed allarmata, le autorità
statunitensi corsero necessariamente ai ripari. E
così, dal 11 al 17 gennaio 1953 si riunisce al
Pentagono una Commissione di esperti per affrontare la
questione. La presiede il fisico H.P. Robertson, del
California Institute of Technology, e ne fanno parte
Lloyd V. Berkner della Associated Universities, Luis
W. Alavez della University of California, S.A.
Goudsmit della Brookhaven National Laboratories e
Thornton Page della Johns Hopkins University. Ma sono
presenti anche il generale Garland, direttore del
Centro Informazioni Aerotecniche dell'USAF ed i
signori H.M. Chadwell, R.L. Clark e P-G. Strong della
«Central Intelligence Agency» (CIA), il Servizio
Segreto degli Stati Uniti. Il loro apporto sarà
determinante!
A
conclusione dei propri lavori, la Commissione
affermerà infatti che «le prove presentate relative
alla questione degli UFO non indicano in alcun modo
che questi fenomeni costituiscano una diretta minaccia
fisica alla sicurezza nazionale»; peraltro, «l'enfasi
continuata caratterizzante il segnalarsi del fenomeno
costituisce una minaccia al funzionamento ordinato
degli organi posti a protezione dello Stato. Citiamo
come esempi l'ostruzione dei canali di comunicazione a
seguito di segnalazioni irrilevanti, il pericolo di
essere portati dai continui falsi allarmi ad ignorare
indizi effettivi di attività ostili, e
l'incoraggiamento di una psicologia nazionale morbosa
in cui un'abile propaganda ostile potrebbe originare
comportamenti isterici ed una pericolosa sfiducia
nelle autorità costituite» l'enfasi continuata
caratterizzante il segnalarsi del fenomeno costituisce
una minaccia al funzionamento ordinato degli organi
posti a protezione dello Stato. Citiamo come esempi
l'ostruzione dei canali di comunicazione a seguito di
segnalazioni irrilevanti, il pericolo di essere
portati dai continui falsi allarmi ad ignorare indizi
effettivi di attività ostili, e l'incoraggiamento di
una psicologia nazionale morbosa in cui un'abile
propaganda ostile potrebbe originare comportamenti
isterici ed una pericolosa sfiducia nelle autorità
costituite». Per quanto riguarda i vari gruppi di
indagine privati sugli UFO, il rapporto conclusivo
della Commissione Robertson sottolinea come essi
debbano essere costantemente tenuti d'occhio «a causa
della loro grande influenza potenziale sull'opinione
delle masse qualora il fenomeno abbia a manifestarsi
diffusamente. Di tali gruppi si devono tenere presenti
l'apparente irresponsabilità e la possibile
utilizzazione a fini sovversivi».a causa della loro
grande influenza potenziale sull'opinione delle masse
qualora il fenomeno abbia a manifestarsi diffusamente.
Di tali gruppi si devono tenere presenti l'apparente
irresponsabilità e la possibile utilizzazione a fini
sovversivi».
Quanto
alle sue conclusioni, la Commissione sollecita che:
a) gli Enti preposti alla sicurezza nazionale
provvedano immediatamente a spogliare la questione
degli UFO dalla veste speciale che ha assunto e
dell'aura di mistero che ha sfortunatamente
acquistato.
b) Gli
Enti preposti alla sicurezza nazionale stabiliscano
delle direttive relative all'informazione,
all'addestramento e all'istruzione del pubblico allo
scopo di preparare le difese materiali e il morale del
Paese a riconoscere prontamente e a reagire con
efficacia ai vari indizi di intenti o azioni ostili.
Suggeriamo» conclude il rapporto «che questi scopi
vengano perseguiti attraverso un programma integrato
ideato per rassicurare il pubblico della totale
mancanza di prove indicanti delle forze ostili dietro
tali fenomeni, per addestrare il personale a
riconoscere e a scartare prontamente ed efficacemente
ogni falsa indicazione, e per rafforzare i normali
canali preposti alla valutazione di reali indizi di
attività ostili e alla pronta reazione contro di
esse».
Particolarmente, è l'invito testuale del rapporto,
«l'obbiettivo 'discreto' dovrebbe risolversi in una
riduzione del pubblico interesse per i 'dischi
volanti' che oggi evoca una forte reazione
psicologica. L'istruzione in discorso dovrebbe
concretizzarsi attraverso mezzi di comunicazione di
massa quali la televisione, il cinema e la stampa
popolare, basandosi su esempi di casistica che,
dapprima enigmatici, sono stati successivamete
spiegati ... Tale programma dovrebbe mirare a ridurre
l'attuale credulità del pubblico o di conseguenza la
sua suscettibilità ad essere influenzato da un'abile
propaganda ostile... ».
Il
rapporto segreto della Commissione Robertson,
declassificato e reso noto solo a 14 anni di distanza
dalla sua stesura, non è soltanto un indicativo
esempio dell'atmosfera comunistofoba che il Senatore
repubblicano Joseph McCarthy, dal 1950 al 1954 capo
della Commissione senatoriale per le attività
antiamericane, aveva imposto agli Stati Uniti nel
dopoguerra; è un'affermazione, decisa e precisa, della
politica che gli Usa hanno assunto e mantenuto al
riguardo. Quella che è stata poi definita «flying
saucers conspiracy», «debunking»debunking»debunking»,
ovvero «congiura del silenzio»congiura del
silenzio»congiura del silenzio» sugli UFO. Orbene, a
questo punto memorizziamo uno dei nomi dei componenti
della Commissione Robertson: quello di Lloyd V.
Berkner della Associated Universities. Si dà il caso
che esso sia infatti l'ultimo dei 12 nominativi
menzionati anche nel «Majestic-12». Una semplice
coincidenza? ne dubitiamo.
In USA la legge nazionale per l'aeronautica e lo
spazio del 29 luglio 1958 imponeva «studi ad ampio
raggio» sui vantaggi e sugli ostacoli connessi con le
attività spaziali. Conformemente alla legge, la NASA
fondò un comitato di studio e assegnò un contratto di
ricerca alla Brookings Institution. Oltre 200
specialisti vennero intervistati da un gruppo guidato
da Donald N. Michael, un socio-psicologo che divenne
poi direttore dell'Istituto per le ricerche di pace a
Washington. Le diverse parti del rapporto conclusivo
vennero riviste da esperti come Lloyd V. Berkner, capo
della sezione di scienze spaziali, Caryl P. Haskins,
presidente della Carnegie Institution di Washington,
James R. Killian, presidente della Corporazione del
M.I.T., Oscar Schachter, direttore della Divisione
legale generale delle Nazioni Unite, e Margaret Mead
antropologa.
Il documento fu presentato alla NASA pochi mesi
dopo il tentativo contemplato nel Progetto Ozma di
intercettare segnali da due stelle vicine e quelli che
lo avevano redatto si chiedevano con interesse che
cosa sarebbe accaduto se si fosse scopeaa un'altra
civiltà molto più progredita. Il rapporto non
escludeva la possibilità di un contatto diretto, come
quello reso così efficacemente da Orson Welles, e
avanzava l'ipotesi che manufatti lasciati da
esploratori di un altro mondo «potessero venir
scoperti in seguito alle nostre attività spaziali
sulla Luna, su Marte o su Venere».
Tuttavia, diceva, se una vita intelligente venisse
individuata fuori dalla terra nei prossimi vent'anni,
molto probabilmente si troverebbe in un lontano
sistema solare e si manifesterebbe via radio. Tali
circostanze, aggiungeva, non escluderebbero
necessariamente effetti rivoluzionari.
Gli
schedari antropologici (diceva il rapporto) contengono
numerosi esempi di società, sicure del loro posto
nell'universo, che si sono disintegrate quando hanno
dovuto associarsi con società che prima ignoravano
abbracciando idee differenti e diversi modi di vita;
le civiltà sopravvissute a questa esperienza,
normalmente ne hanno pagato il prezzo sacrificando
valori, atteggiamenti e comportamento validi fino
allora.
Poiché una vita intelligente può venir scoperta in
qualsiasi momento attraverso la ricerca
radiotelescopica oggi in atto, e poiché non si possono
al momento prevedere le conseguenze di una simile
scoperta, data la nostra limitata conoscenza su
reazioni a circostanze anche solo vagamente così
drammatiche, si possono raccomandare due ordini di
ricerca:
1)
Continuazione degli studi per determinare la
comprensione e gli atteggiamenti emotivi e
intellettuali (e le eventuali successive alterazioni)
riguardo alla possibilità e alle conseguenze della
scoperta di una vita extraterrestre intelligente.
2) Studi
storici ed empirici del comportamento di popoli e dei
loro capi di fronte a eventi drammatici e inconsueti o
a pressioni sociali...
Tali
studi, continuava il rapporto, dovrebbero tener conto
delle reazioni delle masse alle burle o alle notizie
di «dischi volanti» e ad incidenti come la
trasmissione radiofonica di Orson Welles
sull'invasione marziana. Dovrebbero studiare la
maniera di annunciare al pubblico un eventuale
contatto, oppure di nasconderglielo se ritenuto più
opportuno. L'effetto sulle relazioni internazionali
potrebbe essere rivoluzionario, concludeva il
rapporto. Il punto, comunque, non è questo. Il fatto
è che fra i revisori del rapporto conclusivo della
Brookings Institution sui vantaggi e gli ostacoli
connessi con le «attività spaziali figura ancora una
volta un nome ben noto : e cioè sempre Lloyd V.
Berkner, stavolta coinvolto come «capo della sezione
di scienze spaziali.
Un filo sottile lega dunque il «Majestic-12», la
Commissione Robertson sugli UFO e la NASA?
Sembra
proprio di sì. Ma c'è di più.
Già abbiamo menzionato il Documento Bissel facendo
riferimento agli otto tipi di attività camuffata
portati avanti dalla CIA in tutto il mondo. Orbene, ci
sembra estremamente interessante il fatto che la
riunione dell'8 gennaio 1968 alla Pratt House, in cui
venne formulata la «dottrina Bissel», abbia avuto
luogo, in effetti, davanti al Consiglio per i Rapporti
con l'Estero (Council on Foreign Relations), organismo
tutto particolare. Questo Ente, la cui costituzione
risale in effetti aI 1921, è divenuto nel corso degli
anni un braccio invisibile, economico ma anche
politico, della presenza degli USA all'estero. Tanto è
vero che nel 1962, di fronte alla constatazione del
suo enorme potere, lo scrittore Dann Smoot pubblicò un
libro bianco che curiosamente anticipava il titolo che
Wise e Ross, qualche anno dopo, dovevano scegliere per
il loro «bestseller» sulla CIA: The Invisible
Government, il governo invisibile.
Il volume di Smoot è estremamente ben documentato, con
numerose note e appendici. E riporta altresì, nella
appendice I, la lista nominativa dei membri (1960-61)
del potente organismo. Orbene, vale la pena di
rilevare che fra i membri «non residenti» figura
ancora una volta lo stesso nome: Lloyd V. Berkner.
Quest'uomo, quindi, era coinvolto anche con
tale Ente fiancheggiatore della CIA. Se a questo
colleghiamo l'interesse ed il noto coinvolgimento di
Bissel nel settore aerospaziale, il quadro è completo.
Le attività della CIA, del Consiglio per i Rapporti
con l'Estero, della Commissione Robertson, della NASA
e del fantomatico «Majestic-12» risultano dunque
collegate attraverso il nome ricorrente di un Lloyd V.
Berkner?
Indubbiamente, se consideriamo il fatto che i
verbali della riunione alla Pratt House dell'8 gennaio
1968 in cui fu formulata la «dottrina Bissel»
destinata ad informare le successive attività della
CIA erano conservati nel Centro per gli Affari
Internazionali dell'Università di Harvard, la stessa
Università dove operava il Dr. Donald Menzel che
figura anch'egli fra i 12 nomi menzionati nel
«Majestic-12», il minimo che si possa dire è che tutto
ciò ben difficilmente può definirsi casuale.
In ogni caso tutto questo non deve sorprenderci
troppo. Se gli UFO sono, come sono, materia Top
Secret, per le autorità statunitensi, è evidente che
quello che abbiamo intravisto costituisce solo la
punta dell'iceberg.
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