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Ufoonline
in collaborazione con Lunar Explorer Italia
presentano uno speciale curato dal Dott. Paolo C. Fienga

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Conclusioni
Abbiamo guardato
insieme tante immagini e, come avrete potuto notare, il
quantitativo di legittimi interrogativi che sorge
analizzandole, anche solo superficialmente e
sommariamente, è enorme.
Ma c’è – ovviamente –
molto di più: esistono innumerevoli documenti, infatti,
in termini di immagini e filmati, (anche se in realtà il
materiale disponibile per indagare, studiare o
divertirsi a guardare in quello che noi amiamo chiamare
“Vaso di Pandora” è semplicemente sconfinato!), che
suggeriscono, anche al più cauto e scettico dei
Ricercatori Scientifici Indipendenti, l’eventualità che
qualcosa di strano è presente nello Spazio, dal più
vicino (lo spazio circum-terrestre, quello circum-lunare
e, più in generale, lo spazio interno) al più lontano,
freddo e profondo (da Marte agli Asteroidi e da Giove a
Saturno e sino ai confini del Sistema Solare ed oltre).
Alcune “conclusioni”,
nel senso di mere considerazioni e riflessioni scritte,
le abbiamo già tratte, nelle pagine precedenti,
stimolati da quello che, di volta in volta, era il
“Mistero” che veniva affrontato e (sebbene solo per
tentativi) analizzato.
Altre “conclusioni”,
forse più complete e definitive (per quanto può esserci
di definitivo in una Materia come questa…), nonché più
prossime al significato esatto della locuzione adottata,
potremo svolgerle in futuro, quando avremo – se non più
dati (quelli già bastano ed avanzano…) – quantomeno più
opinioni, più supporti, più mezzi e più conoscenze.
Un punto nodale della
questione, infatti, potrebbe anche essere questo: molti
credono che una Scienza di Confine, quale è l’Anomaly-Hunting
(o la stessa Ufologia), proprio perché tale, non ammette
“conclusioni”.
Le “conclusioni”,
secondo costoro, appartengono al solo regno della
Matematica, della Fisica e, più in generale, al contesto
delle SOLE Scienze “Sperimentabili”.
Scienze che si
“fondano”, letteralmente, su dati – per loro Natura –
quasi (o del tutto?) “sperimentalmente” indimostrabili,
opinabili, non supportabili in maniera adeguata e –
sovente – insostanziabili, secondo molti, NON SONO
SCIENZE.
Forse costoro hanno
ragione, e forse no, ma un dato è sicuro (e qui sposiamo
l’autorevole opinione di un ottimo Ricercatore Italiano,
il Dr Alessio Feltri): anche fra le Scienze
“Esatte” – e qui ci mettiamo, in primis, l’Astronomia e
l’Astrofisica – esistono elementi (“porzioni” di esse) i
cui postulati, anche in questo caso per loro stessa
Natura, NON SONO SPERIMENTABILI NE’ DIMOSTRABILI
SPERIMENTALMENTE.
Non siete d’accordo?
E allora pensate a
concetti (alcuni anche semplici e di conoscenza comune,
altri…un po’ meno…) quali “Gamma-ray Burst”, “Quasar”,
“Supernova”, “Velocità Radiale (delle
stelle)”, “Collasso Gravitazionale”, “Buco-Nero”
e così via.
Pensate davvero che
fenomenologie come quelle qui sopra menzionate possano
essere DIMOSTRATE attraverso una loro ricostruzione in
laboratorio (e cioè in condizioni totalmente
pre-definite e controllate, ergo studiabili “step-by-step”
nel loro divenire)?
O forse, nei concetti
definiti dalle parole “velocità radiale” o “buco
nero”, ad esempio, si celano soltanto delle (più
che) ragionevoli assunzioni e deduzioni, basate
sull’osservazione della Natura (la forma più antica e
più pura di studio, probabilmente) e quindi
sull’esecuzione di micro-esperimenti solo teoricamente,
oltre che logicamente, correlati ai macro-eventi che
essi vorrebbero cercare di spiegare?
Possiamo “distorcere”
lo Spazio-Tempo in condizioni controllate e quindi
verificare in laboratorio l’effetto conosciuto come “Lente
Gravitazionale”?
Possiamo concentrare,
in uno spazio limitato, tanta materia al punto tale da
creare un equivalente “minore” (rectius “sperimentale”)
di Buco Nero?
Siamo realmente certi
che la Velocità Limite nell’Universo sia la Velocità
della Luce?
E allora come
spiegare i Tachioni?
Come spiegare i
Paradossi?
Come spiegare la
“costante meraviglia” che dovrebbe caratterizzare, anche
se solo in teoria, l’atteggiamento di tutti gli Uomini
di Scienza?
Di cosa dovremmo mai
meravigliarci, infatti, se tutto (o quasi tutto) è già
stato spiegato o è spiegabile con i mezzi che
possediamo?
E ritornando al
punto: se quanto abbiamo scritto prima è corretto,
allora l’unica conclusione accettabile è che
l’Astronomia e l’Astrofisica, proprio perché “Scienze”
che studiano ed interpretano fenomeni i quali, per loro
Natura, non sono ricostruibili in laboratorio (e dunque
risultano sperimentalmente indimostrabili, ma sono
investigabili solo mediante osservazione diretta, uso
della logica deduttiva e buon senso), NON SONO SCIENZE.
Ovviamente non è
così: lo sappiamo noi, lo sapete Voi, lo sanno
(benissimo) Astronomi ed Astrofisici.
Abbiamo solo fatto un
po’ di Dialettica.
Solo parole,
naturalmente: solo un mucchio di parole per tentare di
“dimostrare” – guarda caso… – che la Verità non è
qualcosa che può essere investigata (e scoperta) solo se
si svolge una determinata Professione, se si lavora in
un laboratorio super-attrezzato o soltanto se si
possiede una “mente matematica”.
La Verità è molto più
sottile.
La Verità, nel
Settore dell’Anomaly Hunting, dell’Ufologia
e di tutto quanto appartiene a questo Universo
Intellettuale che chiamiamo “Scienza di Confine”,
condivide la stessa Natura ed il medesimo significato
che essa possiede allorché essa viene “investigata” e
“scoperta” operando nel settore conosciuto come “Scienza
Convenzionale”.
E allora qual è il
problema?
Il problema (se non
l’unico, certo il maggiore) è che il linguaggio fra
queste due “Scienze” è diverso, gli Esseri Umani che le
incarnano e le rendono vive, sono diversi; le loro
formae mentis sono diverse, i loro approcci ed i
loro metodi sono diversi.
E questo problema
della diversità di linguaggio, alla fine, diventa
il punto nodale dell’intera questione: i Ricercatori e
gli Scienziati Convenzionali parlano con i Ricercatori e
gli Scienziati “di Confine” (o vice-versa) e...non si
capiscono.
Tra il non capirsi –
che è legittimo – e l’escludere reciprocamente la
validità (o anche solo l’attendibilità) di quello che
entrambi gli schieramenti studiano, investigano,
producono, divulgano etc. il passo è breve, anche se,
fra il “non capirsi” ed il “disconoscersi
reciprocamente” esiste una differenza enorme e
sostanziale.
La medesima
differenza che passa fra il “cercare la Verità” ed il
“credere di possederla”.
Ma qui scivoliamo
nella Filosofia e quindi…usciamo dal tema iniziale.
L’unica conclusione
possibile ed auspicabile, quindi, è che le Scienze
Consolidate e le Scienze Nuove (o di
Confine) vengano – almeno in parte – riunite,
creando una Base di Studio prima e dei Professionisti
poi i quali siano capaci, si, di analizzare
matematicamente (fisicamente, chimicamente etc.) i “fenomeni”
della Natura, ma anche abbastanza intelligenti ed umili
da capire che le Leggi e le Sperimentazioni le quali
permettono ad un “fenomeno” della Natura che
viene investigato di essere, nel tempo, spiegato e
chiarito, non esauriscono il “fenomeno” oggetto
di indagine, né – tanto meno – la Realtà alla quale esso
accede e del quale esso costituisce un’espressione
singola e limitata.
Questa “fusione” di
Scienze, di Culture e di Sensibilità, secondo alcuni,
non avverrà mai; secondo altri, invece, avverrà in un
Futuro molto-molto lontano e – ad oggi –
indeterminabile.
Comunque sia, questo
Futuro, a nostro avviso, se e quando arriverà, sancirà
l’alba di una Nuova Civiltà la quale – con ogni
probabilità – sarà realmente “Illuminata” e
profondamente diversa da quella attuale.
Una Nuova Civiltà,
che avrà una Nuova Scienza (realmente Universale) e che
maturerà, con essa, una Nuova Coscienza: l’Alba –
finalmente! – dell’Età della Ragione.
L’Alba, come dicono
alcuni, dell’“Anno del Centauro”.

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