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Ufoonline
in collaborazione con Lunar Explorer Italia
presentano uno speciale curato dal Dott. Paolo C. Fienga

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Anomalie e singolarità
Transient Lunar Phenomena, Extra Lunar
Objects e
Fast Moving Objects (T.L.P., E.L.O. e F.M.O.)
Non esiste una
“Scienza” (sia essa “Classica” – tipo la Fisica, la
Chimica o la stessa Astronomia – o “Nuova” e “Di
Confine” – come l’“Archeologia Spaziale”, l’“Anomaly
Hunting” o l’“Ufologia” ) che non contempli una qualche
definizione.
Nel campo che abbiamo
deciso di studiare e che, scelte professionali a parte,
si orienta con decisione verso quelle Discipline che
vengono comunemente conosciute come “Aree (o “Scienze”
vere e proprie) di Confine”, un posto sicuramente
importante – se non altro per creare un linguaggio
“comune” fra chi parla e chi ascolta – è occupato
proprio dalle Definizioni.
Ma una premessa –
l’ultima, davvero! – è ancora necessaria: molti
Astronomi, al pari di innumerevoli Appassionati di
Astronomia, hanno avuto occasione, alzando gli occhi al
cielo, di cogliere dettagli curiosi i quali, dopo essere
stati trasportati in un contesto più ampio ed
articolato, sono stati chiamati “Anomalìe”
(con ciò intendendosi “tutti quei rilievi e/od
oggetti posti sulla superficie di un qualsiasi Corpo
Celeste – Terra inclusa – le cui caratteristiche
esteriori ed apparenti inducono l’Osservatore ad
escludere la loro origine naturale e/o il loro essere
“indigeni” del luogo in cui essi appaiono e/o si trovano
nel momento in cui sono stati scoperti/individuati”)
e “Singolarità” (con ciò intendendosi,
invece “tutti quei rilievi e/od oggetti posti sulla
superficie di un qualsiasi Corpo Celeste – Terra inclusa
– aventi un’origine naturale, ma le cui caratteristiche
esteriori ed apparenti inducono l’Osservatore a ritenere
che, su di essi, possano essere intervenuti processi
modificativi diversi ed ulteriori rispetto a quelli
geologici e/o climatici”.
La Luna (anzi:
l’osservazione della Luna), anche se non sono in molti –
almeno ufficialmente e pubblicamente – ad averlo notato
e ad averne preso atto, costituisce una vera e propria
fucina di Anomalìe e Singolarità.
Nota 1:
si parla di Anomalìe e Singolarità
anche per indicare “oggetti che non poggiano su alcun
Corpo Celeste, ma che si trovano in volo o stazionari
nello spazio”.
In questo caso,
quando ci riferiamo ad un’Anomalia, ad es.
Orbitale, facciamo riferimento ad un oggetto di
apparente/presumibile origine NON naturale, mentre
quando parliamo di Singolarità facciamo
riferimento ad un oggetto “strano” ma di
apparente/presumibile originale naturale).
Fra esse, un posto di
indubbio e storico rilievo è occupato dai Fenomeni
Lunari Transitori (o F.L.T. o T.L.P.,
in accordo alla terminologia internazionale di
riferimento), i quali si possono sostanziare e
manifestare come:
1)
“lampi e/o
bagliori estemporanei” veri e propri (noti come “Lunar
Flashes”) i quali possono interessare, per una
frazione di secondo, una Regione Lunare – apparentemente
– di modestissime dimensioni;
2)
“luci
stazionarie” (fisse e/o, più spesso, tremolanti, simili
a stelle viste al telescopio) di color bianco e/o rosso
e/o blu (note come “Lunar Flares”) le quali
restano visibili su aree circoscritte – per lo più
puntiformi, dal punto di vista dell’Osservatore – della
superficie lunare per determinati periodi di tempo che
vanno dai pochi minuti alle svariate ore e, infine,
3)
improvvisi e
difficilmente spiegabili “annebbiamenti” (anche noti
come “Fogging”) di alcune Regioni Lunari (sovente
poste all’interno o sui margini di crateri) le quali,
per un periodo di tempo (di regola) breve, divengono
invisibili oppure appaiono “offuscate” agli Osservatori
Terrestri, anche ancorché questi ultimi si trovino in
condizioni di seeing ottimale.

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Dopo i F.L.T./T.L.P.,
si collocano gli Extra Lunar Objects (o E.L.O.)
i quali, in accordo alla definizione adottata dall’A.L.P.O.
(Association of Lunar and Planetary Observers),
sono “oggetti NON poggiati sulla superficie della
Luna (ossìa NON appartenenti alla Luna) i quali,
tuttavia, appaiono – agli Osservatori Terrestri –
prossimi alla superficie lunare stessa e non mostrano
alcun movimento apparente” (il che significa, in
altre parole, che si dovrebbe trattare di “oggetti” i
quali, anche se si “sovrappongono” (ma solo dal nostro
punto di vista, ovviamente) ai rilievi lunari, in realtà
non fanno parte della Luna (anzi: stazionano ad una
certa distanza dalla medesima), sembrano (relativamente)
vicini ad essa e, infine, appaiono stazionari (fermi,
insomma).
In (relativa)
contrapposizione a questi E.L.O., i quali (lo
ribadiamo) sembrano immobili a chi li guarda, esistono i
cosiddetti “Fast-Walkers” o “Fast Moving
Objects” – e cioè i Veloci Camminatori oppure
Oggetti in Rapido Movimento – che, a differenza degli
E.L.O., sono corpi NON necessariamente prossimi alla
Luna (possono anche esserlo, ma non è detto) e che, dal
punto di vista degli Osservatori Terrestri, si muovono
rapidamente davanti al disco lunare (da cui il termine “Fast”
à veloce “Walker” à camminatore).
Inutile dire che, dal
punto di vista di un Osservatore situato sulla Terra (e
cioè qualcuno che “osserva la Luna dalla superficie
della Terra”), ambedue le Classi di oggetti sopra
descritte e definite possono, spesso ed a pieno titolo,
richiamare, coinvolgere e/od identificare degli
O.V.N.I. (Oggetti Volanti Non Identificati) i quali
sono più familiarmente noti anche come U.F.O. (Unidentified
Flying Object): l’acronimo internazionale che identifica
tutti quegli oggetti che:
1)
volano e
2)
posseggono
caratteristiche le quali li rendono non (immediatamente)
identificabili – e, come dice qualcuno, non
immediatamente riconoscibili (e qualcuno aggiunge alla
definizione la frase “come velivoli di origine
terrestre”).
Tutto semplice?
Diremmo proprio di
no, per svariati ordini di motivi: il primo e, a parere
di chi scrive, il più importante, attiene proprio il
presupposto essenziale delle definizioni viste sino ad
ora.
Gli E.L.O. ed
i F.M.O. coinvolgono ed implicano la circostanza
per cui questi “oggetti” sono il risultato di una
“osservazione” effettuata da Terra”.
Ora, sapendo che la
distanza media Terra-Luna, per esigua che sia (in
termini cosmici) è pur sempre una bella distanza in
termini terrestri (e cioè poco più di 380.000 Km), la
prima conclusione razionale che dovremmo trarre, a
proposito degli E.L.O. (oggetti, lo ripetiamo,
che NON stazionano sulla Luna ma che sembrano però più
VICINI alla Luna che alla Terra ed i quali, dal nostro
punto di vista, appaiono FERMI) è che si tratti di
oggetti di dimensioni quantomeno considerevoli.
Perché? Perché –
ovviamente – se così non fosse…Non riusciremmo a
vederli!
Ora, se questa
premessa logica è corretta, noi dovremmo supporre che
gli Extra Lunar Objects, qualora fossero
effettivamente – ed in accordo alla definizione – dei
corpi prossimi alla Superficie Lunare, stazionari, e
visibili da 380.000 Km di distanza, essi
dovrebbero anche (ed inevitabilmente) essere corpi
grandi (magari) quanto intere città terrestri.
E attenzione: non
parliamo di “città qualsiasi”, si badi: essi, per essere
visibili da Terra, dovrebbero essere grandi quanto delle
autentiche megalopoli (tipo Città del Messico, Los
Angeles, Tokio o Houston).
Città “volanti” che,
per qualche strano motivo, si trovano in cielo, fra
Terra e Luna, ma più vicine alla Luna.
Basta questa considerazione – a nostro parere ovvia –
per ricondurre gli Extra Lunar Objects (a pieno
titolo!) nella più generale – ma certo non meno
affascinante – categoria degli Oggetti Volanti Non
Identificati di (presumibile) origine Extraterrestre.
Diverso è invece il
discorso che va fatto per i Fast-Walkers (o
Fast Moving Objects): per essi, infatti, non si
presuppone la loro vicinanza alla Luna: essi sono
semplicemente degli oggetti che, dal punto di vista
dell’Osservatore, attraversano, ad un certo punto, il
disco lunare.
La storia (e le
testimonianze) ci insegnano che, in un’ampia maggioranza
di casi (e qui possiamo annoverare anche qualche nostra
esperienza diretta), si trattava di aerei (per lo più),
di satelliti artificiali (qualche volta) e – incredibile
ma vero – spesso di semplici uccelli!
Stormi di anatre, per
l’esattezza, le quali, viste attraverso un telescopio,
apparivano – giustamente – come gruppi di Oggetti
(puntiformi) Volanti Non Identificati, in rapido (e solo
apparente) passaggio davanti al disco lunare.
Certo, il caso delle
anatre (per altro frequente e famoso) è un caso limite,
ma la sostanza – per chi volesse fare una ricerca seria
ed approfondita su questo argomento, non cambia: se la
definizione di E.L.O. implica – diremmo quasi
necessariamente ed inevitabilmente – la nozione di
U.F.O. (nel senso di oggetto “extraterrestre”),
altrettanto non si può dire per i F.M.O. i quali,
sempre per definizione, possono essere qualsiasi cosa:
tanto terrestre (piccola e vicina all’Osservatore),
quanto extraterrestre (ed in tal caso gigantesca e
lontana).
Ma un fatto è certo,
a nostro parere, e cioè che sia la nozione di E.L.O.,
sia quella di F.M.O. considerano un solo punto di
vista (quello dell’Osservatore che guarda DALLA Terra) e
trascurano – commettendo un errore piuttosto grave –,
tutti quegli oggetti SICURAMENTE più vicini alla Luna
che alla Terra i quali vennero visti e ripetutamente
fotografati sia dagli Astronauti nel corso delle
Missioni Apollo, sia da Sonde Automatiche,
prima, durante e soprattutto dopo l’Epopea Apollo.
Il fatto che
l’avvistamento di questi oggetti – chiaramente “volanti”
ed ovviamente “non identificati” – non abbia ricevuto
una particolare eco negli ambienti dei Ricercatori
Scientifici (presumiamo per la solita paura di non
sapere “cosa dire” e “come spiegare”…) non rende questi
sightings meno importanti o, comunque, non
meritevoli di una trattazione quanto più possibile
precisa, dettagliata e, per evidenti motivi di
credibilità, pragmatica.
Ora, infatti, andremo
ad esaminare proprio questa (secondo noi nuova) classe
di oggetti che abbiamo classificato – molto
semplicemente – come Transients (ossìa tutti quei
corpi i quali, a prescindere dalle loro forme e
dimensioni effettive, non sono – quantomeno
ufficialmente – correlati a missioni umane, presentano
caratteristiche tali da classificarli a tutti gli
effetti come aventi una matrice extraterrestre e che si
possono incontrare a partire dal Punto Neutro – e cioè
il luogo in cui la forza attrattiva della Terra viene
eguagliata da quella della Luna e che è posto ad una
distanza di circa 340.000 Km dalla Terra – passando
quindi dallo spazio circum-lunare e per giungere sino
allo spazio profondo).
Nota
2:
in realtà esisterebbe anche una Categoria di Oggetti che
condivide sia la natura degli E.L.O., sia quella dei
F.M.O.. Essa andrebbe a comprendere, infatti, tutti
quegli oggetti i quali, dal punto di vista
dell’osservatore terrestre, non solo appaiono in
movimento, ma sono anche certamente prossimi alla Luna
poiché, nel loro movimento, proiettano ombra sulla
superficie lunare (esiste uno straordinario – ed
autentico – filmato il quale dimostra l’esistenza di
questo tertium genus di oggetti i quali, laddove
effettivamente “misurati”, riteniamo che dovrebbero
essere – semplicemente – di dimensioni enormi, almeno in
rapporto a quelli che sono i medi standard dimensionali
terrestri).

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