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Ufoonline
in collaborazione con Lunar Explorer Italia
presentano uno speciale curato dal Dott. Paolo C. Fienga

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La Luna
La Luna, forse proprio
perché – assieme al Sole – è un Corpo Celeste che fa da
sempre parte della nostra Umana Condizione (e
“quotidianità”), può non essere esattamente l’obbiettivo
preferito – specie oggi: seconda metà dell’A.D. 2006 –
della Fantasia e dell’Inconscio Collettivo (per
stimolare il quale bisogna, quasi inevitabilmente,
rivolgersi verso Marte ed oltre); tuttavia, verso la
fine degli Anni ’60, per un bambino che stava appena
iniziando ad appassionarsi all’Universo ed ai suoi
fenomeni e che, inevitabilmente, sentiva parlare, quasi
ogni giorno, della inarrestabile “Corsa alla Luna” – che
vedeva impegnati, senza esclusione di colpi, i Russi e
gli Americani –, essa era certamente un ottimo punto di
partenza.
Anzi, di più: era il
migliore.
Un “obbiettivo ideale”
per l’immaginazione di un’Umanità che doveva per forza
guardare verso l’alto, se non intendeva rimanere
travolta e sconvolta da quello che stava accadendo “al
suolo” (pensate alla Crisi di Cuba, alla dilagante
carneficina del Viet-Nam, al Biafra – il paradigma di
un’Africa inquieta e contraddittoria –, alla Rivoluzione
Studentesca, al “Muro” di Berlino – che era più solido
che mai – ed alla Primavera di Praga, tanto per citare
qualche esempio significativo…).
Un “obbiettivo
spettacolare”, come Sir Stanley Kubrick,
attraverso il suo capolavoro “2001 – A Space Odyssey”,
dimostrò ampiamente e come tutta la cinematografia di
fantascienza di quel periodo (chi non ricorda, fra gli
altri, i telefilm “UFO”, con il Comandante
Straker e la “mitica” Base Luna?!?) confermò
ancora per qualche anno (direi sino alla fine degli Anni
’70).

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***
L’osservazione visuale
della Luna, come tutti sapranno, è estremamente agevole.
I maggiori – e più
suggestivi – rilievi lunari, per chi ha “occhi buoni”,
sono individuabili con grande facilità: basti pensare
alle distese relativamente lisce e pianeggianti che
caratterizzano il Lato Visibile della Luna – o
Near-Side – e che classifichiamo come “Mari”
(pensate al Mare della Tranquillità – Mare
Tranquillitatis – o, in contrasto, all’Oceano
delle Tempeste – Oceanus Procellarum – ed al Mare
delle Crisi – Mare Crisium) oppure ad alcuni Grandi
e visivamente spettacolari Crateri (come Plato,
Copernico, Clavius e Tycho).
Si tratta, come ben
sapete, di targets che non solo posseggono la grande
capacità di produrre un notevolissimo impatto emotivo in
chi li osserva, ma che sono anche – e molto
semplicemente – riconoscibili da chiunque (anche l’Astrofilo
più inesperto).
Per chi ha una vista
eccellente, poi, si tratta di obbiettivi visibili
persino ad “occhio nudo”.
Ma non è tutto: se
l’osservazione senza “aiuti” può già dare grandi
soddisfazioni, l’osservazione telescopica, in realtà,
può davvero riuscire ad incantare anche i più
scettici...
Basti pensare, a titolo
di esempio, all’incredibile ed affascinante spettacolo
che deriva dall’osservazione delle Regioni Lunari poste
a ridosso del “Terminatore”(ossìa quella linea
che divide la porzione dell’astro illuminata dal Sole da
quella immersa nella notte): il contrasto espresso da
rilievi solo parzialmente illuminati ed incorniciati da
ombre nette e definite, laddove esaltato da condizioni
di visibilità (il cosiddetto “seeing”) discrete e
ben supportato da uno strumento di pur modestissime
dimensioni (ma comunque dotato di buone ottiche) può
produrre, anche ad occhi non abituati, degli effetti
visivi e fotografici – anche e soprattutto in termini di
“percezione della profondità” dei rilievi osservati –
semplicemente spettacolari!
Una percezione della
profondità che, in condizioni di Luna piena o quasi
piena (o, comunque, allorché l’osservazione si rivolge a
Regioni Lunari completamente in luce), di regola non può
essere colta.
Ma non solo:
un’osservazione telescopica prolungata di Regioni Lunari
completamente illuminate, allorché essa viene effettuata
senza avvalersi di adeguati filtri, non solo non è –
sempre di regola – “visivamente soddisfacente”, ma può
anche risultare stancante ed estremamente faticosa per
gli occhi (senza contare che bastano pochi secondi di
osservazione della Luna piena a fuoco diretto per
produrre un immediato abbagliamento).
E’ per questo motivo che
suggerisco, specie a coloro che sono solo agli inizi del
“Viaggio”, di cominciare dalla Luna, ma quando non è
piena: un pizzico di esperienza al riguardo insegna che
le osservazioni migliori avvengono, in regime di Luna
crescente, dal primo quarto sino alla metà e poi, con la
Luna calante, dalla metà sino all’ultimo quarto.
Per chi volesse tentare
comunque di osservare la Luna allorché è piena o quasi,
suggeriamo di avvalersi solo di un semplice binocolo,
magari montato su un cavalletto, così da riuscire a
mantenere l’immagine del disco lunare più fissa e
stabile: l’effetto scenico è incantevole e gli occhi
“soffrono” poco.
Un ultimo suggerimento:
in condizioni di Luna piena – se proprio volete guadare
la Luna a tutti i costi… –, la parte migliore e più
interessante da osservare – sia per proteggere gli
occhi, sia per salvaguardare le ottiche del telescopio –
è il bordo (limb): usando uno strumento di buone
dimensioni e qualità, infatti, è possibile
“percepire”con buona chiarezza le irregolarità del disco
causate della presenza di quei rilievi che, dal nostro
punto di vista, si trovano proprio sulla circonferenza
del nostro unico Satellite Naturale.
Si tratta di irregolarità
(costituite, in larga misura, dai profili di grandi
montagne o dai bordi di rilievi comunque alti e
frastagliati) che, ovviamente, risultano impercettibili
sia nelle osservazioni effettuate “ad occhio nudo”, sia
in quelle supportate solo da binocoli o telescopi di
modestissime dimensioni.
In tutti gli altri casi,
invece (come già detto in precedenza), il “meglio” lo si
può vedere ed ottenere osservando le regioni poste a
ridosso del Terminatore.
Tutto qui? Ma no, certo
che no!
Per gli Appassionati di
Scienze di confine e di Ufologia, infatti, le cose sono
un po’ diverse e, forse, anche più interessanti…

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