|
L'ipnosi
L'IPNOSI NELLE
ABDUCTION

TORNA ALL'INDICE
L’ipnosi quando é utilizzata per recuperare i
“ricordi nascosti” fornisce, a mio avviso, un prezioso “strumento”
di indagine nel campo delle ricerche sulle UFO Alien abduction.
Quelli che la criticano sostengono che in questo caso l’
ipnoterapista può indurre il cliente a produrre farsi ricordi. Io
credo invece che questa eventualità possa diventare rilevante
soltanto nel caso in cui il professionista che esegue le sedute
abbia una scarsa esperienza.
Con questo articolo intendo dimostrare come
l’ipnosi ha potuto aiutare un giovane a riguadagnare la memoria dopo
aver subito un incidente in motocicletta. Attraverso l’ipnosi
abbiamo scoperto che questo incidente era stato preceduto da un
incontro con un UFO. Credo che questo caso sia un esempio che
dimostra come né l’ ipnoterapista né il cliente erano alla ricerca
di questa “specifica” informazione e ciò da credibilità ai “ricordi
nascosti” portati alla luce durante la sessione.
E’ noto che alcuni individui sono consapevoli
delle loro esperienze di contatto mentre altri lo scoprono grazie un
evento scatenante che funge da “grilletto.” Tuttavia le persone che
sono consapevoli delle loro esperienze “lottano” con sé stesse per
accettare questa realtà. Si immagini allora lo shock che un
individuo subisce quando, mentre si sta esplorando un diverso
argomento, emerge “materiale non sollecitato” che suggerisce un
avvenuto “contatto,” per giunta direttamente correlabile ad una
esperienza traumatica.
David è venuto da me per cercare risposte
riguardo a un incidente in motocicletta che egli aveva provocato una
perdita di memoria. Per questo voleva recuperare il ricordo dell’
incidente e di come si era procurato una “inspiegabile” cicatrice
che aveva sull’addome.
Io gli ho spiegato che non ero sicura del
successo che potevamo ottenere trattandosi di un caso di un trauma
cranico. Ma gli ho anche assicurato che ci avrei provato.
Ho riportato di seguito solo i punti salienti
della sessione ipnotica.
Cominciamo con la normale “induzione” dell’
ipnosi e poi andiamo a ritroso al giorno dell’ incidente.
Mary: che giorno è?
David: è domenica.
Mary: a che ora ti sei svegliato?
David: alle 9.
Mary: che cosa è successo dopo?
David: sono andato in piscina; ho lavorato
sulla mia motocicletta e poi ho deciso di andare a fare un giro.
Commento: l’inizio è promettente. Avevamo
rievocato dei dettagli precisi che David in precedenza non
ricordava.
Mary: in che direzione sei andato?
David: sono uscito dal cancello posteriore, ho
girato a sinistra, camminando verso la riserva per prendere la
motocicletta e tornare.
Mary: come è il tempo?
David: c’è il sole.
(David continua a fornire un racconto molto
dettagliato: mentre spinge la sua motocicletta sulla strada, sulla
vecchia strada ferrata, eccetera, eccetera).
Mary: dove vai dopo?
David: vado a casa.
Mary: vai a casa?
David: (silenzio).
Commento: David ha completamente rimosso dalla
mente il ricordo del suo incidente. Provo di nuovo ricominciando
dall’inizio.
Mary: che cosa vedi dopo?
David: una jeep gialla!
Mary: che cosa?
David: ugh! Un coltello, un coltello!
Mary: quello che stai vedendo è un coltello?
David: intorno non c’è nulla, c’è solo un
coltello.
Mary: come è fatto il coltello?
David: ha un manico di legno, è un grosso
coltello da macellaio.
Mary: è tenuto da qualcuno?
David: no, è sospeso in aria.
Mary: che aspetto ha l’ambiente che ti
circonda?
David: è tutto nero!
Mary: tutto nero? Come sarebbe l’ambiente
intorno a te se accendessi una luce? (questa tecnica può funzionare
se per qualche ragione il testimone è impaurito!).
David: ahhhhhhhhhhhh!
Mary: riesci a vedere qualcosa?
David: solo degli occhi, in alto, sulla mia
sinistra.
Mary: che aspetto hanno?
David: non posso dirlo. Vedo solo il contorno.
Di nuovo nero.
Mary: come è la faccia?
David: è di lato.
Mary: guardati intorno. Come è la faccia?
David: bianca, senza bocca, col mento a punta.
Mary: come sono i suoi capelli?
David: non ha i capelli.
Mary: che forma ha la testa?
David: rotonda, con il mento a punta, gli
occhi neri.
Mary: la faccia è vicina al coltello oppure è
lontana?
David: è separata.
Commento: chiedo a David di fornirmi dei
dettagli. Lui risponde facendo molta fatica. Forse David è andato
avanti già al momento in cui era all’ospedale? Ha detto di trovarsi
al chiuso ma è tutto nero. Vede due figure e dice che i suoi occhi
erano sottoposti ad esame. C’è una luce brillante e lui è
consapevole che “loro” lo stanno spogliando. Disegnano linee sul suo
corpo, lo marchiano, sulle labbra, e nel centro dello stomaco, il
“coltello” è ancora sospeso in aria. Vede un braccio ed il coltello
che viene giù – sente di essere sotto osservazione. Più tardi “loro”
sembrano pungere i suoi piedi. Comincia a sentirsi come privo di
energia, è molto intontito. Ha la sensazione che i suoi capelli sono
accarezzati da qualcosa. Sente di essere paralizzato. Sente delle
mani poggiate sul collo e pensa che “loro” gli stanno misurando il
polso. Sente mani sulla sua faccia; mani grosse, grandi quanto la
sua testa. Un lungo tubo gli è inserito nello stomaco; questo tubo
proviene dal soffitto e va diritto nello stomaco. Qualche cosa passa
attraverso il tubo e gli provoca dolore. David dice che poi è
spostato verso una porta di colore bianco, non può muoversi perché è
legato alla sedia e vede “scarpe e un cappello da Jolly.”
Commento: l’insolita scena fa pensare ad una
“screen memory” (ricordo schermo). Gli addotti spesso vedono “clown”
che potrebbe invece essere creature extraterrestri e così gli chiedo
che cosa intende dire con il suo commento riguardo al “cappello da
Jolly “?
David: è come il cappello a tre punte che
questi Jolly indossano. È diviso in tre parti sulla sommità e ha una
pallina su ognuna delle tre punte.
Mary: lo vedi sulla tua testa?
David: no è su quella di qualcun altro, che
sta nella luce bianca, vicino alla porta.
Mary: me lo puoi descrivere di nuovo?
David: testa rotonda, mento a punta, occhi
neri.
Mary: dove sei adesso?
David: sempre sulla sedia, c’è una luce bianca
intorno, ci sono tre di loro nella stanza.
Commento: David dice che ha in faccia una
luce. Qualcosa di meccanico scorre sul suo volto, stringe le sue
mascelle e gli tiene gli occhi aperti. Sembra uno scanner, dice:
“Non posso chiudere gli occhi, mi fa male.” La macchina torna nel
muro, la sedia si muove in un’altra stanza e lui comincia ad aver
paura.
Mary: che cosa ti spaventa?
David: l’oscurità.
Mary: che cosa succede dopo?
David: un albero, la terra, il mio braccio
sinistro è sopra la mia testa, quello destro é accanto al corpo. Le
mie gambe sono incrociate. Il motociclo è a due metri sulla mia
destra. È veramente un rottame. Il manubrio è storto e fracassato.
Indosso ancora il casco, la visiera è distrutta. Mi alzo, mi tolgo
il casco, guardo verso la moto, la tiro su e comincio a spingerla.
Passo attraverso un tratto di ruscello, attraverso la strada, apro
il cancello. Mia madre sta annaffiando le piante. Abbassa il naso e
urla “sei caduto!”
Mary: allora questo succede quando tua madre
ti porta all’ospedale!
Commento: stava forse David facendo un mix con
il ricordo della sua esperienza in ospedale? Ma alcuni dei dettagli
erano un rompicapo per me – le scarpe del Jolly, per esempio. Mi è
stato fornito il racconto di un’ esperienza di tipo medico con
strane creature? Ma poi David mi ha raccontato come è andato verso
casa, i dettagli del suo trattamento medico in ospedale? Tuttavia la
domanda principale rimane: come è avvenuto l’ incidente e cosa
possiamo dire della “strana cicatrice.”
Torniamo indietro sui suoi passi ancora una
volta…
David: qualcosa mi fa fermare. Solitamente non
mi fermo in questo posto.
Mary: allora che cosa c’è che ti sta fermando?
David: sto guardando il paesaggio.
Mary: niente altro?
David: vedo una “sfera” sopra gli alberi, alla
mia destra, sopra la scuola. Ha il fondo di vetro, con un pezzo
argentato che gli gira intorno e sulla cima ha il colore del cielo.
Comincia a muoversi come se mi vedesse. Si ferma; vedo la jeep;
nessuno intorno, niente, non c’è vento, non c’è nessun odore. Vedo
soltanto questi occhi.
Commento: alla fine David conferma che
qualcosa di davvero insolito è accaduto; vede una sfera e nota la
strana assenza di rumore da brivido conosciuta come il “fattore Oz.”
Mary: dove è la sfera?
David: davanti a me, alle ore 2.
Mary: quanto è grande?
David: sembra grande, è molto vicina.
Mary: la puoi vedere chiaramente?
David: vedo solo il fondo di vetro, un vetro
colorato.
Mary: la stai guardando; si avvicina?
David: tutto è ancora fermo.
Mary: sei ancora fermo?
David: si.
Mary: ricordi di aver fermato la moto?
David: si, avevo il dito sul pulsante dello
spegnimento.
Mary: che cosa sta facendo la sfera?
David: è sospesa in aria.
Mary: quanto è vicina a te?
David: è sopra la ghiaia della strada.
Mary: che cosa succede dopo?
David: sono sollevato verso l’alto.
Mary: come succede questo?
David: non lo so, fluttuando.
Mary: dunque, la moto è distrutta mentre tu
vieni sollevato verso l’alto? (Sto cercando di scoprire come è
avvenuto l’incidente alla motocicletta).
David: no, ho solo fermato la moto. La moto
cade. In qualche modo sono sceso dalla motocicletta.
Mary: torna indietro alla tua moto, come fai a
scendere?
David: sollevo prima la gamba sinistra. Sono
fermo alla destra della motocicletta, la mia mano destra tiene
ancora il manubrio, la lascio cadere, la lascio andare.
Mary: così sei tu che lasci cadere la moto?
David: è caduta. Sono a pochi metri dal centro
della strada (respira pesantemente) sto guardando intorno a me, è
come se qualcosa stia sopra di me ma allo stesso tempo non c’è
veramente perché non la vedo. Sono spinto verso qualcosa che si
trova sulla strada. Una piccola scatola nera, una specie di
mini-telecomando o qualcosa del genere. Ci premo sopra. Qualcosa
sopra di me si apre. Mi sento sollevato verso l’alto, guardo in alto
e vedo il vetro. E’ lo spazio. Entro, il telecomando scompare. È
enorme, come se non ci fossero le pareti, come se stessi seduto nel
cielo.
Mary: guarda su che cosa sei disteso.
David: è come il vetro ma morbido. Sono
disteso.
Mary: puoi vedere gli angoli della stanza?
David: è rotonda. Sono di nuovo al buio. Vedo
di nuovo quella strana faccia.
Mary: hai avuto l’incidente prima di entrare
nella sfera?
David: no, ho lasciato la moto, sono andato
verso il centro della strada.
Mary: che cosa sta succedendo nella sfera?
David: sono in fila. È inserita la morsa.
Qualcosa viene estratto dal mio stomaco, una palla pesante, come una
pietra o qualcosa del genere.
Mary: perché è lì, che cosa fa?
David: non lo so, “loro” stanno prendendo
qualcosa da me. (Sto cercando di accertare se l’incidente sia
avvenuto prima o dopo l’episodio dell’UFO).
Mary: questo incidente è successo dopo che tuo
eri nella sfera?
David: si.
Mary: vai al momento dopo l’incidente della
sfera: dove é la motocicletta?
David: è proprio dietro di me.
Mary: è danneggiata?
David: il manubrio lo é.
Mary: come si è rotto?
David: quando ho lasciato cadere la moto.
Mary: perché l’hai fatta cadere?
David: mi sono dimenticato della moto. Sono
stato spinto verso qualche cosa e ho dimenticato, ho lasciato la
moto, la tenevo con la mano destra e poi l’ho lasciata cadere mentre
mi allontanavo.
Mary: la moto è già danneggiata quando ti sei
allontanato?
David: ho lasciato il manubrio. Si è abbozzata
ma si è rovinata soltanto un poco. Si è danneggiata di più quando
sono caduto.
(Così alla fine ho ottenuto l’ informazione
che stavamo cercando. La motocicletta si è danneggiata solo un poco
durante l’incontro con l’UFO quando David l’ha fatta cadere mentre
l’incidente principale è avvenuto più tardi).
Mary: puoi vedere come si è danneggiata?
David: tornando a casa ho urtato la
conduttura, poi la motocicletta é caduta pesantemente per terra,
sono volato qualche metro in avanti, sbalzato nella polvere e la mia
mano sinistra… La motocicletta è dietro di me. Perde carburante.
Mary: tutto questo è accaduto dopo che sei
stato nella sfera? (sto verificando questa informazione).
David: si.
È possibile che David fosse stordito dopo
l’incontro con UFO e non vede l’ostacolo che causa il suo incidente
motociclistico.
David fu molto schockato da quello che aveva
ricordato! Ma più tardi mi ha raccontato di aver avuto “strani
sogni,” aveva sentito strani odori, aveva la sensazione di essere
“guardato e osservato,” che si sentiva sempre molto “diverso.” Aveva
visto elicotteri neri, aveva avuto frequenti emorragie dal naso. Era
insolitamente “psichico.” Tutto questo suggerisce che per un certo
periodo di tempo ha interagito con creature extraterrestri.
Il caso dimostra in primo luogo che anche dopo
un trauma cranico è possibile recuperare la memoria e in secondo
luogo quanto è importante che l’ ipnotista sia informato del
fenomeno ufo-abduction in quanto le false memorie, spesso associate,
possono “mascherare” quello che è veramente accaduto.
Il caso di David è unico in quanto questo
ragazzo è stato capace di recuperare il suo ricordo dopo aver subito
un trauma cranico e anche di essere stato a bordo di un UFO, il ché
rende questo caso affascinante.
I ricordi di abduction possono riaffiorare in
superficie “spontaneamente” attraverso l’ipnosi eseguita per altri
motivi e questo la rende eccellente per questo tipo di attività
di Mary
Rodwell
Fonte –
www.rapimentialieni.org
|