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L'ipnosi
LE TIPOLOGIE DI
IPNOSI

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IPNOSI
REGRESSIVA E TRAUMA PSICHICO
Alcuni vissuti, per
varie ragioni, vengono non integrate all’interno del percorso
evolutivo: perché non compresi, perché rifiutati, perché dolorosi.
Essi rimangono come
unità dissociate della mente, come corpi estranei all’interno della
coscienza, enucleati dalla personalità e determinano dispersione,
spinte caotiche e autodistruttive: chiusi in un guscio che li rende
resistenti al cambiamento, parassiti incistati della psiche,
assorbono energie e risorse, impediscono la realizzazione delle
potenzialità esistenziali, sottraggono capacità e talenti, arrestano
il percorso evolutivo, determinano atteggiamenti disturbanti,
causano patologie psichiche e fisiche.
I vissuti non compresi,
rifiutati, dolorosi, che si comportano come elementi dissociati e
perturbanti della personalità: possiamo pertanto chiamarli " vissuti
traumatici".
IPNOSI REGRESSIVA
LIBERAZIONE, CATARSI
La mente ha
spontaneamente la capacità di liberarsi della maggior parte di
questi corpi estranei: vissuti positivi, relazioni ricche di amore,
incontri improntati all’ empatia, riescono a spezzare il guscio dei
vissuti traumatici e a far confluire all’interno dell’unità della
persona le energie bloccate e disgreganti. Inoltre alcuni stati di
coscienza naturali che si instaurano sia durante la veglia che
durante il sonno ( ad esempio durante la fase del sogno), sono in
grado di elaborare i vissuti traumatici e ricondurre nel circuito
psichico le risorse mentali sottratte e deviate. Questa capacità
della mente di eliminare spontaneamente i vissuti traumatici, di
liberarsi dalle conseguenze negative che ne derivano, possiamo
chiamarla "catarsi" sinonimo di autopurificazione, autoliberazione.
Tuttavia non tutti i
traumi psichici vengono superati in questo modo e molti possono
persistere a tempo indefinito impoverendo in misura a volte notevole
la personalità.
L’ipnosi regressiva è la
tecnica in grado di attivare la catarsi: l’ipnosi regressiva
sintonizza la mente sullo stato di coscienza che libera dai vissuti
traumatici e rievocandoli ne permette la rielaborazione e
l’integrazione nella personalità.
L’ipnosi regressiva (
con più esattezza potremmo chiamarla chiamarsi "ipnosi catartica"
"ipnosi di liberazione") ha quindi una sua tecnica particolare che
la differenzia nettamente da tutte le altre tecniche ipnotiche.
STORIA DELL’IPNOSI
REGRESSIVA
Binet e Janet furono i
primi a mettere in rapporto varie patologie con stati di coscienza
alterati che aggregavano i loro contenuti in personalità multiple:
la terapia consisteva nel porsi in contatto attraverso l’ipnosi con
gli stati di coscienza alterati e con le personalità scisse per
ricordare e rielaborare i contenuti, unificando la personalità.
Mobius mise in rapporto gli stati di coscienza scissi a traumi
psichici: la terapia consiste sempre nel porsi in contatto
attraverso l’ipnosi con i vissuti traumatici grazie alle sue
potenzialità regressive, cioè alla possibilità di rievocare e far
rivivere il passato.
In seguito la teoria del
trauma e della scissione dei vissuti traumatici fu sviluppata in
modo originale ed indipendente da Joseph Breur e Sigmund Freud.
Le prime osservazioni
determinanti furono effettuate da Joseph Breuer tra il 1880 e il
1881: egli notò che una sua paziente (nota nella letteratura
psicanalitica con lo pseudonimo di Anna O. : presentava una
sintomatologia psichica assai varia e complessa) poteva entrare
spontaneamente in uno stato di coscienza modificato e rivivere
episodi del passato: dopo di che i sintomi connessi agli eventi
rivissuti regredivano fino a scomparire. Breuer, per aumentare i
benefici di questa modalità spontanea di guarigione, pensò di
utilizzare l’ipnosi per indurre lo stato modificato di coscienza con
maggiore frequenza, invece di aspettare che si instaurasse
spontaneamente. Riuscì in questo modo a guarire la sua paziente.
Breuer parlò al suo amico Sigmund Freud della sua esperienza, e
questi né fu assai interessato: iniziò ad utilizzare il metodo di
Breuer ed elaborò la teoria del trauma psichico: alcuni vissuti
fortemente emotivi non vengono manifestati, comunicati, sfogati per
una sorta di incapacità o di inibizione a farlo: le emozioni non
espresse rimangono incapsulate all’interno della psiche, l’episodio
traumatico che le ha determinate viene rimosso, e subentrano sintomi
psichici che non sono altro che modalità patologiche con cui si
manifestano le emozioni bloccate. Rievocando l’episodio traumatico
con l’ipnosi, lasciando defluire le emozioni con le parole, i gesti,
il pianto, si verifica il deflusso delle energie psichiche bloccate
e quindi i sintomi psichici, che ne sono la conseguenza, vengono
meno e si ha la guarigione.
La terapia basata
sull’ipnosi regressiva era sempre volta a ricordare, rivivere,
abreagire, esprimere, comunicare, rielaborare
In un primo tempo Freud
utilizzò l’ipnosi per rievocare gli episodi traumatici, poi passò
alla tecnica delle libere associazioni.
Ben presto Freud
abbandonò la teoria del trauma psichico per elaborare quella
dell’infantilismo sessuale da cui prese origine la psicanalisi. Egli
sostiene di aver abbandonato la teoria del trauma perché aveva
potuto verificare che alcuni traumi ricordati durante l’ipnosi erano
irreali, non erano veramente accaduti ma erano parti della fantasia
dei pazienti.
L’importanza del trauma
psichico nella patologia fu in seguito richiamato da un allievo di
Freud, Otto Rank, il quale mise all’origine di ogni patologia
psichica il trauma della nascita. Tuttavia Otto Rank non ha avuto
seguito.
Possiamo dire che
l’importanza del trauma psichico e della sua rielaborazione è stato
trascurato dagli orientamenti moderni della psicoterapia.
In realtà durante
l’ipnosi regressiva si possono rivivere come accaduti fatti reali e
fatti che non trovano riscontro nella biografia del soggetto in
ipnosi, ma questo invece di togliere valore alla teoria del trauma
la rende più significativa e profonda.
Infatti questi vissuti
possono essere interpretati in vari modi:
-
come fantasie trasformate in realtà
-
come fatti traumatici avvenuti in
vite precedenti
-
come traumi subiti da altre persone
con cui si è stati in relazione che sono stati trasmessi per una
sorta di contagio psichico.
-
come trasmissione genealogica del
trauma: secondo questa teoria i traumi psichici possono
trasmettersi di generazione in generazione, per una sorta di
ereditarietà del trauma
Tutte queste
interpretazioni sono sostenute da vari autori che portano prove a
sostegno della loro tesi
Recentemente ha avuto
una certa diffusione l’interpretazione che fa risalire i traumi a
vite precedenti e la regressione ipnotica viene impostata fin
dall’inizio in modo tale da favorire queste regressioni, che
pertanto non sono più occasionali ma programmate.
Tra i propugnatori più
noti di questo indirizzo vi è lo psichiatra americano Brian Weiss.
Qualunque
l’interpretazione del trauma rivissuto durante l’ipnosi (che sia una
proiezione fantastica, che sia un fatto traumatico realmente
accaduto, che sia una esperienza trasmessa o ereditata) il metodo
dell’ipnosi regressiva rimane valido in ogni caso: rivivere,
ricordare, abreagire, esprimere, comunicare, rendere sociale ciò che
era un elemento isolato e bloccato nella psiche individuale e che
proprio a causa di questo isolamento perdurava nel tempo e scaricava
le sue energie per vie patologiche: socializzare ciò che è scisso
significa scaricarne e annullarne le potenzialità patogene
nell’unità della coscienza e nell’ambito delle interazioni.
IPNOSI EVOLUTIVA
Se l'ipnosi regressiva,
rendendo possibile l'abreazione delle cariche psichiche e la
socializzazione dei contenuti mentali rimossi, è una fase
indispensabile per eliminare le forze negative che ancorano al
passato, non è tuttavia sufficienti ad avviare il percorso evolutivo
che ha subito arresti e regressioni, così come togliere la zavorra
non è sufficiente ad iniziare una percorso : occorre individuarne
il tracciato,farne affiorare la necessità, sostenere i primi passi.
E' questa la fase successiva, in genere ignorata, dell'ipnosi
evolutiva, che, dopo la faticosa fase regressiva dell'ipnosi
proietta in avanti, e sollecita la ripresa del cammino evolutivo
personale interrotto.
FONTE: Salute-scuola.it
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