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L'ipnosi
COSA SUCCEDE

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Nella prima fase la fase
induttiva si verifica un primo cambiamento dello stato di coscienza.
Si possono riscontrare sull"EEG (Eletroencefalogramma) un'accentuata
presenza delle onde alfa tipiche degli stati di rilassamento e di
distacco dalla realtà esterna. Si comincia quindi con un passaggio
dalle onde beta (predominanti durante la veglia e gli stati di
vigilanza e allerta) alle onde alfa più lente. L'alterazione delle
proprie vibrazioni cerebrali comporta una rallentamento anche di
altre attività (respiro, pulsazioni cardiache) e viceversa.
Successivamente, con
l'approfondimento dell'attenzione all'interno si manifesta un
predomio delle onde theta più lente che caratterizzano la trance
vera e propria. È da notare che le onde theta si manifestano di
solito nel periodo che precede il sogno (fase ipnagogica). Questo
stato, che normalmente è vissuto passivamente o fugacemente,
nell'ipnosi viene mantenuto per tutta la seduta e utilizzato a fini
terapeutici.
Durante questo passaggio
l'individuo vive la destrutturazione del suo stato di coscienza, può
avvertire delle sensazioni di spersonalizzazione o irrealtà. Lo
schema del corpo può alterarsi diventando evanescente e spesso si
presentano fantasie e immagini fugaci. Il soggetto comincia a far
fatica a seguire il senso delle parole dell'ipnotista anche se sente
un forte legame.
A questo livello l'ipnotista,
riconoscendo i segnali fisiologici di una trance, passa all'utilizzo
di un linguaggio metaforico-allegorico proprio dell'emisfero destro
che nel frattempo si è trasformato nell'emisfero dominante. Si
possono quindi creare delle "realtà ipnotiche" dove l'individuo,
attingendo alle sue risorse profonde, e agli "apprendimenti
esperienziali" potrà sperimentare nuovi esperienze e sviluppare
nuove associazioni.
Tra l'altro si è
scoperto, tramite la PET, che le realtà prodotte in ipnosi sono
virtuali solo sino a un certo punto, poiché i soggetti a cui si
comandava di pensare di correre su un prato, attivavano i medesimi
percorsi neuronali di una "vera corsa".
Per chiarire questo concetto possiamo fare l'esempio di noti
campioni sportivi che si allenano mentalmente ripetendo ogni
movimento e immaginandosi completamente la scena della gara tramite
tutti i sistemi sensoriali.
Questa è la stessa tecnica che permise all'ipnoterapista Milton
Erickson di riabilitarsi.
Ci sono vari esperimenti
che dimostrano la validità di questo principio: "Uno studio ha
guardato agli effetti dell'esercizio mentale opposto a quello fisico
nel tendere e rilassare un dito della mano sinistra. Questo piccolo
esercizio muscolare venne ripetuto per cinque sessioni alla
settimana su di un periodo di quattro settimane - per un totale di
venti sessioni d'allenamento. Metà dei partecipanti eseguì
fisicamente l'esercizio, mentre un secondo gruppo ne immaginò
soltanto l'esecuzione per lo stesso numero di sedute d'allenamento.
Al termine delle quattro settimane, la forza del dito di ogni
partecipante venne confrontata con quella degli appartenenti ad un
gruppo di controllo che non avevano praticato lo stesso allenamento.
Per il gruppo che aveva eseguito fisicamente l'esercizio la potenza
del dito era aumentata del 30%, mentre il gruppo di controllo fece
registrare un incremento di potenza del tutto trascurabile. [...] Ma
cosa era successo agli individui che si erano esercitati soltanto
nella palestra della mente? - La forza nel loro dito era aumentata
del 22%, quasi quanto in seguito all'allenamento fisico! [...]
l'incremento osservato nella forza era dovuto unicamente a
variazioni a livello cerebrale, le quali a loro volta erano state
causate dalla stimolazione del circuito di neuroni interconnessi che
controllano i movimenti delle dita. Attivandosi insieme
ripetutamente, questi circuiti cerebrali si erano irrobustiti ed
espansi, proprio come nel cervello dei violinisti e dei lettori
Braille."
FONTE:
Ipnosi.interfree.it
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