l’arrivo di Nibiru? Quello che per gli antichi Sumeri
era il dodicesimo componente del
sistema solare, insieme ai nove
pianeti, alla nosta Luna ed al
Sole, tornerebbe ogni 3600 anni
dalle profondità dello spazio
attraversando un’orbita posta fra Marte e
Giove, dunque distante
dall’orbita della Terra circa 3-400 milioni di
chilometri. Forse qualcuno avrà
tirato un sospiro di sollievo: da quella
distanza sicuramente non
risentiremmo nessuna conseguenza. Ma non è
proprio così. Intanto gli
effetti sarebbero ben diversi se, al momento
dell’attraversamento, la Terra
si trovasse al là o al di qua del Sole
rispetto a Nibiru in quanto
potremmo essere più lontani (o vicini) di due
unità astronomiche. Gli effetti
gravitazionali, poi, si farebbero comunque
sentire in quanto il fantomatico
pianeta X avrebbe una massa pari a
cinque volte quella terrestre.
Se pensiamo che l’orbita di Nettuno viene
turbata dal piccolissimo Plutone
da una distanza di centinaia di milioni
di chilometri, c’è poco da stare
tranquilli. Pochi anni fa sul mensile
scientifico Newton l’articolo di
copertina annunciava che era stato
finalmente scoperto il pianeta X
(dove la lettera X, oltre ad indicare un
corpo misterioso, ammiccava
anche alla possibilità che si trattasse
proprio del nostro “decimo
pianeta”. La notizia fu anche riportata dai
canali radio-televisivi ma cadde
velocemente nel dimenticatoio. Sembra
che anche la misteriosa sonda
Siloe ( ma qui entriamo in un ambito di
illazioni), finanziata dal
Vaticano, verso la fine del secolo scorso, abbia
rilevato e fotografato questo
corpo in avvicinamento dalle profondità
siderali. Fra le tante tavolette
sumere tradotte dagli studiosi, ce n’è anche
una che descrive gli effetti
gravitazionali di Nibiru sul nostro pianeta,
sconvolto dall’immane diluvio
indotto da una gigantesca onda di marea.
Secondo gli storici, sembra che
più volte nei millenni il nostro pianeta
abbia subito immani e periodici
sconvolgimenti. Non ho le conoscenze
necessarie per risalire molto
indietro nel tempo ma so che le piramidi di
Ghiza portano ancora evidenti le
tracce di un diluvio da cui furono
interessate nel 6100 a.C. So
anche che un cataclisma di proporzioni
apocalittiche colpì la Terra nel
1500 a.C. quando l’isola di Santorini sparì
nell’Egeo per un evento di cui
restano testimonianze anche nelle lontane
culture orientali. E’
sconcertante notare che, più o meno, i due
avvenimenti distano di “3600”
anni ed è ancor più sconcertante rilevare
che aggiungendo 3600 anni al
1500 a.c. finiamo diritti…. ai giorni nostri.
Allora c’è davvero da temere per
il 2012? Diciamo innanzitutto che
stiamo solo facendo delle
congetture. Per quanto riguarda poi le datazioni
delle orbite di Nibiru, il più
noto sumerologo vivente, Zecharia Sitchin, è di
avviso completamente diverso e,
secondo i suoi calcoli, molti secoli ci
separerebbero dal prossimo
perielio di questo temuto corpo celeste. Spero
che sia proprio così, ma per
saperne di più non ci resta che approfondire
l’argomento ed in ciò ci è di
grande aiuto l’articolo di Roberto
Boncristiano presente in questo
numero. Il “suo” articolo in particolare
perché questo “ Sitchin
italiano” porta avanti degli studi molto seri
sull’argomento fino a proporci
uno scritto sulla “genetica degli Anunnaki”,
una ricerca di grande impatto e
complessità che costituirà un punto di
riferimento per gli specialisti
del settore.
Penso che la nostra rivista,
quest’anno, sia stata per voi più volte fonte di
sorprese. Seguiteci anche ad
Ottobre e vi garantisco che le
sorprese…continuano.