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Il
cinema, mezzo artistico e di
comunicazione fra i più giovani, è sempre stato
coinvolto nella rilettura di avvenimenti storici,
politici e sociali fino dalla sua comparsa alla fine
dell’800.
In sostanza è sempre stata premura degli autori
comunicare sensazioni, stati d’animo, fecendo leva su
tematiche proprie dell’epoca stessa (come i
polizieschi degli anni 70 in cui per scuotere lo
spettatore si fotografava la realtà,e la si gonfiava
secondo i gusti) oppure su vicende totalmente
estemporanee da rasentare o addirittura sfociare nel
fiabesco. E dal fiabesco si passa direttamente al
fantasy, un genere cavalcato negli anni da registi e
sceneggiatori e che ultimamente, grazie alla tecnica
degli effetti speciali , si va sempre piu’ raffinando
e diffondendo.
Guarda la Galleria dei migliori film a tematica ufo
Del
resto il fantasy, e posso citare due film da poco usciti
come “Henry Potter”
o “Il signore degli anelli” , ha come finalità
soprattutto la spettacolarità disincantata che
purtroppo troppo spesso si cerca, forse per sfuggire
alla realtà, in questo tipo di prodotti.Cosa che
ovviamente un film impegnato come potrebbe essere “I
banchieri di Dio”,scomoda inchiesta sul caso Calvi,non
può dare.
Gli
UFO si collocano nel panorama cinematografico in maniera
abbastanza ambigua, anche se il filone di appartenenza
è indubbiamente quello fantascientifico.
E
la fantascienza è, per parere unanime della sociologia,
uno dei generi cinematografici più legati alla società,
ovvero che più riflette l’immaginario collettivo, sia
in fase di concepimento del soggetti che in fase di
realizzazione e distribuzione.
L’autore
infatti risponde in maniera diretta ai condizionamenti
che gli provengono dai fattori politici, sociali e
culturali , appartenenti specificatamente alla comunità
in cui è venuto formando. E spesso la sua opera è di
“anticipazione”.Ma ci soffermeremo più avanti su
questo aspetto.
E’
presto fatto che gli UFO diventino uno dei soggetti più
affermati in questo tipo di cinema: riescono a catturare
soprattutto chi li vede o chi sente parlare di essi. Ed
è proprio negli anni 50 , soprattutto negli Stati Uniti
che il cinema di fantascienza, e non solo, prolifica ed
Hollywood ha uno dei suoi periodi di maggiore splendore.
Tutto
questo va comunque storicamente contestualizzato.
Eravamo
nel dopoguerra immediato. C’erano ancora forti
contrasti mondiali, e bisognava in un certo senso
propagandare , come anche oggi sta avvenendo, l’idea
di uno stato , gli USA, che si eleggesse a difensore
dell’umanità contro la minaccia sovietica , ma nel
contempo si doveva in un certo senso distrarre la
popolazione dai problemi veri e propri.
E
qui il fenomeno UFO viene tirato in ballo. Il pensiero
comune indicava nella stragrande maggioranza i “dischi
volanti” come veicoli alieni invasori, includendoli
nella lista dei soggetti “cattivi” , atti a minare
la sicurezza mondiale, l’occidente,la libertà e
la società americana . Gli invasori alieni non
erano altro che una parafrasi del nemico sovietico, così
come gli stessi indiani nativi nei film western.
Ed
è quindi questo il ruolo degli UFO nel primo cinema di
fantascienza : l’antagonista.
E
la parte a loro assegnata da parte di Hollywood la
recitano direi molto bene : in decine e decine di
b-movies , e non solo, gli UFO dotati di armi superiori
si dilettano nel distruggere la Terra ,
rifiutando ogni sorta di comunicazione.Ad esempio nella
pellicola “La terra contro i dischi volanti”, o
meglio ancora la celeberrima “Guerra dei Mondi”, su
cui è interessante spendere qualche parola.
Questo
film, premio Oscar per gli effetti speciali nel
1953,prende spunto dallo sceneggiato radiofonico che
Orson Welles trasmise diversi anni prima seminando il
panico fra la popolazione.
La
trama è abbastanza scontata,ma ci sono delle sfumature
che fanno riflettere, sfumature che comunque sono
creazione del regista e degli sceneggiatori stessi.
Ne
“La Guerra dei Mondi”è presente un forte senso
mistico-spirituale : non sono gli uomini, e quindi
ovviamente gli Stati Uniti a fermare l’invasione
aliena, ma è la natura, nella forma di virus. Citando
una battuta del film al limite fra il comico ed il
drammatico è
proprio il caso di dire che “gli alieni,in questo
caso, sono morti con un raffreddore…”.
Il
film quindi affronta il tema non solo di un contrasto di
civiltà, ma fra una civiltà e un pianeta, una natura.
La Terra sembrerebbe avere un suo ruolo ed una sua
coscienza, come più volte ribattuto da diverse teorie
scientifiche che spesso e volentieri si sono sposate e
si sposano col contattismo.
Una
piccola curiosità : il luogo dove atterra la prima
astronave aliena è
Corona, nel Nuovo Messico.Una sorta di anticipazione di
teorie sugli UFO-crash venute alla luce diverse decine
di anni dopo?
Due
anni prima dell’uscita di questo film nelle sale
cinematografiche a stelle e strisce veniva proiettato un
film che trattava la materia sotto una prospettiva
invertita rispetto a “La Guerra dei Mondi”: “The
Day The Earth Stood Still” , meramente tradotto in
“Ultimatum alla terra”.
Il
film, del 1951, è una pietra miliare della fantascienza
cinematografica nonché un’opera cardine per il tipo
di analisi che presenta sia sul fenomeno che sul tipo
sulle entita’ aliene stesse e non per ultimo, sul
messaggio che presenta allo spettatore.
Robert
Wise ci propone uno scenario
in cui si presentano avvistamenti di UFO, un
atterraggio e per la prima volta un’ entità che
comunica un messaggio di natura etico-morale al mondo
intero in un periodo critico per gli Stati Uniti, visto
l’inasprirsi delle tensioni internazionali (la guerra
di Corea era iniziata da otto mesi circa) e l’idea
comune di un nemico (sovietico ovviamente) verso il
quale l’unica risposta
da erigere e santificare era la bomba atomica.
Klatu,
questo è il nome dell’entità che sbarca in
Washington DC, lancia una invettiva contro il nucleare,
dimostra la sua potenza addirittura fermando per trenta
minuti tutte le risorse energetiche del pianeta eccetto
quelle destinate agli ospedali ed agli aerei in volo, ma
muore colpito da una pallottola. C’è chi ha
ipotizzato un parallelismo fra questa entità e Cristo,
visto che entrambi nonostante la loro potenza e il loro
messaggio,muoiono vittima degli stessi uomini.
“Ultimatum
alla terra” è un film,e non è l’unico
che dimostra come , a prescindere dal comune
senso di visione degli UFO che si riflette poi
generalmente sui prodotti cinematografici, sia possibile
che un singolo artista trovi dei risvolti nel fenomeno
(in questo caso nel contatto) riscontrabili
oggettivamente negli studi e nelle linee di pensiero
dell’ufologia di diversi anni dopo.
In
questo caso il film in questione non anticipa le
tematiche contattiste che tanto hanno spopolato di li a
pochi anni dopo?
Negli
anni ‘50 ci sono altre pellicole che possono dare
spunto a questo tipo di osservazione,ovvero quello di
“anticipazione” : con stupore possiamo verificare
che il fenomeno delle “abduction” era stato
utilizzato nei lungometraggi fino dagli anni ‘50. In
un film del 1957 di produzione giapponese, con locandina
e titolo al limite del ridicolo , “I Misteriani”, un
popolo extraterrestre rapisce donne terrestri al fine di
poter procreare e compiere esperimenti genetici.
Tralasciando i dettagli tecnici del film , ritenuto
comunque un buon prodotto dai critici, fa pensare come
il regista Hinoshiro Honda abbia potuto immaginare uno
scenario del genere.
Ma
non è l’unico film che parla di questa tematica :
nello stesso “Cittadino dello Spazio”
, del 1955, entità extraterrestri rapiscono
tecnici terrestri, mentre nel film “UFO: Prendeteli
vivi”, che è parte della produzione della serie “S.H.A.D.O.”
esseri umani sono rapiti al fine di espiantare organi
per studi ed improbabili trapianti E stiamo sempre
parlando del 1972.
La
saga dei film di fantascienza con protagonisti
fantomatici invasori di altri pianeti è comunque ricca
e tutt’ora spopola ai botteghini : ovviamente la
frequenza delle produzioni è diminuita negli ultimi
anni. Questo potrebbe essere analizzato
innanzitutto osservando il tipo di “nemico
pubblico” o di “antagonista” che viene offerto dal
cinema oggi : gli autori preferiscono fare annidiare il
male all’interno della società stessa anziché
cercarlo altrove, su altri pianeti. Ed oggi troviamo
spesso e volentieri film che parlano di
assassini,terroristi o
pazzi criminali invece che sanguinosi mostri
extraterrestri. Sicuramente tutto questo è dovuto in
parte al fatto che, dopo l’allentamento delle tensioni
internazionali dovute al crollo dell’impero sovietico,
è venuta a crollare in parte la fiducia nei mezzi che
le istituzioni avevano forzato come necessari per la
difesa, vedi la bomba atomica, ed in parte ad un
maggiore e più obiettivo scambio di informazione , che
in periodo di tensione sociale o guerra viene
praticamente a mancare.
Una
presenza notevole e
francamente continua
del fenomeno UFO è possibile ritrovarla nei film
grotteschi, comici e di costume. Questa presenza non è
mai stata intaccata ed ha vissuto dei picchi curiosi ma
anche abbastanza imbarazzanti per le persone che da anni
seguono in maniera seria e concerta lo sviluppo del
fenomeno degli oggetti volanti non identificati e non
solo.
Negli
anni ‘50 i b-movies americani erano stracolmi di
umanoidi che non aspettavano di amare una bella
terrestre, i comici , a partire da Jerry Lewis
interpretavano la figura del “marziano” ( “Un
marziano sulla terra”,1960) ,e come tutti sappiamo lo
stereotipo dello stolto del villaggio era spesso
associato a chi vedeva strane luci nel cielo o parlava
con entità aliene.
In
Italia, dove il fenomeno UFO ha fatto la sua presenza
(come produzione) sugli schermi
nel 1960 con il film “Il pianeta degli uomini
spenti” , ci troviamo davanti una Monica Vitti che in
un episodio di “Per vivere meglio divertitevi con
noi” sblocca la sua paura del sesso con un
extraterrestre, oppure Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
che ne “I marziani hanno 12 mani” interpretano
improbabili abitanti di un altro mondo
fino ad arrivare ad un Pippo Franco dipinto di
verde che ne “Il marziano” gira per le strade di
Roma parlando con uno strano accento.
Eppure
in Italia il regista Mario Gariazzo nel 1978 riesce a
realizzare un film, “Occhi dalle stelle”, che può
essere considerato il maggior prodotto di questo filone
realizzato dal nostro cinema: un’opera un po’
approssimativa,ma dove si parlava di congiura del
silenzio, rapimenti, rapporti fra governi ombra ed
extraterrestri.Tutto ovviamente condito con qualche
effetto speciale stiracchiato.
Ma
sono le commedie il sale del cinema italiano. E proprio
una di queste, “Il disco volante” di Tinto Brass è
a mio avviso una produzione curiosa ma interessante..Il
film, del 1964, vanta un buon cast ed affronta bene
certi aspetti sociologici del fenomeno ,
scadendo poi nel ridicolo al momento di
descrivere l’entità aliena che non solo è abbastanza
inebetita ma diventa oggetto delle attenzioni sessuali
di un personaggio del paesino dove si ambienta il film.
I personaggi che hanno a che fare col famigerato
“disco volante” ovvero i personaggi
“rappresentativi” di un piccolo paese ( il migliore
ambiente sociale dell’Italia negli anni ‘60), il
prete, il sindaco, il maresciallo dei
Carabinieri,l’artista fallito, fanno tutti una brutta
fine (il manicomio, nel caso del maresciallo). Tutti
ovviamente in reale
buona fede, per avere raccontato quello che hanno visto
.E proprio il manicomio è la fine che fa anche un
giovane Paolo Villaggio
in un episodio del film “Io tigro tu tigri egli
tigra”(1978), dove viene praticamente rapito come
esemplare test da fantomatici alieni che ovviamente
vogliono colonizzare il nostro pianeta.
Arrivando
ai giorni nostri direi che il livello qualitativo di
questo tipo di commedie va migliorando: molto gradevole
risulta essere “Evolution”,dove Ivan Reitman riesce
a far prendere in giro se stesso a David Duchovny (alias
Fox Mulder) e “Mars
Attack”, una parodia proprio sul cinema
fantascientifico degli anni 50, stracolmo dei luoghi
comuni di cui erano popolati quel tipo di pellicole:
alieni brutti e cattivi, belle ragazze che facevano
coppia col l’eroe di turno,presidenti degli Stati
Uniti saggi e coscienziosi.
Verrebbe
da pensare che non si sia mai parlato di UFO in maniera
interessante, o quantomeno con risvolti non solo comici
o estremamente fantastici. Invece, fortunatamente, non
è così.
Ci
sono dei registi che hanno cercato, e ci sono riusciti
almeno in parte, di mostrare degli scenari reali, o
molto vicini alla realtà , comunicando
un messaggio, o parte di esso, che è lo stesso
che le persone che fanno ufologia cercano di divulgare
da diverse decine di anni. I prodotti ottenuti
possono essere a mio avviso scremati in un’ulteriore
sottogenere,su cui è interessante spendere due parole,
ovvero quello dei “documentari”.In genere in queste
pellicole , spesso di dubbio valore tecnico, l’autore
cerca di fotografare il fenomeno o quantomeno di offrire
una specie di quadro generale, soffermandosi su aspetti
che talvolta distolgono o sviano dal reale messaggio
dichiarato.La trama risulta essere superflua o del tutto
assente.
Il
padre di queste opere è “Unidentified Flyng Object”
, film statunitense del 56, che
praticamente mostra interviste fatte a personale
dell’Air Force coinvolto nelle attività del progetto
Blue Book; segue di qualche anno (1963)
“Allarme dal cielo” un semi-documentario
francese che usa il pretesto di un oggetto volante
misterioso per dare sfoggio delle grande capacità
bellica delle forze navali francesi, le quali ovviamente
abbattono l’UFO. Degno di nota risulta essere “Gli
extraterrestri torneranno” , (Germania
Ovest,1969),lungometraggio incentrato sulle teorie
secondo cui il
nostro pianeta sarebbe stato visitato da alieni su
macchine volanti molti secoli orsono.
Il
flop del 1978 risulta essere decisivo per la produzione
di documentari tra i quali il deludente “UFOs are real”
(1979), fra i cui autori si annovera anche Stanton
Friedman ;la
scia prosegue negli anni ‘80 con “Ufo Syndrome”
del 1982,che non aggiunge niente di risaputo, e termina
con un tristissimo “Blue Tornado”, film di nostra
produzione del 1991 che praticamente è una vetrina
della nostra Aeronautica Miliare la quale nostro
malgrado si serve di avvistamenti ufologici per
sfoggiare le proprie potenzialità.
I
documentari non hanno comunque praticamente mai
caratterizzato nella memoria storico-cinematografica
il fenomeno UFO : questo vale a dire che nessuno
li ricorderà ne per i loro contenuti e tanto meno per
come sono stati realizzati. E questo fa si che si perda
comunque un fattore fondamentale ,ovvero quello
comunicativo di massa, che sarebbe poi il fattore
fondamentale su cui molti cercano di puntare per tentare
di fare entrare e accettare il fenomeno UFO come un
fenomeno oggettivo e sui cui è necessario seriamente
focalizzare le attenzioni sia scientifico che sociali.
Ci
sono comunque opere che non possono non essere citate a
questo riguardo, in quanto pietre miliari per la
cinematografia mondiale e per la stessa ufologia.
Primo
fra questi, autentico kolossal fantascientifico e unico
nel suo genere per aver saputo legare l’ambiente
accademico ufologico all’arte di fare film è
“Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”.Questa
pellicola, conosciuta praticamente da tutti quelli che
hanno avuto un minimo di interesse verso la materia, non
solo è l’unica firmata da un grande regista quale
Steven Spielberg, ma è anche l’unica dove compare il
padre della moderna ufologia scientifica , il professor
Allen Hynek. Lo stesso titolo è parte di una
classificazione ideata da questo astrofisica, tutt’ora
utilizzata per classificare esperienze di incontro con
“entita’ animate” la cui origine è collegata al
fenomeno UFO ; le citazioni dentro il film sono poi
innumerevoli e questo fa capire quanto e in che modo si
sia lavorato alla realizzazione del film stesso, non
solo dal punto di vista tecnico, ma anche dei contenuti.
E’ comunque evidente che tutto il contesto è
“cinematografico”, ma risulta comunque splendida
l’idea e come è stata sviluppata.
Ma
non è l’unico film degno di nota.
“Intruders”
,pellicola statunitense del 1992, tratta il fenomeno
delle “abduction”,ovvero dei rapimenti di origine
aliena , in maniera forte e diretta. Il regista Dan
Curtis, riprendendo studi dello stesso Budd
Hopkins, sui rapimenti, ibridazione alieno-umana,
fa un quadro abbastanza realistico, anche se talvolta
spettacolare, di un fenomeno che nei primi anni ‘90
iniziava a definire le sue coordinate all’interno
dell’ufologia. E per coordinate intendo le domande
“chi,dove,quando”. Peccato per i mezzi , abbastanza
limitati , coi quali è stato girato il film, che resta,
tecnicamente parlando, una specie di film tv. La
diffusione in Italia infatti è stata limitata e infatti
le persone che non si occupano della fenomenologia e che
hanno visto questa pellicola sono veramente poche.
Lo
stesso tema dei rapimenti è stato ripreso, in maniera
più cinematografica da “Bagliori nel buio”,del
1993, che narra con una discreta capacità narrativa, la
vicenda di Trevis Walton, taglialegna americano rapito
occasionalmente da un UFO. E’ una buona pellicola
questa, il cui pregio secondo me è soprattutto avere
portato una storia vera, con tanto di nomi e cognomi,
alla ribalta verso un pubblico che non è quello di una
conferenza , ma quello di intere sale cinematografiche
di tutto il mondo. Facendolo peraltro in una maniera ,
nei limiti dello sceneggiabile, fedele.
Fra
parentesi non è comunque l’unico ad ispirarsi ad una
storia vera : “The UFO Incident” del 1975 ha
descritto il rapimento dei coniugi Hill, anche se ha
avuto molta meno fortuna ai botteghini, complice il
fatto che la pellicola non è delle più esaltanti a
livello narrativo.
Ed
eccoci ad anni più recenti. Passando velocemente
attraverso un paio di film , forti ai botteghini, ma
abbastanza ridicoli nei contenuti come “Indipendence
Day”, praticamente un remake (non sarcastico ahimè
come Mars Attack) di tutta la filmografia stereotipata
degli anni 50, e come “Man In Black”, una commedia
dove i MIB (che erano gia’ stati protagonisti di
un'altra pellicola, “Alien Encountrers”, del 1979)
altro non sono che specie di supereroi arriviamo a pochi
giorni fa. Aspettavamo forse un kolossal con “Signs”?
Una sorta di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”
del 2000?
Beh
tutte le speranze a mio avviso sono andate perse.
Il
film, nonostante il regista e gli interpreti di
prim’ordine, risulta essere carino solo per la prima
parte, sfociando poi in uno zibaldone di suspance
scontata,luoghi comuni, mostri che spuntano da ogni
parte. Il segno, non l’abbiamo avuto, direi. Ed è un
peccato, perché parlare in questi termini, o perlomeno
con una maschera ( in questo caso la locandina stessa)
di questo tipo, del fenomeno dei cerchi nel grano,
puo’ fare spesso e volentieri confondere le idee. Come
ha fatto del resto la stragrande maggioranza dei film di
fantascienza dal 50 ad oggi. “Signs” lo considero
personalmente una sorta di operazione commerciale, che
va ben oltre il disincanto di film come
“Contact”,”Cocoon”. “E.T.” o “A.I.
Intelligenza Artificiale” dove si sfocia nel fiabesco,
pur passando da tematiche interessanti.
Sono
molte quindi le domande da porsi sul ruolo e sul reale
rapporto del cinema e del fenomeno UFO. Si potrebbe
azzardare che faccia da “collante”, dando un taglio
ai film in cui appaiono tale da potere essere
interpretato come un fantasy, oppure come un film dove
ci sono dei seri elementi che rispecchiano fedelmente
l’essenza del fenomeno.Ed in effetti
l’interpretazione dei contenuti dell’opera è
soggettiva, anche se come detto spesso diversi film
hanno ripreso esperienze personali inserendo
l’inequivocabile “basato su una storia vera”.
Proprio
questo tipo di caratterizzazione del fenomeno sarebbe
adatta per giustificare un’ipotesi che vedrebbe il
fenomeno ,nei suoi vari aspetti,sempre piu’ presente
nelle opere cinematografiche e non solo: una sorta di
preparazione ad un contatto. In questo caso i film
prodotti avrebbero un soggetto “pilotato” da chi
gestirebbe questa strategia di “assuefazione” del
fenomeno, e la cosa mi sembra plausibile anche se
azzardata.
Del
resto lo dimostra il film “Signs” , che liquida il
contatto come un’aggressione nel piu’ puro spirito
naif fantascientifico anni ’50, che passi in avanti
nel tentativo di preparare ad un eventuale contatto non
se ne stanno facendo.Almeno non con opere
cinematografiche.
Forse
è più corretto pensare che gli autori cinematografici
cerchino di mostrarci quello che loro percepiscono,
dalla realtà o
dalla loro intuizione. Così, come detto in precedenza,
si giustificherebbero le tematiche di scontro fra civiltà
aliene e terrestri dei film prodotti durante la guerra
fredda, si comprenderebbe anche il messaggio di
“contatto pacifico” che Spielberg negli anni ’70
ha voluto darci nella sua opera “Incontri Ravvicinati
del Terzo Tipo” e si capirebbe anche perché siamo
tornati ultimamente a dipingere gli alieni come
“cattivi”.
E
in questo contesto si inserirebbe anche l’aspetto più
interessante del cinema di matrice “aliena”, ovvero
l’anticipare tematiche e fenomeni anni prima della
loro esplosione. Del resto, come in ogni tematica di
frontiera, il maggiore apporto lo da chi cerca di vedere
oltre gli altri, o chi ha un’intuizione fuori dalla
norma.
E
mi auguro che ci siano sempre più autori e ricercatori
che cerchino di vedere “oltre”.
di
Riccardo Morandi (G.A.U.S)
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