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Un
telescopio per svelare
il mistero della Materia Oscura
di Giovanni Caprara

MILANO - Forse ci siamo.
Forse riusciamo finalmente a vedere dove si nasconde
la materia oscura nell’Universo grazie ad un satellite
della Nasa (ma costruito anche con la collaborazione
dell’Asi e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare)
e che porta il nome di una grande italiano: Enrico
Fermi. La materia visibile che si materializza davanti
ai nostri occhi in stelle, pianeti e galassie è solo
una minima parte del cosmo, appena il 4 per cento. Il
resto è formato dall’energia oscura (circa il 70 per
cento) e per il 25 per cento dalla materia oscura. La
natura di entrambe è, appunto, oscura, cioè
sconosciuta, anche se della seconda abbiamo prove
indirette da un po’ di tempo della sua esistenza.
DOVE CERCARLA? - Tra le tante difficoltà da
affrontare nell’andare a caccia di questa
apparentemente imprendibile materia c’è quella di
stabilire dove cercarla, vale a dire dove si devono
puntare gli osservatori per avere qualche probabilità
in più di trovarla. L’Universo è grande e bisogna
scegliere quali delle manifestazioni note possono
essere un indizio di maggior valore per scoprire se
dietro ad esse si nasconde appunto la materia oscura.
SIMULAZIONE - Ora è
arrivata in soccorso una simulazione che offre
indicazioni utili. Volker Springel del Max Planck
Institute for Astrophysics a Garcing (Germania),
assieme ad astronomi di altri centri anche americani,
sono giunti alla conclusione che intanto un luogo da
verificare come potenziale serbatoio di materia oscura
potrebbe essere tutto sommato abbastanza vicino,
addirittura intorno alla nostra galassia Via Lattea.
Quell’alone luminoso che era stato scoperto di recente
intorno ad essa sarebbe collegabile alla presenza di
materia oscura. Altre zone interessanti da
scandagliare, come si è ritenuto finora, dovrebbero
essere le galassie nane anche se più difficili da
scrutare.
IL TELESCOPIO FERMI - Il
Fermi Telescope della Nasa (prima era chiamato Glast)
lanciato nel giugno scorso sembra essere lo strumento
ideale per puntare all’alone luminoso galattico e
verificare se effettivamente nasconde ciò che si va
cercando. La ragione è che questo satellite ha
caratteristiche eccellenti per rilevare i raggi gamma
di varia energia i quali sarebbero un indizio valido
della materia oscura. Ma c’è chi non è d’accordo. Ora
si vede una grande attività proveniente dai raggi
gamma circumgalattici ma questo potrebbe dipendere dal
fatto che anche la materia ordinaria quando è colpita
dai raggi cosmici emette raggi gamma, dicono alcuni
astronomi. La riposta è pronta. Il Fermi Telescope è
capace di scrutare il cielo a differenti livelli di
energia e quindi sarà in grado di distinguere i raggi
gamma prodotti da un’interazione nota come quella dei
raggi cosmici o dalla presenza della fantomatica
materia oscura. Entro qualche mese la risposta ,
forse, la scoperta.
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