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Spazio:
nel 2020 di nuovo sulla Luna
La Nasa
studia le prossime missioni
Nei
corridoi della Nasa qualcuno torna a parlare della Luna.
Al quartier generale di Houston, in Texas, si sta
infatti svolgendo un meeting per definire l'architettura
della nuova missione sul satellite terrestre. Secondo
l'ambizioso programma di esplorazione spaziale deciso di
recente dall'amministrazione Bush e finanziato dal
Congresso americano, entro il 2020 l'uomo rimetterà
piede sul suolo lunare, ma questa volta il progetto
prevede una missione duratura volta anche alla
realizzazione di una base d'appoggio per altri viaggi
verso Marte e altre parti del Sistema solare.
Nel frattempo verrà completata la Stazione Spaziale
Internazionale (Iss). Il gigantesco "meccano" orbitante
da 100 miliardi di dollari è in ritardo sui tempi, per
lo stop agli shuttle deciso dopo la tragedia del
Columbia nel 2003, ma ora il progetto dovrebbe
riprendere a pieno ritmo. Giovedì 7 dicembre l'agenzia
spaziale americana dovrebbe lanciare da Cape Canaveral
il Discovery, in un raro conto alla rovescia notturno,
per una delle 14 missioni che la Nasa spera di
completare prima che le navette vadano in pensione nel
2010.
Per la
Nasa, come ha spiegato l'amministratore Michael Griffin,
il momento attuale è paragonabile nella storia
dell'umanità all'epoca dei Vichinghi e alle loro
incursioni. ''Cinquant'anni dopo l'inizio delle
avventure dei Vichinghi - ha spiegato Griffin al
Washington Post - i progressi che avevano fatto non
erano considerati molto rilevanti ed è la situazione a
cui siamo nell' esplorazione spaziale di oggi''.
L'obiettivo della Nasa, condiviso dal presidente Bush,
è l'espansione del genere umano nello spazio. ''Sappiamo
che alla lunga le risorse della Terra finiranno - ha
aggiunto Griffin - mentre ci sono risorse disponibili
nello spazio: energia solare, materiali, metalli
preziosi o acqua e carburanti che possono essere di
grande valore in un'economia basata sullo spazio''.
In quest'ottica,
la Luna rappresenta una tappa fondamentale per questa
strategia. Se Marte può essere visto come il Nord
America dei Vichinghi, il satellite
terrestre rappresenta una sorta di Groenlandia in grado
di fornire una tappa intermedia e una fonte di risorse
per le esplorazioni successive. Nel dettaglio,
durante le nuove missioni sul satellite terrestre gli
astronauti potrebbero avventurarsi in brevi esplorazioni
di 6-7 giorni sul suolo lunare visitando i poli e forse
anche la faccia invisibile dalla Terra. L'idea alla base
del progetto è quella di riuscire, con l'ausilio anche
di robot, ad analizzare e sfruttare le risorse lunari
per produrre tra l'altro ossigeno e acqua o per
collezionare materiali da costruzione. Tutte esperienze
che vengono ritenute decisive per tentare, in futuro, il
salto verso una missione umana su Marte.
Prima di
affrontare questa nuova avventura la Nasa dovrà però
fare i conti con un intenso dibattito politico e
scientifico. . Il Congresso Usa passerà da gennaio sotto
il controllo dei democratici e non è chiaro se il clima
restera' favorevole per le esplorazioni umane dello
spazio. Nella comunità scientifica ci sono forti
pressioni per destinare più fondi allo studio dello
spazio, alla scienza pura o all'invio di robot, invece
che a missioni con astronauti, che sono estremamente più
costose.
Attualmente la Nasa cerca di dividere in modo equo il
proprio bilancio di 17 miliardi di dollari l'anno tra
esplorazioni e scienza pura, ma astronomi e altri
studiosi temono che ci saranno sempre più tagli a favore
delle missioni umane. Nei prossimi anni l'agenzia
statunitense dovrà dimostrare di poter compeltare senza
ulteriori ritardi o disastri il programma degli shuttle.
Poi tutte le forze verranno focalizzate sulla Luna.
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