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Astronomia
Eclisse
del Secolo, in Cina il sole nero fa capolino il 22 Luglio 2009

Nesuno spettacolo astronomico è più suggestivo e
coinvolgente di una eclisse di Sole osservata nel centro dell’ombra
della Luna, ma nei secoli pregalileiani, qualsiasi deviazione
dall’andamento regolare degli astri coglieva impreparate le popolazioni
incutendo loro spavento. Tra tutti gli eventi millenari, le eclissi sono
state sicuramente le più terrorizzanti: la vita sulla Terra dipende
strettamente dalla luce e dal calore del Sole e la sua scomparsa è
sempre stata quanto di più temibile si potesse immaginare. Per questo
motivo le eclissi venivano considerate un evento funesto, presagio di
sventura, e venivano esorcizzate con rituali e sacrifici.
Spesso ci si può trovare in difficoltà nel decidere non tanto cosa
includere, ma addirittura cosa escludere. Un buon esercizio può essere
quello di inserire delle linee guida nella composizione tali da indurre
l’occhio a seguirle e a spaziare fra le varie zone della fotografia. Le
linee possono essere formate dalle tracce stellari, da una strada, dal
letto di un fiume, dai rami di un albero, da un allineamento fra astri o
dalla silhouette di un osservatore al telescopio. Un profilo scuro in
primo piano può esaltare lo sfondo del cielo per dare forza e contrasto
al fenomeno astronomico. Nel tentativo di realizzare il disegno voluto
nel fotogramma, l’astrofotografo deve variare in continuazione il punto
di vista e la lunghezza focale. A volte bastano spostamenti minimi del
punto di ripresa per cambiare gli effetti prospettici e mutare le
sensazioni di vicinanza/lontananza.
In Cina un antidoto alla paura popolare era costituito dall’annuncio
dell’evento da parte dell’imperatore. Nelle cronache cinesi si riporta
che il 22 ottobre 2.137 a.C. si verificò una eclisse totale di Sole e
che i due astronomi Hsi e Ho furono condannati a morte perché, dandosi
al bere, non l’avevano prevista. Si riteneva infatti che durante le
eclisse un drago ingoiasse il Sole; affinché il fenomeno non minasse
l’autorità del sovrano, era necessario che l’imperatore stesso avvisasse
il popolo di ciò che stava per accadere mediante un imponente evento
celebrativo. Egli doveva essere informato anche della sua direzione
perché questa indicava quale paese riceveva il buono o il cattivo
effetto dall’evento astrale. La leggendaria storia di Hi e Hsi che, non
predissero l’eclisse, ci porta a riflettere sul rischio del mestiere
degli astronomi a quei tempi.
Il 22 luglio 2009 si verificherà
nuovamente in Cina un’eclisse di Sole e sarà la più lunga del secolo.
Ma questa volta gli astronomi hanno predetto ogni suo aspetto, quindi
possono dormire sogni tranquilli. Sarà un evento straordinario, la cui
durata della fase di totalità sarà ben di 6 minuti e 39 secondi
(mediamente le totalità durano 3 - 4 minuti). L’ombra di questa eclisse
partirà dall’India, attraverserà il Nepal, la Cina centrale, sfiorerà le
isole del Giappone e taglierà in due l’Oceano Pacifico sfiorando
Honolulu senza raggiungere le coste americane.

Come si manifesterà l’eclissi
L’eclisse in Cina verrà percepita così: è giorno
(Shanghai, ore 08h23m della mattina), si osserva in cielo che il Sole si
spegne progressivamente, ma la luce abbagliante inizialmente non
permette di percepire con facilità cosa accade. Può sembrare che
qualcosa di scuro si interponga davanti il disco solare, è la Luna, ma
non si riesce a distinguerla. La luce continua a diminuire, la
temperatura scende di oltre 6 gradi in poche decine di minuti, l’umidità
aumenta del 30% e la percezione del freddo diventa quasi fastidiosa. Pur
essendo pieno giorno i grilli iniziano a cantare, come se fosse iniziata
la sera, si alza un vento improvviso e gelido, all’orizzonte si vedono i
colori del tramonto in tinte giallo- arancio, ma ora i colori sono
sottosopra come se osservassimo il crepuscolo in maniera speculare.
Tutto d’un tratto il Sole scompare, gli uccelli sembrano volare in modo
caotico, gli insetti si posano sul terreno, ed i fiori si chiudono.
L’apparizione dei grani di Baily e dell’anello di diamante sul disco
solare ci annunciano l’arrivo della totalità. A questo punto compare
un’aureola tutt’attorno al Sole e le fiammelle di colore arancio si
intravedono lungo il bordo, sono le protuberanze solari. Ora si osserva
il Sole nero, nel cielo compaiono le stelle e si sentono cantare i
galli. Dal disco solare si espande la corona bianca che sembra sfumare
nel cielo nero e vibrare con le fiammelle arancioni. Neanche il vento
gelido e teso sul volto riesce a distogliere l’attenzione verso questo
straordinario fenomeno. Sembra di assistere ad un film di fantascienza,
ma non è così, si rimane esterrefatti davanti a tanta bellezza e
precisione cosmica (per approfondire vedi articolo “L’eclissi di sole
dell’11 agosto 1999” sul numero 4 di Rivista di Meteorologia
Aeronautica, ottobre dicembre 2004).
Ripresa fotografica
Per fotografare le fasi parziali, consiglio di
usare focali superiori al 1000mm con un filtro in Astrosolar, o in Mylar,
ed affidarsi all’esposimetro. Per la fase dalla totalità basta un 600mm,
ma è’ opportuno inseguire il disco solare con un astro inseguitore e
scattare con tempi di posa variabili da 1/30ss a oltre 20ss per poi
unire gli scatti col metodo HDR.
Formazione dell’eclisse di Sole
Le eclissi costituiscono uno dei tanti fenomeni
periodici del cielo. Vediamo come si formano: il sistema Sole –Terra -
Luna si presenta ciclicamente in una configurazione nella quale i tre
corpi sono allineati a causa della periodicità delle orbite terrestri e
lunari. Queste due orbite non sono complanari e presentano un angolo
d’intersezione di 5°09” in due punti chiamati nodi. L’eclissi si
verificano quando i tre corpi si trovano allineati e la Luna è in
prossimità di uno dei nodi; questo caso si può ripetere almeno due volte
l’anno a distanza di circa sei mesi l’uno dall’altro, ne consegue che
ogni anno possono avvenire da un minimo di due eclisse solari e due
lunari ad un massimo di sette (cinque di Sole e due di Luna, oppure
quattro di Sole e tre di Luna, oppure tre di Sole e quattro di Luna, o,
infine, ma molto raramente, due di Sole e cinque di Luna). Il meccanismo
di periodicità delle eclissi è influenzato dai mesi lunari ed in
particolare dal mese draconico (il ritorno della Luna allo stesso nodo)
e dal mese sinottico (il ritorno della Luna alla stessa fase, ad esempio
da Luna piena a Luna piena). Esistono diverse combinazioni astronomiche
che determinano i cicli delle eclissi simili e distanti nel tempo; tra
questi il più noto è il Ciclo di Saros che correla 223 mesi draconici
con 242 mesi sinottici. I Babilonesi furono i primi a scoprire il Ciclo
di Saros (“Saros” in lingua caldea significa “eclisse”), tali cicli sono
raggruppati in serie di durata variabile da 1226 a 1532 anni (da 69 a 86
cicli). Ognuna di queste serie è contrassegnata da un numero, per
esempio l’eclisse dell’11 agosto 1999 appartiene al Saros 145, mentre
quella che si verificherà il 22 luglio in Cina al Saros 136.
Informazioni e tabelle precise si possono trovare
nello spazio nasa dedicato all'evento:
http://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEmono/TSE2009/TSE2009.html
Crediti: Emilio Sassone, Salvo de Meis
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