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La Materia
Oscura esiste!
Se la notizia fosse confermata,
la storia
dell'universo dovrebbe essere riscritta
NEW
YORK - Astronomi statunitensi avrebbero provato
l'esistenza della «materia oscura», la sostanza
invisibile e misteriosa che costituirebbe l'essenziale
della massa dell'Universo. Se la scoperta fosse
confermata, la storia dell'universo andrebbe riscritta.
Doug Clowe, un astronomo dell'Università dell'Arizona,
ritiene che questa sia «la prima diretta testimonianza
che la materia oscura esista». Insieme ad alcuni suoi
colleghi pubblicherà i risultati in un prossimo numero
dell'Astrophysical Journal. Utilizzando un insieme di
telescopi a terra oltre i satelliti Nasa a raggi X
Chandra e il telescopio spaziale Hubble, gli studiosi
hanno attentamente seguito l'ammasso 1E0657-56 (noto
anche come «ammasso proiettile»), prodotto della
collisione avvenuta circa 100 milioni di anni fa tra due
ammassi di galassie (l'evento più energetico avvenuto
nell'universo dopo il big bang), riscontrando che la
maggiore forza gravitazionale dovuta allo scontro si
riscontrava in un'area che appariva relativamente
sgombra. In pratica lo scontro ha provocato la
separazione della materia visibile da quella
«invisibile», cioè la materia oscura.
MATERIA OSCURA - Secondo gli astronomi,
l'esistenza della finora mai vista materia oscura
spiega per esempio il fatto che i bracci delle
galassie a spirale non se ne vadano per proprio conto,
e spiega inoltre il rallentamento dell'espansione
dell'universo, dovuta al «big bang», che la sola forza
gravitazionale della materia visibile (che assomma a
solo il 5% della massa dell'universo) non è in grado
di giustificare. La materia oscura corrisponderebbe
invece a oltre il 25% della massa dell'interno
universo. Il restante 70% sarebbe composto da «energia
oscura». Secondo Sean Carroll, cosmologo
dell'Università di Chicago, i dati di Clowe e il suo
gruppo dimostrano «oltre ogni ragionevole dubbio»
l'esistenza della materia oscura.
GRAVITÀ - L'esistenza della materia oscura è
però messa in dubbio da altri scienziati, secondo i
quali è la forza dovuta alla gravità a dover essere
rivista, in modo particolare negli spazi
intergalattici. «Non è detto che anche la legge della
gravità debba essere riconsiderata», ha detto Carroll,
anche se le attuali scoperta confermerebbero che le
leggi di gravità scoperte da Newton funzionano anche
negli ammassi di galassie.
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