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Approfondimenti
Abduction:
preservazione genetica
di Giorgio Bongiovanni
L'intervento
positivo di civiltà extraterrestri nell'evoluzione uman?
Nella
maggior parte dei casi gli alieni comunicano con i rapiti per via
telepatica e trasmettono loro informazioni o tentano semplicemente di
tranquillizzarli con la promessa che non verrà fatto loro alcun male.
Molti addotti hanno inoltre raccontato di aver visto, a bordo delle
astronavi, bambini dall'aspetto ibrido, nati dalla fecondazione di ovuli
alieni con sperma umano o viceversa, e di essere stati incoraggiati a
giocare con loro. Generalmente i rapiti non ricordano tali esperienze ma
accettano di essere sottoposti a sedute di regressione ipnotica per
colmare strani vuoti di memoria o per trovare una risposta a paure
inconsce, quali quella di volare, del buio, degli ascensori, degli
animali, degli insetti, di luoghi chiusi o del contatto sessuale. Nel
corso di queste visite psichiatriche i pazienti rammentano quanto
accaduto e rivivono il trauma dell'esperienza. Alcune donne ricordano di
aver subito l'asportazione degli ovuli che vengono poi fecondati dagli
extraterrestri. L'essere geneticamente modificato viene in seguito
inserito nel loro ventre e sottratto solo dopo poche settimane di
gestazione.
Secondo il noto psichiatra di Harvard, John Mack "l'aspetto traumatico
ha quattro dimensioni. In primo luogo... essere paralizzati e trascinati
contro la propria volontà da esseri alieni in un ambiente estraneo ed
essere sottoposti a operazioni che si presentano coi caratteri di uno
stupro, alcune delle quali particolarmente umilianti per la dignità
umana, è ovviamente molto sconvolgente. Sotto questa luce è sorprendente
che gli addotti non soffrano di disturbi di natura ben più grave
rispetto ai sintomi da loro già manifestati.
In secondo luogo, i rapiti sperimentano per tutta la vita un senso di
isolamento e di distacco da tutti coloro che li circondano. Che
ricordino o meno consciamente molti elementi delle loro esperienze, i
rapiti si sentono di essere in qualche modo 'differenti' dagli altri, di
non appartenere a questa società... Terzo, i rapiti sperimentano quello
che ho denominato 'shock ontologico' quando si rendono pienamente conto
della realtà dei loro incontri. Essi, come tutti noi, sono cresciuti con
la convinzione che sulla Terra siamo gli unici abitanti dell'universo...
I rapiti tendono a persistere nella speranza che verrà trovata una
spiegazione psicologica per le loro esperienze, persino quando mi
confessano che quanto è loro accaduto è reale come la conversazione che
stiamo intrattenendo. Infine i traumi collegati ai rapimenti sono
differenti da tutti gli altri perché possono ripetersi in ogni tempo...
il loro ripetersi durante la vita di un individuo non segue uno schema
prevedibile".
In ultimo, i rapiti possono riportare sulla pelle dei piccoli tagli e/o
cicatrici o scoprire che all'interno dei loro corpi sono stati inseriti
dei piccoli oggetti, apparentemente metallici, definiti impianti e il
cui scopo non è stato ancora ben identificato. Si suppone, senza averne
le prove, che possano essere utilizzati dagli alieni per localizzare o
per monitorare le condizioni psico - fisiche dei soggetti tenuti in
esame.
Gli impianti alieni
Il più importante investigatore del fenomeno degli impianti
extraterrestri è l'ipnoanestesista e ipnoterapeuta statunitense Derrel
Sims, ex - agente della CIA e capo investigatore del FIRST, acronimo di
"Fund for Interactive Research and Space Technology". Sims è attualmente
in possesso di una collezione composta da decine di artefatti rimossi
dai corpi dei presunti rapiti e ha pubblicato le conclusioni delle sue
indagini nel libro "Alien Hunter: The Medical and Scientific Evidence",
scritto in collaborazione con il dott. Roger Leir.
Secondo i due autori gli impianti, in quanto prove fisiche,
costituirebbero una delle testimonianze più valide a sostegno della
veridicità delle esperienze raccontate dai rapiti. E' comunque
difficile, anche a detta dello stesso Sims, provare se gli impianti
siano effettivamente di natura aliena visto che le indagini, da lui
condotte, non hanno ancora portato ad una risposta definitiva.
"Continuano ad emergere nuovi dati", ha dichiarato il capo investigatore
del FIRST all'interno di un articolo pubblicato nella rivista brasiliana
UFO, "scoperti da noi e da altri investigatori. Noi rifiutiamo
l'implicazione spirituale del fenomeno... crediamo soltanto che le
evidenze siano molto forti... siamo comunque dell'opinione che qualsiasi
prova, prima di poter essere relazionata agli UFO, debba necessariamente
essere passata al vaglio di scienziati specializzati".
Il Dipartimento di Medicina dell'Università di Houston, al quale il
FIRST ha affidato le analisi degli impianti, ha rilevato nel nucleo
interno la presenza di diversi tipi di metallo coperti da una sorta di
gelatina che si innesta alla perfezione nel tessuto connettivo.
A volte, la parte esterna è costituita da un materiale simile alla
ceramica. I biologi, i chimici e i microbiologi che hanno effettuato le
analisi, ignari della motivazione per la quale gli oggetti erano stati
sottoposti ad esame, non hanno saputo spiegare il motivo della loro
presenza nel corpo dei "pazienti".
La particolarità degli impianti consiste nel fatto che questi,
nonostante siano corpi estranei, non provocano alcun tipo di infezione
e, in alcuni casi, sono costituiti da composti chimici che non
potrebbero esistere in tale matrice.
La teoria della presenza aliena negativa
Al termine di questo breve accenno al complesso problema delle abduction
sorge spontaneo chiedersi la motivazione di quanto finora elencato.
Secondo il dott. David Jacobs, professore di storia alla Temple
University, di Filadelfia, gli alieni stanno attuando, sulla terra, un
preciso piano di colonizzazione nell'ambito del quale è prevista la
creazione di una razza ibrida che abiterà in futuro il nostro pianeta.
Sulla base delle indagini da lui condotte, Jacobs esclude la possibilità
che gli alieni possano provare spontaneamente sentimenti come l'amore o
l'affetto, che potrebbero eventualmente suscitare per mezzo di
manipolazioni della mente.
A tale conclusione sarebbe giunto in seguito allo studio della
telepatia, il mezzo di comunicazione comunemente utilizzato dagli alieni
che, secondo il suo parere, rappresenterebbe la negazione dell'intimità
e della libertà di pensiero. L'uso della telepatia, afferma,
precluderebbe l'utilizzo dell'apparato uditivo, che gli alieni non
sarebbero abituati ad utilizzare, e quindi di tutte le emozioni ad esso
collegate. Lo stesso vale per l'uso della parola e presumibilmente anche
per quello della vista che, in mancanza di forme di comunicazione
diretta, è probabile si sviluppi in modo diverso. A detta di Jacobs ci
troveremmo quindi di fronte all'inibizione delle attività sensoriali e,
di conseguenza, ad una profonda carenza di emozioni. Il professore di
Filadelfia sostiene infine che gli alieni non sarebbero in grado di
apprezzare nessuna forma di espressione artistica e condurrebbero una
vita decisamente monotona.
"Non si sa", afferma lo stesso Jacobs, "se la telepatia, nel caso dei
rapiti, sia stimolata artificialmente per mezzo di manipolazioni,
alterazioni neurologiche o grazie ad impianti collocati nel cervello.
Comunque sia, è certo che questo tipo di comunicazione è presente
dall'inizio del rapimento o addirittura anche prima, poiché molte
vittime raccontano di rispondere ad una sorta di comando silenzioso che
le esorta ad alzarsi dal proprio letto, scendere le scale della loro
casa, uscire e aspettare. Un altro aspetto interessante di questo studio
è che la trasmissione telepatica termina improvvisamente, così come ha
inizio... A volte capita che diversi addotti, all'interno delle
astronavi, comunichino tra loro per via telepatica... 'scambiando i
pensieri', avvalendosi quindi di una struttura comunicativa alla quale
non sono abituati... capita che a volte un rapito tranquillizzi un altro
rapito assicurandogli che gli alieni non gli faranno alcun male e che
verranno presto lasciati liberi". Anche gli alieni rassicurano a volte
le "vittime" del rapimento ma, stando al parere di Jacobs, lo farebbero
per evitare la produzione di adrenalina, che potrebbe compromettere
l'esito degli esperimenti in corso. Nessun sentimento di pietà, quindi,
ma solo preoccupazione per la buona riuscita delle analisi che
dovrebbero accelerare il processo di colonizzazione del nostro pianeta.
Ancora più incisive le dichiarazioni del prof. Corrado Malanga,
ricercatore chimico dell'Università di Pisa e da parecchi anni impegnato
nella ricerca sulle abduction. Nel novembre del 1997, ai microfoni del
TG2, Malanga ha affermato: "Non credo proprio che ci stiano
sperimentando, né controllando, né sutdiando ma, in realtà ci stanno
sfruttando nel vero senso della parola. Il nostro materiale potrebbe
essere bio - compatibile con il loro e loro lo utilizzano semplicemente
come se il pianeta fosse una stalla e noi fossimo il loro bestiame".
John Mack: i rapimenti hanno un'implicazione spirituale
E' evidente, come già in precedenza accennato, che chiunque giunga a
tali conclusioni non abbia considerato l'aspetto del profondo
cambiamento della personalità del rapito e della sua crescita sul piano
spirituale. E' vero che nella fase iniziale del rapimento i soggetti
prelevati si trovano a vivere uno stato intenso e sconvolgente di paura
o di sgomento ma, aiutati dagli stessi alieni, gli addotti riescono in
seguito ad accettare quanto stanno vivendo, a comprenderne il
significato e addirittura a viverlo come esperienza mistica.
Questo è quanto emerge dagli studi del noto psichiatra John Mack, autore
del libro "Rapiti" che si è occupato, personalmente, di sottoporre a
sedute di ipnosi regressiva più di un centinaio di protagonisti di
abduction. "Mi viene spesso chiesto";, commenta lo psichiatra, "come
possano delle esperienze così traumatiche, a volte apparentemente
crudeli, portare a una trasformazione spirituale. Per me non vi è una
contraddizione a meno che non si voglia relegare la spiritualità a reami
dove domina il sublime e il dolore e la lotta siano esclusi. A volte le
nostre più importanti trasformazioni spirituali vengono da insegnanti
severi... Si potrebbe addirittura compiere un altro passo, obiettando
che la vera crescita spirituale è inevitabilmente sconvolgente, quando i
confini della coscienza vengono abbattuti noi ci apriamo a nuove
dimensioni dell'esistenza." In seguito ai rapimenti, infatti, molti dei
soggetti prelevati sviluppano una particolare sensibilità nei confronti
dei problemi legati all'ecologia e sentono di dover fare qualcosa per
migliorare l'attuale situazione ambientale del pianeta.
"Ogni rapito", continua Mack, "prova in qualche modo un'espansione del
suo senso dell'identità nel mondo. Quest'apertura a una più completa
identità può essere il diretto risultato del rapimento, se non il punto
focale del processo stesso. Il cambiamento sembra derivare da due
elementi collegati. I rapimenti stessi scuotono la nostra illusione di
avere il controllo su noi stessi e dimostrano forzatamente che siamo
impotenti di fronte a forze ed esseri i cui scopi rimangono sconosciuti.
Ogni rapito capisce di non far parte dell'unica razza di individui
nell'universo ma che esso è abitato da varie altre entità che 'non si
pensa' debbano esistere. Capiscono che gli esseri umani non sono i
signori della Terra, ma "bambini del cosmo" che devono trovare la loro
via per vivere in armonia con tutti i tipi di creature che popolano la
Terra e l'universo. Questa è una lezione terrificante di umiltà che apre
la psiche a una più ampia percezione dell'universo, degli esseri e delle
entità che lo abitano.
Allo stesso tempo, come ho sottolineato, i rapiti si aprono alla
presenza di una fonte Divina, che riempie i loro esseri e dona un senso
di unità con la coscienza universale dalla quale siamo venuti e alla
quale ritorneremo. Le esperienze di vite precedenti, che espandono il
senso del sé nel tempo in forma corporea e incorporea, creano una
successiva espansione del sentimento di ciò che deve essere un
individuo. Infine il senso particolare che molti rapiti acquisiscono
durante la regressione di avere una doppia identità umana-aliena
rinforza tutto il processo, perché la parte aliena di sé è percepita
come una parte perduta, un legame dell'anima con la fonte universale
della coscienza, l'anima mundi, dalla quale sono stati separati". Gli
alieni diventano a questo punto dei "fratelli cosmici" e vengono
riconosciuti dai rapiti come gli stessi esseri angelici di cui parlano
le Sacre Scritture e che fungono da intermediari tra l'uomo e Dio.
Nel corso di una seduta Arthur, uno dei "pazienti" del dott. Mack,
riferisce che l'intento di questi esseri è quello di comunicare con il
genere umano e che per permettere questa comunicazione occorre eliminare
la paura. La dimostrazione della veridicità di tale concetto è data dal
fatto che, una volta superata la fase traumatica dell'esperienza, i
rapiti hanno la possibilità di intraprendere delle discussioni,
generalmente per via telepatica, con gli alieni i quali, con amore,
spiegano loro il motivo dei rapimenti. Avvalendosi poi di potenti
schermi televisivi mostrano agli umani immagini apocalittiche della
terra distrutta da un disastro nucleare, da forti terremoti, eruzioni
vulcaniche e inondazioni. Alcuni addotti vengono incaricati di svolgere
particolari opere di soccorso nel corso di questi futuri martiri. I
rapiti identificano in queste immagini delle predizioni ed è per questo
che si adoperano per la preservazione della vita. Da tutto questo
deduciamo che l'intento degli alieni è quello di aiutarci a superare il
grave momento di crisi che stiamo attraversando. Alcuni potrebbero
pensare che questa non sia la giusta metodologia ma, la storia è
testimone, le carezze, da sole, non sono mai servite a cambiare la
coscienza dell'uomo. L'esempio della crocifissione di Cristo dovrebbe
essere sufficiente a chiarire questo concetto. Chissà, forse ci siamo
allontanati così tanto dal mondo spirituale che gli angeli, per
richiamare la nostra attenzione, sono costretti ad operare sull'unico
piano che ancora siamo in grado di comprendere: quello fisico.
Gli extraterrestri non sono negativi: la nostra certezza della loro
presenza positiva
Nella fase conclusiva di questo articolo vorrei illustrare le
motivazioni che mi spingono ad affermare, con assoluta certezza, che gli
alieni che ci visitano non sono negativi. Premetto di nutrire profondo
rispetto per le idee espresse dal dott. Jacobs o da altri che,
diversamente da me, manifestano di non accettare l'implicazione
trascendentale o spirituale del fenomeno UFO. E' chiaro che per
l'investigatore, il lettore o il ricercatore che esclude a priori la
possibilità che l'universo sia nato per una causa spirituale, il mio
discorso potrà presentare delle imperfezioni e quindi non essere
condiviso. A questi chiedo di basarsi sul concetto, scientificamente
provato, che l'universo regola il suo continuo divenire con la legge
dell'equilibrio: la legge di causa ed effetto.
Fatta questa premessa desidero affermare che le attività degli
extraterrestri, sulla terra, sono regolate da un preciso programma
cosmico e ciò è facilmente deducibile da una serie di motivazioni che in
questa sede mi appresto ad elencare.
1) E' opinione comune, negli ambienti ufologici, che le razze
extraterrestri che visitano il nostro pianeta siano molteplici. Gli
stessi rapiti, a bordo delle astronavi, riconoscono entità dalle
caratteristiche fisionomiche differenti confermando quanto dichiarato da
testimoni oculari provenienti da ogni parte del mondo e dagli stessi
contattisti . Ma, nonostante svolgano compiti diversi sul nostro
pianeta, nessuna di queste razze, ha mai attuato una metodologia di
contatto massivo. Questo ci dimostra che, tra tutte le specie aliene che
visitano la terra, c'è un denominatore comune e tale considerazione
esclude la possibilità che esistano razze positive e negative in
opposizione tra loro. Se così fosse una delle due parti si sarebbe
sicuramente manifestata pubblicamente al fine di conquistare o di
sensibilizzare spiritualmente la razza umana. Non è infatti logicamente
concepibile che due fazioni in lotta per il potere attuino una
metodologia comune e ciò lascia presupporre che vi sia un'entità, una
forza, un'energia, un istinto, un Dio o comunque lo si voglia chiamare
che sta al di sopra di loro. E se esiste un'entità che sovrasta ogni
loro azione allora il motivo della visita extraterrestre è da ricondursi
proprio a questa energia che rappresenta l'equilibrio universale. La
logica conseguenza di tali dichiarazioni è che gli alieni hanno un
preciso compito da svolgere sul nostro pianeta.
2) Un notevolissimo gruppo di rapiti si dedica ai valori spirituali, e
questo è chiaramente testimoniato dagli studi del noto psichiatra John
Mack, di cui ho precedentemente trattato. E' altresì vero, come sostiene
Jacobs, che alcuni addotti sono rimasti fortemente traumatizzati
dall'esperienza di rapimento e vivono nel terrore che questa possa un
giorno ripresentarsi. Se mi è concessa una breve puntualizzazione,
questo senso di sgomento e di angoscia è presente solo in coloro che si
sono affidati a psicoterapeuti atei, che non accettano la
trascendentalità della vita. Questi professionisti non hanno aiutato i
pazienti a sviluppare quello stadio di coscienza sensibile che aiuta i
rapiti a liberarsi dalla morsa della paura e a realizzare il significato
dell'esperienza. Quest'idea rimane una mia speculazione in quanto
l'unica prova in mio possesso è che i rapiti analizzati da psichiatri
come John Mack non manifestano alcun tipo di timore mentre quelli
affidati alle cure di Jacobs non riescono a superare il trauma.
3) La quasi totalità degli ufologi è convinta che gli extraterrestri
visitino il nostro pianeta da quando è apparso l'uomo. Questi esseri
avrebbero quindi accompagnato e contribuito alla nostra evoluzione psico
- fisico - spirituale, come è ampiamente dimostrato nei trattati della
cosiddetta paleoastronautica.
Perché quindi solo adesso, improvvisamente, dovrebbero rappresentare una
minaccia per la sopravvivenza della razza umana? Se avessero voluto
colonizzarci lo avrebbero potuto fare già molti secoli fa e il fatto che
non si siano mai dimostrati ostili, nei nostri confronti, dimostra
quanto sopra riportato: gli alieni rispettano l'equilibrio cosmico e il
nostro libero arbitrio.
Tracce della presenza extraterrestre sono inoltre presenti nella vita di
grandi personaggi quali Gesù Cristo, Krishna, Buddha ecc. considerati da
alcuni entità divine incarnate mentre da altri grandi pensatori o
rivoluzionari che hanno aiutato la razza umana ad elevare il proprio
stato di coscienza e di conoscenza. Come è possibile apprezzare nelle
immagini che corredano questo articolo, durante la missione di queste
personalità si sono verificate eclatanti manifestazioni ufologiche a
dimostrazione del fatto che questi esseri accompagnano da sempre chi ha
scelto di lottare per un giusto ideale, anche a costo della propria
vita.
Nonostante abbiano dato ampia dimostrazione della loro natura non
violenta è capitato che, in particolari occasioni, gli extraterrestri
siano stati costretti ad intervenire drasticamente per porre fine a
situazioni di estrema degenerazione e riequilibrare l'ordine che i
terrestri avevano sconvolto; mi riferisco, per esempio, alla distruzione
di Sodoma e Gomorra e vorrei a questo proposito spiegare che esistono,
nell'universo, alcune razze alle quali l'Essere Macrocosmico ha affidato
il compito di aggredire, e se necessario distruggere, gli enzimi
degenerati che tentassero di oltrepassare i confini della Legge divina.
Potremmo definire questi esseri una sorta di anticorpi che, come è noto,
intervengono per distruggere i virus e quindi impedire il propagarsi di
una malattia.
La razza scelta per compiere questa missione è proprio quella dei grigi
la quale, come affermarono il colonnello Philip Corso e vari contattati
quali Eugenio Siragusa o George Adamski, è costituita da entità
biologiche create da esseri molto più evoluti di loro. Gli
extraterrestri provengono infatti da diversi piani evolutivi e possono
essere suddivisi in esseri tridimensionali , quadridimensionali ed
esseri di luce, provenienti dalla quinta dimensione e quindi dotati di
un corpo energetico. Queste entità, le stesse che pilotano gli UFO
fotografati dal noto contattista messicano Carlos Diaz, sono quelle che
i nostri antichi padri chiamavano dei, messaggeri, arcangeli e che
coordinano tutte le razze che visitano il nostro pianeta. I mezzi di
trasporto in loro possesso denotano l'utilizzo di una tecnologia
decisamente più evoluta della nostra e il fatto che abbiano la
possibilità di raggiungerci lascia presupporre che la loro evoluzione
spirituale abbia impedito la degenerazione nei valori materiali e la
conseguente autodistruzione.
Vorrei inoltre esprimere la mia perplessità per ciò che concerne i
cosiddetti impianti alieni anche se ancora non mi sento di esprimere
un'opinione definitiva. Ritengo che per una razza molto più evoluta
rispetto alla nostra non sia necessario l'utilizzo di tali corpi
metallici per controllare le menti umane visto che sulla terra abbiamo
già sviluppato sistemi più avanzati. Con l'ausilio delle "armi
psicotroniche" i servizi segreti sono in grado di influenzare, tramite
un fascio di energia, la mente dei soggetti che intendono manipolare.
Rimango quindi dell'opinione che questi impianti siano stati ricavati
dai resti di astronavi extraterrestri recuperate in seguito ai vari
crash e inseriti, da agenti travestiti da extraterrestri, nel corpo di
alcuni soggetti nell'ambito di un programma governativo super - segreto.
Pare infatti che alcuni addotti, i più scioccati, ricordino di essere
stati trasportati, a bordo di un automezzo, all'interno di basi
sotterranee e di essere stati analizzati da alieni insieme a personale
militare. Lo scopo di queste operazioni è quello di traumatizzare i
presunti rapiti e di mettere in cattiva luce il fenomeno delle abduction
e della stessa presenza extraterrestre sul nostro pianeta.
Ma questo a che scopo? Gli alieni sono già tra noi ed è giunto il tempo
che la nostra umanità abbatta i confini della coscienza e scopra di
essere parte di un universo vivo e in continua evoluzione. E' necessario
abbattere ogni forma di nazionalismo, egoismo o desiderio di
prevaricazione sul prossimo. Il tempo è venuto e l'uomo è chiamato
dall'Essere Macrocosmico a far parte in modo cosciente della grande
Famiglia Universale evitando così l'autodistruzione. L'insegnamento più
grande non va mai dimenticato: "Ama il prossimo come te stesso".
Crediti: Nonsiamosolo.org
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