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8 Luglio2009
Atterraggio
a Hollomam, Disclosure o Debunking ?
Nella storia dell'ufologia moderna, che convenzionalmente comincia il 24 giugno 1947 quando Kenneth Arnold, riferendo il suo avvistamento sul monte Rainier, coniò il termine “flying saucer”, si sono verificati alcuni episodi di importanza straordinaria. Il primo e più importante è sicuramente quello di Roswell, dove nel 1947 un oggetto non identificato si schiantò al suolo. Ci fu poi nel 1961 un episodio che rischiò di scatenare le terza guerra mondiale quando sui cieli europei furono rilevati dai radar numerosi oggetti volanti non identificati che, le fazioni opposte nella guerra fredda, attribuirono entrambe ai propri nemici. Nel 1976 le immagini provenienti dalla missione Viking, in orbita attorno a Marte, suscitarono un'enorme scalpore per la scoperta del volto nella regione di Cydonia. In Italia uno dei momenti più importanti fu il 1978 quando si verificò il più intenso Ufo flap della nostra storia mentre il 1990 lo fu per il Belgio e l'Europa intera quando il numero e la qualità degli avvistamenti produsse l'intervento pubblico dell'aereonautica militare belga. Nel 1996 l'episodio di Varginha in Brasile e così via. In questo articolo ci occuperemo di un evento che, se fosse possibile confermare, a nostro parere, si collocherebbe in cima ad una ipotetica scala di importanza, un evento in cui il contatto tra il governo statunitense e gli alieni non fu frutto del caso ma bensì di una specifica volontà. Questo episodio è comunemente riconosciuto come l'atterraggio a Holloman, dal nome della base in cui si sarebbe verificato. Nel corso delle ricerche fatte ci siamo progressivamente resi conto che questo episodio è importante anche da un altro punto di vista: esso infatti rappresenta egregiamente quella commistione di verità e bugie, di testimoni attendibili e non, di avvedutezza e creduloneria che affligge l'ufologia. Per avere un quadro completo, per quanto possibile in questo ambito, siamo dovuti ricorrere a diverse fonti integrando le informazioni le une con le altre. Il fatto avvenne presumibilmente il 25 aprile 1964, ma la storia per noi comincia nel 1972 quando Robert Emenegger, documentarista e produttore, ed Adam Sandler vennero contattati dall' Aereonautica Militare per la realizzazione di un documentario sugli Ufo. Entrambi furono scelti, indipendentemente l'uno dall'altro, per la loro professionalità e non per la loro familiarità con la materia che infatti era per entrambi pressoché nulla. Furono invitati presso la Base Norton, in California, dove in presenza di un ufficiale dell'AFOSI
( Air Force Office of Special Investigation ) discussero del progetto con Paul Shartle, direttore della Divisione Audiovisiva della Norton AFB. L'Aereonautica avrebbe messo a loro disposizione il seguente materiale :
· Fotografie e film di UFO, foto di esseri alieni e di autopsie di Grigi. · Un film in 16mm di un alieno in compagnia di un ufficiale dell’ aeronautica militare. L’ alieno era scampato ad un incidente del 1949 ed era stato tenuto in custodia a Los Alamos fino alla sua morte nel 1952. · 800 piedi di pellicola circa un incontro tra tre alieni ed i militari della base di Holloman durante uno sbarco avvenuto negli anni ’60. · Fotografie di UFO prese da astronauti delle quali la NAS aveva negato formalmente l'esistenza.
Ecco quindi che la notizia dell'episodio da noi analizzato fece la sua prima comparsa. Nel filmato si vedevano atterrare tre Ufo di forma discoidale, presumibilmente a Holloman. Da essi uscirono alcuni alieni che si incontrarono con il comandante della base Emmanuel F. Bonvicin e due ufficiali del Servizio Informazioni. Emenegger descrisse successivamente sia la scena che gli alieni : “Gli uomini di guarnigione alla torre di controllo localizzano sul radar tre oggetti volanti; cercano subito di mettersi in contatto radio con loro, ma invano. Parte una squadra di caccia da intercettazione con l'ordine, 'venuto da molto in alto', di limitarsi a scortare il volo degli UFO. Per pura coincidenza, a bordo di un elicottero di servizio, è in volo di ordinaria routine anche la squadra dei cineoperatori della base militare, che hanno così l'opportunità di filmare gli UFO in fase di atterraggio sul campo di Holloman. Uno degli oggetti comincia a scendere, mentre gli altri due rimangono in volo sospeso sulla base. Una seconda squadra di cineoperatori, in una diversa postazione riescono a filmare la discesa del disco sul campo. Dopodiché, il comandante della base e due ufficiali del Servizio Informazioni dell'Aeronautica s'inoltrano nel campo, mentre sullo scafo alieno si apre una porta scorrevole…”. “due esseri simili all'uomo, vestiti con una tuta aderente, alti circa un metro e sessanta, pelle grigio-azzurrina, grandi occhi distanziati dal taglio orientale, testa a “pera” che si allunga dietro, vistoso naso a uncino. In testa avevano copricapi ornati da vari giri di larghe fasce (o nastri), portavano orecchini, e in mano un bastone simile ad uno scettro. Il comandante e i due agenti si fecero avanti per salutare gli stranieri. Poi li condussero in un edificio contrassegnato con il numero 383 che sorge in fondo al Viale di Marte”.
A questo primo incontro tra Emenegger e gli ufficiali dell'Aereonautica ne seguirono molti altri, all'ultimo dei quali, tenutosi al Pentagono, Emenegger mostrò la sceneggiatura al Col. Coleman, portavoce del progetto Bluebook, che confermò il suo nullaosta a proseguire. Nel frattempo Sandler aveva già visionato i luoghi in cui si svolsero gli eventi, come l'edificio 383 e la pista d'atterraggio. Poi, improvvisamente, il generale George Weinbrenner comandante dell'ATIC , cambiò idea e decise di negare ai due documentaristi il filmato contenente l'atterraggio a Holloman, adducendo come giustificazione che il pubblico americano era già troppo sconvolto per l'incidente del MIG 25 e per il Watergate. Al posto del documentario venne deciso di girarne un altro che avrebbe mostrato al pubblico la ricostruzione di un evento di contatto, di come sarebbe potuto essere o di come forse era già avvenuto. Così entrò nel circuito televisivo con il nome UFOs: Past, Presence and Future e così il caso di Holloman fu portato all'attenzione del pubblico e sopratutto della comunità ufologica. Esposti i fatti è importante a questo punto andare alla ricerca di tutte le testimonianze che possano confermare direttamente ed indirettamente l'evento descritto da Emenegger e ciò che disse di aver visionato prima che l'Aereonautica facesse marcia indietro. Tali testimonianze esistono, ma in alcuni casi, sono volutamente false o volutamente confuse e rientrano in un ampio programma di disinformazione. Ad esempio vengono fornite date diverse in cui sarebbe avvenuto l'atterraggio, con lo scopo di creare fazioni contrapposte tra i ricercatori, mettendoli gli uni contro gli altri. Gli stessi rivelatori, gli insider, hanno tenuto comportamenti dubbi e fornito false identità.
Il ricercatore William L. Moore ( co-autore del libro “Accadde a Roswell” ) ricevette nel 1980 un documento di fonte governativa che affermava che l'episodio di Holloman sarebbe avvenuto il 25 aprile 1964. L'ufficiale, soprannominato Falcon , che gli consegnò tale documento si scoprì in seguito essere un certo Richard Doty, ufficiale dell'AFOSI. Richard Doty si è dimostrato essere un personaggio sfuggente e di dubbia affidabilità.
Tramite le sue rivelazioni sono sorte le più improbabili mitologie sulla questione aliena, come ad esempio la predilezione degli alieni per il gelato alla fragola. Se però le informazioni che concedeva si fossero limitate a simili stranezze sarebbe stato presto ignorato ed invece, secondo lo stile tipico del debunker, mescolò informazioni vere con fatti inventati, rilasciandole frammentate a diversi ricercatori. Nel 1983 Linda Multon Howe, egregia ricercatrice nota per il suo lavoro nel campo delle mutilazioni animali, ricevette un invito simile a quello proposto ad Emenegger una decina di anni prima. L'idea era di girare un documentario sugli Ufo utilizzando materiale autentico di origine governativa. Durante una visita alla base Kirkland la Howe fu raggiunta dal, già citato, Doty che le offrì documenti e filmati simili a quelli offerti a Emenegger, sostenendo che dall'alto veniva l'impulso alla divulgazione di queste informazioni. Ma come la volta precedente alla fine non se ne fece nulla e la Howe, che aveva visto il materiale, rimase con i soli ricordi a testimonianza dell'evento. Un'altra testimonianza circa l'esistenza di questi filmati proviene dal ricercatore Grant Cameron. Qualche anno fa aveva saputo da Linda Multon Howe che nel documentario “sostitutivo”, realizzato da Emenegger, era presente lo spezzone di uno dei filmati originali, della durate di sette secondi. Incuriosito da questo fatto telefonò a Emenegger che confermò che tale spezzone esisteva ed era stato inserito come sfondo. ( http://freedomvideo.org/blog/?p=580 , 1:27, 20 sec ) . Ancora una volta verità e finzione venivano mescolati ad arte. Altri testimoni, più attendibili confermano l'episodio di Holloman. Il Colonello Lane, soprannominato Hitch e Paul Shargall, direttore del DAVA ( Dipartimento Audiovisivi ) della base Norton, del quale esiste una registrazione audio in cui egli descrive ciò che succede nel filmato. Egli era fra l'altro la persona incaricata di consegnare il materiale ad Emenegger. Durante uno speciale della CBS, nel 1988, confermò nuovamente di aver visto la pellicola e di essere certo che non si trattasse di una scena fittizia girata a scopo addestrativo, come era stato ventilato.
Infine l'ultimo testimone diretto delle immagini contenute nel filmato fu il defunto rivelatore William Cooper, che sosteneva di averlo visto quando ancora era arruolato nella Marina Militare.
Ecco come Moore descrisse gli alieni ( fornì anche uno schizzo ) : “5 piedi di altezza, pelle bluastra, nastri attorno alla testa con appendici che terminavano dietro le orecchie che sono in realtà dispostivi di traduzione dell’inglese e di altre lingue. Un qualche tipo di “schermatura” sugli occhi. Quest’ultimi hanno pupille verticali, come i gatti. Il naso è aquilino, molto pronunciato; la bocca è una semplice fessura ed il mento è sfuggente. Il viso è piatto ed inespressivo. La testa non è grande, in proporzione, quanto quella dei “piccoli Grigi”, ma è più grande di quella degli umani e nella parte posteriore è molto pronunciata come quella di alcune antiche immagini dei faraoni egiziani.” ( ndr. E' interessante notare la somiglianza tra l'alieno descritto da Moore e l'alieno chiamato Horus da Corrado Malanga ). Un'altra interessante informazione trapelata nei documenti forniti da Moore era l'esistenza del Progetto Sigma. Il documento diceva testualmente : “Il progetto Sigma, che risale al 1954, faceva parte inizialmente del Progetto Gleem… Il suo compito era quello di entrare in contatto con gli extraterrestri. Il programma ebbe successo quando, nel 1959, gli Stati Uniti riuscirono a stabilire una primitiva comunicazione con gli extraterrestri. Il 25 aprile 1964 un ufficiale dei Servizi d'Informazione dell'Astronautica Militare s'incontrò con due extraterrestri in un posto stabilito nel deserto del Nuovo Messico. Il contatto durò quasi due ore e durante l'incontro l'ufficiale dell'Aeronautica poté scambiare con gli extraterrestri informazioni di fondamentale importanza. Il progetto viene tuttora portato avanti, sempre in una base militare aeronautica del Nuovo Messico". Quelle riportate sino a questo punto sono tutte testimonianze che in un modo o nell'altro riconducono al presunto atterraggio a Holloman. Vi sono però altri due episodi che, se pur indirettamente, confermano sia il programma di disclosure portato avanti dal governo, sia l'attività di depistaggio riguardo a presunti incontri tra autorità governative e gli alieni. Ward Kimball, uno dei nove animatori storici del primo Walt Disney, nel 1979 in occasione di un congresso del Mufon, dichiarò al pubblico alquanto sorpreso, che la Disney era stata coinvolta dal governo nella realizzazione di documentari sull'argomento Ufo con lo scopo di acclimatare il pubblico in vista di possibili rivelazioni future. Per l'ennesima volta il progetto venne abortito poco prima della sua realizzazione. Kimball al Simposio mostrò uno spezzone di una ventina di minuti di un filmato di animazione con gli alieni creati dai disegnatori della Disney. Il secondo episodio invece gira attorno a due figure principali: Ike Eisenhower, nella veste di protagonista, e Clark Mc Clelland, quale rivelatore. A dire il vero, anche in questo caso torna spesso il nome di Richard Doty, che ne inficia notevolmente l'attendibilità. Ci riferiamo al supposto incontro avvenuto tra il Presidente Eisenhower ed una delegazione di alieni. Nella versione più diffusa tale incontro avvenne negli anni 50 presso la base di Muroc in California. Secondo Mc Clelland, ex ingegnere di volo della NASA, tale incontro sarebbe invece avvenuto ad Holloman subito dopo che la base, che era in origine parte dell' Alamogordo Air Field, venne dedicata al Colonnelo Holloman. Questo incrocio di luoghi e date ha ingenerato molta confusione e, secondo me, ha sovrapposto i due eventi come fossero uno.
Clark McClelland è da molti considerato un
testimone attendibile per la sua provenienza Nasa e per il fatto che in
seguito alle sue rivelazioni venne licenziato in tronco e gli venne
negata la pensione. Ne seguì un lungo e provante processo giudiziario
che non portò a nulla e che anzi rovinò la vita all'ex ingegnere di
volo. Nella sua testimonianza egli descrive così ciò che successe :
"Poco dopo
che l'Aeronautica USA divenne una branca separata del servizio, la base
Aeronautica di Alamogordo si chiamò Holloman AFB in onore del Colonnello
George V. Holloman, un pioniere della ricerca e dello sviluppo
dell'aeronautica. Il vecchio aerodromo di Alamogordo era stato una base
d'addestramento per bombardieri pesanti. Poi il Presidente Dwight
Eisenhower atterrò a Holloman. Fu un atterraggio come tanti, senza
complicazioni. Un grande Lockheed Constellation in quei giorni
trasportava oltre 125 passeggeri, ma c'erano non meno di venti
assistenti e uomini dei servizi segreti nella cabina principale, con un
equipaggio di 14 per ognuna alla sua stazione. A questo punto però le cose si complicano ulteriormente perché nell'approfondire questo aspetto della vicenda sono emerse due contraddizioni: la prima riguarda l'affermazione del suddetto Mc Clelland secondo la quale l'incontro avvenne subito dopo che, nel 1948, la base divenne indipendente e cambiò nome, mentre Eisenhower divenne presidente appena 5 anni più tardi. La seconda invece ci riguarda più da vicino perché il nome di Mc Clelland l'abbiamo trovato associato a quello del nostro, perché italiano, valentissimo ricercatore Antonello Lupino. ( http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-36892/ ) L'Ente Spaziale americano, tramite la figura di Mc Clelland, contattò Lupino in un primo momento per chiedere i suoi dati anagrafici ed in un secondo momento per spiegargli che questi sarebbero stati inseriti in uno dei microchip del computer della sonda lanciata il novembre scorso, con la missione Nasa MP-401. Vi chiederete il perché di un simile gesto e la risposta è assolutamente onorevole e motivo di orgoglio per il nostro ricercatore. Il riconoscimento fu deciso dopo che il videoclip dal titolo “Goodbye Heroes” da lui realizzato giunse alla Nasa. Tale filmato, presentato ad una conferenza, verteva sulla commemorazione dei 50 anni di voli spaziali trascorsi e voleva essere “una resa di Onori” agli EROI che hanno profuso energie, e rischiato la vita, per il fine ultimo della conoscenza dello spazio e dei suoi misteri. Il problema è però un altro, a nostro parere. Come poteva Mc Clelland essere portavoce della Nasa dopo che da essa era stato licenziato e che la sua vita era stata per questo rovinata? Antonello Lupino, interrogato su questo argomento, ci ha riferito che Mc Clelland è rimasto in contatto con i membri della vecchia guardia della Nasa e che funge da tramite per coloro che intendono rilasciare informazioni ma che non vogliono vedere il loro nome associato pubblicamente alla questione Ufo. A noi la cosa appare un po' stridente, sopratutto se si leggono le dichiarazioni dello stesso Mc Clelland presenti in rete. Ma ne prendiamo atto riconoscendo l'indubbia professionalità di Antonello. Ciò che ci premeva era mettere in evidenza una volta in più come spesso le informazioni che provengono dagli insider siano viziate da contraddizioni ma che nonostante questo vadano analizzate con cura ed interesse perché altrettanto spesso contengono verità altrimenti inarrivabili per i ricercatori esclusi dai circoli delle persone a conoscenza dei fatti. Concludo questo articolo facendo riferimento a Jacque Vallee, che descrisse l'episodio di Holloman come “il bastone e la carota”, per il fatto di essere stato più volte offerto ma mai consegnato. Egli stesso nel 1985 fu coinvolto in una situazione molto simile a quella di Emenegger e Linda Multon Howe, assieme ad Hynek, ma intuendo potesse trattarsi di un tranello furono loro i primi a tirarsi indietro.
Bibliografia: Area 51 n.16 – 17 http://www.stargate-chronicles.com http://eclectic.cgis-creative.com/stories/May94Emenegger.php
Un UFO
atterrò davanti al Presidente Eisenhower e altri ufficiali della base
aerea di Holloman
Crediti: Ufoonline.it (Gianluca Rampini)
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