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In Soffitta fra le
cianfrusaglie inutili
di Ennio Piccaluga

Un notizia, fra le altre, mi ha colpito
in questa torrida estate. Per la
prima volta, quest’anno, al polo artico
non ci saranno ghiacci e si
potrà arrivare sul punto più a nord del
globo anche a piedi, senza
particolari attrezzature. È una notizia
che mi ha gelato: quel patrimonio di
freddo accumulato sapientemente dalla
natura in miliardi di anni è stato da
noi distrutto nel giro di poco più di
un secolo. La notizia non ha turbato
minimamente l’opinione pubblica e chi
ci governa (al di là delle
considerazioni politiche che in questa
sede sono fuori luogo) ma a me è
ricomparso alla mente il diagramma che
Al Gore mostrò nel suo film “Una
scomoda verità”. In quel diagramma la
temperatura, non più mitigata dal
volano dei ghiacci (non più) eterni
sarebbe salita, in un vicinissimo futuro, a
livelli altissimi. Per fortuna, c’è
ancora il polo sud, ma non facciamoci illusioni,
annienteremo anche quello, insieme
all’intera umanità. Catastrofismo?.
Mettete allora un cubetto di ghiaccio
in un bicchiere con la vostra bibita
preferita: essa si manterrà a
temperatura costante, a poco più di zero gradi,
per un tempo abbastanza lungo dandoci
l’apparenza di una notevole
stabilità. Appena però si sarà sciolto
l’ultimo grammo di ghiaccio, la
temperatura della nostra bibita salirà
rapidamente senza controllo
raggiungendo i gradi centigradi dell’
ambiente circostante. Ma che succederà
quando non ci sarà più il ghiaccio dei
poli a fare da volano all’ambiente? Più
drammatica è la situazione relativa
all’aria che respiriamo. L’ozono, una
molecola costituita d tre atomi di
ossigeno, ha provveduto finora a salvarci dal
soffocamento immettendo il suo terzo
atomo nell’aria per compensare
l’ossigeno bruciato dalle attività
umane. Un patrimonio di ozono, accumulato
fin dalle epoche preistoriche, sta
scemando rapidamente: un semplice calcolo
varrebbe a rivelarci la data del suo
esaurimento, ma nessuno ha il coraggio di
farlo. Le conseguenze del suo
esaurimento sarebbero gravissime: la fine
dell’ossigeno che respiriamo. Cosa
occorre per far desistere l’umanità da
questa folle corsa verso
l’annientamento? Intanto, nelle ultime settimane, sta
succedendo di tutto. Sembra che enti
spaziali e governativi di varie nazioni
gareggino in rivelazioni shock. Prima
il Vaticano che accetta l’esistenza degli
E.T., poi la NASA che afferma, udite
udite, che su Marte c’è acqua e che il
terreno è compatibile con la
coltivazione. Inoltre, sembra che vari dossier UFO,
sottoposti finora alla più stretta
censura mai esistita, saranno rilasciati
pubblicamente per la libera
consultazione. Patetico il comportamento di quei
personaggi che hanno sempre
“collaborato” con le autorità per dimostrare
“scientificamente” che il fenomeno UFO
non esiste. Ancora adesso vorrebbero
smontare queste verità che stanno
finalmente emergendo arrampicandosi sugli
specchi ed affermando che non ci sarà
rivelato niente di interessante. Ci
vorrebbero convincere che i servizi
segreti delle nazioni più importanti del
nostro pianeta avrebbero occultato con
il più rigido Top Secret delle notizie di
nessun rilievo sostanziale. Il fatto è
che sento da più parti voci “di
conversione”. Molti di quei personaggi
che hanno finora recitato la parte degli
scettici più pervicaci sarebbero pronti
a saltare sul carro del vincitore ed a
riciclarsi come i primi rivelatori
delle verità emergenti. Ma noi non ce li
vogliamo perché , come diceva tempo
addietro il grande Gianni Viola (La
Civiltà di Marte-Ediz. Mediterranee),
il loro posto è in soffitta, fra le
cianfrusaglie inutili, ed è lì che
debbono restare.
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