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Qualche Riflessione Informata sull’Esplorazione Spaziale, le possibili Conquiste, lo Sfruttamento delle Risorse Naturali dei Corpi Celesti e l’”Heritage of Mankind”

Del Dott. Paolo C. Fienga


“Veniamo in Pace”

Quante volte abbiamo pensato a questa frase, magari ipotizzando (o sognando…) un vero “contatto fisico” con una Civiltà Extraterrestre?
Sicuramente tantissime (ricordiamo anche un B-Movie di Fantascienza di qualche anno fa che aveva questo titolo…); ma la Verità è che anche se siamo noi Umani, di regola, a metterci nei panni di coloro che la pronunciano, molto probabilmente – e salvo l’occorrere di una repentina accelerazione dei Programmi Spaziali – nessun Uomo (ancora per moltissimo tempo - pochi anni? O svariati secoli?…) avrà l’opportunità concreta di pronunciarla in un genuino contesto extra-terrestre.

Veniamo in Pace

O forse no.
Forse siamo stati troppo pessimisti.

Forse, anche senza volare troppo con la Fantasia, questa frase potrebbe essere effettivamente pronunciata tra poche decine di anni (o anche meno!), allorché avremo l’opportunità reale di vedere degli Uomini camminare su Marte, o su qualche asteroide o, chissà, sul nucleo di una cometa (passeggiare sul Nucleo di Halley, ad esempio ed in fondo, è sempre stato un Sogno Proibito degli Uomini ma, quando essa ritornerà – nell’A.D. 2061 –, molte cose potrebbero essere cambiate ed il Sogno – già ipotizzato dal Grandissimo Sir Arthur C. Clarke nel suo “2061: Odissea Tre” – potrebbe diventare realtà.

Veniamo in Pace

Ma qual è il “senso” di questa bellissima frase?
Che cosa significa, essa, in fondo?

Beh, forse non tutti lo sanno o lo ricordano, ma questa frase non nacque né da una fiction né dalla penna immaginifica di un dotato Scrittore di romanzi di Fantascienza.
Essa venne effettivamente pronunciata.

Anzi: scritta.

Essa “nacque” durante gli Apollo Days e, in particolare, si tratta del frammento di una frase un pò più lunga la quale, scolpita su una placca e collocata sulla porzione esterna del Descent Stage del Modulo Lunare “Eagle“, venne depositata sulla Luna dagli Uomini dell’Apollo 11.

Una placca che, assieme al predetto Descent Stage ed a tante altre attrezzature (dal valore, oggi, incalcolabile), venne abbandonata nella polvere del Mare della Tranquillità.

Una frase che recitava:

“Here Men From Planet Earth First Set Foot Upon the Moon.
July 1969 A.D.
We Came In Peace For All Mankind”.

Si trattava di una frase storica, indubbiamente.
Una frase non solo di grande impatto e suggestione, ma anche produttiva di innumerevoli conseguenze le quali, come vedremo, si sarebbero poi avute negli anni a venire, da un lato “impregnando” di fantastiche suggestioni l’Inconscio Collettivo dei Terrestri e, dall’altro, sancendo un Fondamentale Principio Giuridico il quale, già in nuce nel famoso Trattato Internazionale conosciuto come “Outer Space Treaty” – redatto e stipulato nell’ormai lontano A.D. 1967 – venne poi consacrato expressis verbis nell’Accordo Internazionale sulla Luna del 1979 (ratificato da pochi Stati nel 1984).

Ma perché parlarne adesso? A che scopo?

Ebbene, non è infrequente il caso in cui, nelle discussioni che mi capita di avere con Amici e Colleghi, l’argomento – prima o poi – vada a cadere sulla “colonizzazione” dello Spazio Interno - vedi Nota (1)

Nota (1): “non è inopportuno ricordare che lo Spazio Interno (Inner Space) comprende, oltre alla Terra e la Luna, anche il Sole, Mercurio, Venere e Marte e “giunge”, in accordo al nostro modo di vedere, sino alla Fascia degli Asteroidi che si estende fra Marte e Giove.

La Fascia degli Asteroidi, in questo contesto, possiamo dire che riprende e definisce, da un punto di vista meramente concettuale, ciò che le “Colonne d’Ercole” rappresentavano per gli Uomini dell’Antichità.
Dopo di essa, inizia lo Spazio Esterno (Outer Space), che si estende da Giove sino al termine dell’Eliopausa.

Lo Spazio Interstellare (post Eliopausa) ed Intergalattico (ossìa una volta usciti dalla Via Lattea), quindi (e sempre in accordo alla nostra Visione), costituiscono lo Spazio Profondo (Deep Space)”.

La domanda è semplice: supponiamo che una “Colonizzazione” dello Spazio prenda effettivamente il via; chi sarà, a quel punto, il ”proprietario” dei Corpi Celesti (Interni ed Esterni) “colonizzati”?
Chi potrà vantare dei Legittimi Diritti di Sfruttamento delle Risorse Naturali presenti, ad esempio, sulla Luna, o su Marte, o – in un lontano futuro – su Europa, Io, Titano, Encelado, Tritone e chissà dove ancora?

Ebbene la domanda, oltre che semplice, è certo pertinente, specie adesso che, oltre agli Stati Uniti d’America (con la NASA), altre Potenze Spaziali stanno iniziando a “mettere il naso” fuori dall’Atmosfera Terrestre (pensate all’Agenzia Spaziale Europea, a quella Giapponese e non dimenticate le Agenzie di Cina ed India).

Chi è Proprietario dei Corpi Celesti, quindi?

Le Fonti per tentare di rispondere a questa domanda non sono (per adesso) molte (anche se gli studi esistenti a commento delle medesime sono tantissimi).
Per brevità, restiamo nelle linee essenziali della questione e vediamo di quali Fonti si sta parlando.
Si tratta (fondamentalmente) di cinque Fonti:

1) l’Outer Space Treaty, del 1967;
2) l’Accordo sul Salvataggio di Astronauti del 1968;
3) la Convenzione Internazione sulla Responsabilità per danni causati da un “Oggetto Spaziale” (datata 1972);
4) la Convenzione sulla Registrazione degli “Oggetti Spaziali” (del 1976) e
5) l’Accordo Internazionale sulla Luna, del 1984.

In futuro, MOLTO probabilmente, verranno redatti anche altri Accordi e Protocolli (ad esempio su Marte e sugli Asteroidi) ma, se vogliamo già da adesso del “cibo per riflettere“, diciamo subito che c’è qualcosa di poco chiaro nell’”atmosfera giuridica” che permea e riguarda lo Spazio Extra-Terrestre.

Che cosa?

Diciamo che lo “Spirito” dell’Outer Space Treaty del 1967 e quello dell’Accordo Internazionale sulla Luna del 1984 non sembrano essere in grande sintonia…

Ora vedremo di capire il perché e, per farlo, andiamo a leggere che cosa ci racconta il Dr Carlo Golda, Autore del bellissimo ed assai scorrevole testo “Lineamenti di Diritto dello Spazio” (ECIG Universitas – Genova 2005).

“…a differenza delle altre Convenzioni (le quali vennero sottoscritte da un vastissimo numero di Stati), l’Accordo sulla Luna ebbe POCHE adesioni e NESSUNA da parte delle Potenze Spaziali (USA, URSS, Francia ed Inghilterra su tutte) o degli Stati PROSSIMI ad iniziare attività spaziali (Cina e Giappone su tutte)…”. (vedi: Nota 2)

Nota 2: “per quanto riguarda l’Accordo che regola le attività degli Stati sulla Luna e sugli altri corpi celesti, meglio noto come Trattato sulla Luna o Accordo sulla Luna, esso venne finalizzato il 18 Dicembre 1979 ed entrò in vigore per le parti ratificanti nel 1984. Come seguito del Trattato sullo Spazio Esterno (Outer Space Treaty), il Trattato sulla Luna intendeva stabilire un regime per l’uso della Luna e di altri Corpi Celesti, simile a quello stabilito per i Fondali Marini e decretato dalla Convenzione ONU sulla Legge del Mare.

Esso è stato ratificato solo da pochi Paesi (Australia, Austria, Belgio, Cile Filippine, Kazakistan, Messico, Marocco, Olanda, Pakistan, Perù ed Uruguay).

Francia, Guatemala, India e Romania l’hanno firmato ma non ratificato. Non essendo ratificato da alcuna delle principali Potenze Aerospaziali e non firmato dalla maggioranza di queste, si ritiene che esso abbia una scarsa (rectius: NULLA) rilevanza diretta sulle attuali attività spaziali”.

Ma facciamo un passo indietro ed andiamo per ordine: il nucleo dell’Outer Space Treaty (la Fonte Primaria e Fondamentale in questa Materia) era nella definizione di alcuni Principii Essenziali di Diritto dello Spazio.
Eccoli:

1) Libertà di Uso dello Spazio (ovvero “qualsiasi Stato potrà esplorare lo Spazio, a condizione che le attività svolte in esso – QUALI CHE SIANO (e purché PACIFICHE) – vadano a beneficio di TUTTI i Paesi del Mondo);

2) Divieto di Appropriazione Nazionale o Rivendica di Sovranità della Luna e degli altri Corpi Celesti (il che vorrebbe dire, semplicemente, che – ad esempio – lo Stato che realizzasse una Base Permanente sulla Luna NON POTRA’ impedire ad altri Stati di fare altrettanto – cosiddetto Principio del “Libero Accesso”);

3) Obbligo di svolgimento (nello Spazio) di Attività aventi Intenti Pacifici (ergo: DIVIETO di usare lo Spazio, o la Luna, o altri Corpi Celesti – naturali ed artificiali, tipo la International Space Station – come “Poligoni” per il testing di armi convenzionali e/o nucleari e/o, comunque, di “armi di distruzione di massa”; non usare lo Spazio, o la Luna etc. per l’installazione di Basi Militari e/o per l’effettuazione di Manovre Militari etc.);

4) Obblighi di Assistenza e Restituzione di Astronauti ed Astronavi (interessante la parte in cui gli Astronauti vengono definiti “Inviati dell’Umanità”);

5) Responsabilità Internazionale dello Stato che svolge Attività Spaziali e Obbligo di Risarcimento dei danni eventualmente arrecati durante l’espletamento di dette Attività;

6) Giurisdizione e Controllo sugli Oggetti dello Spazio e sui Corpi Celesti;

7) Divieto di Contaminazione Dannosa dello Spazio e dei Corpi Celesti da un lato e Divieto di Contaminazione Dannosa dell’Ambiente Terrestre dall’altro (un Principio FONDAMENTALE, quest’ultimo, il quale, laddove interpretato estensivamente e teleologicamente – ATTENZIONE: questo è un parere dello scrivente e NON del Dr Golda – non si limiterebbe a vietare l’effettuazione, nello Spazio, di esperimenti potenzialmente dannosi per l’Eco-Sistema Terrestre (Locale o Generale), ma sancirebbe anche una sorta di “Principio di Equivalenza e di Mutualità di Trattamento” fra Ambiente Terrestre ed Ambiente Extra-Terrestre (ed in virtù di questo Principio, laddove esso venga effettivamente riconosciuto, si potrebbe dire che “come è vietato contaminare la Terra con veicoli di contaminazione provenienti dallo Spazio, così non sarebbe neppure possibile contaminare lo Spazio o – specificamente – altri Corpi Celesti, con veicoli di contaminazione – quali microbi e batteri – provenienti dalla Terra).

E’ chiaro che, alla luce di quanto sopra dedotto (e se la nostra interpretazione del Divieto di Contaminazione fosse corretta, gli esperimenti (comunque per ora solo teorici) di “Terraforming” sarebbero assolutamente VIETATI! – il tutto con buona pace di chi sogna di trasformare Marte in una “Seconda Terra”).

§§§

Purtroppo (e fondamentalmente per ragioni di spazio – e scusate il gioco di parole…) non è questa la sede giusta per approfondire tutti i contenuti dell’Outer Space Treaty; tuttavia, un concetto (già accennato in precedenza) giova ribadirlo: la sua idea “base” (ancorché inespressa), al pari di quella dell’Accordo sulla Luna (laddove, si ribadisce, essa venne invece dichiarata a chiare lettere - art. 11), era nel considerare lo Spazio (Interno ed Esterno, la Luna ed altri Corpi Celesti compresi) come un “Common Heritage of Mankind”.

Common Heritage of Mankind” ossìa “PATRIMONIO COMUNE dell’Umanità”.

Patrimonio Comune dell’Umanità.

Una Bellissima Espressione, una splendida Idea, certo, ma SEMPRE e SOLAMENTE un’Idea. Una Teoria, al limite.
La realtà, a parere di chi scrive, è un’altra.

Riflettiamo un po’ sopra questa splendida Dichiarazione e cerchiamo di contestualizzarla: quando l’Outer Space Treaty venne redatto, eravamo solo all’alba dell’Era Spaziale ed ancora a due anni dalla Conquista della Luna.
Esso, sebbene fosse abbastanza “completo” in quelle che erano le sue Linee Generali (sufficienti per il suo Tempo, ma assolutamente inadeguate - come ovvio - alla realtà contemporanea), peccava comunque di esaustività e rimaneva piuttosto generico – o addirittura silente – su alcuni punti-cardine dell’Esplorazione Spaziale del Futuro (citiamo, ad esempio, gli SCOPI!).
Inoltre, la “Visione” che lo aveva ispirato (una Visione bellissima, ma decisamente futuristica ed abbastanza Campanelliana ed improbabile - in questo caso diremmo “su Scala Cosmica”…) era, sempre a nostro parere, una buona garanzia di debolezza attuale e di sostanziale inapplicabilità futura.

E forse fu proprio per questi motivi che esso venne firmato da tantissimi Stati (Potenze Spaziali incluse). Diciamo che l’Outer Space Treaty era una sorta di Summa (Teorica) del Diritto dello Spazio.

Summa (il che fu un bene), ma anche Teorica: e quest’ultima caratterizzazione é da tenere ben presente.

Tuttavia, nel 1984, quando trovò applicazione (si fa per dire…) l’Accordo sulla Luna, le cose del nostro Mondo erano profondamente cambiate e la “Visione Romantica” dell’Esplorazione Spaziale - la quale fu la Nobile Genitrice, riteniamo, del concetto di Heritage of Mankind - era già pesantemente caduta, assieme al Muro di Berlino, in favore di Visioni e di Logiche squisitamente (o sfacciatamente?!?) Mercatorie, piuttosto che “Umanistiche e Filosoficamente Scientifiche”.

Morale: perchè “vincolare”, ad esempio, le possibilità di sfruttamento delle Risorse Minerarie della Luna (ed oltre) ad un concetto tanto nobile quanto economicamente devastante?
Le Terre Incognite, al pari delle Terre di Nessuno, sono beni acquisibili mediante l’occupazione: questo vuol dire che “chi primo arriva, si installa e meglio alloggia”.
Perchè pochi Stati (uno, soprattutto; gli Stati Uniti d’America) avrebbero speso migliaia di miliardi (e svariate Vite Umane) per studiare la Luna e Marte (ed anche oltre, oggi)?

Per pura Generosità et Amor Scientiae?

Perchè così, un giorno, quando gli USA (e probabilmente solo loro, con pochissima compagnia, forse di Matrice Europea o Cinese) inizieranno il mining della Luna e di Marte (e, probabilmente, di alcuni Asteroidi e Comete: i veri e gli unici trampolini di lancio verso i recessi del Sistema Solare), l’Umanità nella sua interezza e globalità possa usufruire dei sacrifici affrontati da UN SOLO PAESE o da una Comunità RISTRETTA di Stati?

Noi lo auspichiamo, ma sinceramente ne dubitiamo (visti anche gli attuali “Chiari di Luna” - e perdonateci per la nuova battuta…).

La Storia e l’Economia ci insegnano che i Benefici vanno a chi fa i Sacrifici (prima), ed a condizione che (poi) coloro che hanno fatto detti Sacrifici sìano abbastanza forti da potersi godere in solitudine i frutti dei propri investimenti.

Il Diritto Civile, poi (ed in maniera sostanzialmente uniforme in tutto il Globo), ci dice che le Terre di Nessuno competono a colui o a coloro che le occupa/occupano per primo/i.
Il resto (le conseguenze di questo approccio) è/sono logicamente sequenziale/i ed allora…Addio al Common Heritage of Mankind (che, come il Dr Golda ci rammenta, significa – parlando della Luna – che:

1) le Risorse Naturali della Luna devono essere sviluppate in maniera ORDINATA e SICURA;
2) le Risorse Naturali della Luna devono essere RAZIONALMENTE GESTITE;
3) l’OPPORTUNITA’ D’USO delle Risorse Naturali della Luna deve essere ESTESA (il più possibile - ergo, tendenzialmente a TUTTI i Paesi della Terra);
4) i BENEFICI derivanti dalle Risorse Naturali della Luna DEVONO ESSERE DIVISI EQUAMENTE (tenendo in considerazione le NECESSITA’ dei Paesi Poveri e le NECESSITA’ dei Paesi che, invece, hanno CONTRIBUITO, direttamente o indirettamente, alle OPERAZIONI di individuazione, estrazione ed impiego di dette Risorse).

§§§

Ma allora, se tutto quello che abbiamo visto e letto sino ad ora è vero (e lo è!), ne viene logico dedurre che dovremmo essere “ad un passo” dall’inizio di una Nuova Era Spaziale: l’Era della Colonizzazione dello Spazio Interno.
In fondo, perché preoccuparsi di dire così tante (ed importanti) cose se poi, nei fatti, nello Spazio (né Interno, né Esterno) non ci volesse andare nessuno?!?

Quest’ultima riflessione è assolutamente corretta ma, come chiunque può notare, essa è pure contraria (anzi: totalmente avversa) a quello che le Grandi Potenze Spaziali (NASA in primis) stanno facendo da anni e cioè: PROCRASTINARE, TAGLIARE FONDI, LIMITARSI A MISSIONI ESPLORATIVE IN MODALITA’ REMOTA ED A BUDGET RIDOTTO etc.

E, come se non bastasse, anche le risultanze delle Missioni di cui sopra, fatta eccezione per qualche sporadica ed imprevedibile dichiarazione entusiastica (che poi, di regola, viene prontamente ritrattata o, come minimo, riveduta e corretta in chiave peggiorativa), non sembrano “stimolare” né appetiti, né interessi.

C’è acqua su Marte? Si, no, forse, chissà (e, in fondo, che importa? A chi importa!?).
Sotto la crosta ghiacciata di Europa esiste un Oceano allo stato Liquido (e nel quale, forse, vive qualcosa…)? Si, forse, forse no, chissà (et idem c.s.).

E potremmo andare avanti con i Laghi di Idrocarburi di Titano, gli Idrocarburi affioranti di Iperione, i Giacimenti di Elio-3 della Luna stessa etc.

Per cui, in chiusura, che cosa possiamo dedurre dalle attuali Politiche Silenti e, sovente, (riteniamo) allegramente Disinformative che vengono portate avanti dalle Maggiori Agenzie Spaziali del Mondo (NASA in primis, ma non solo)?
Diciamo che esse – probabilmente – hanno un solo scopo: quello di fare vedere le “Cose dello Spazio” in un’ottica di dissuasione.

“…Lasciate perdere! Arrivare lassù - Luna, Marte and beyond - è difficilissimo (VERO), costosissimo (VERO) e rischiosissimo (VERISSIMO): perchè andarci? In fondo non c’è nulla o quasi di realmente utile (FALSO, FALSISSIMO!!!) o di economicamente sfruttabile per cui valga la pena di rischiare immense risorse finanziarie, mezzi ed uomini”.

Già.
Facile a dirsi, oggi.
Facile così come fu facile, svariati anni fa, parlare del Cosmo e della Luna come “Beni di Tutti”.

Ma la Verità, e questo non è né Complottismo, né Pessimismo Cosmico di Leopardiana Memoria, è diversa.

Pensate all’attuale “Boom” del Petrolio. Per quanto credete che potrà andare avanti senza generare effetti distorsivi dei Mercati e delle Politiche Energetiche, nonché dei cosiddetti “Equilibri Politico-Economici Globali”?
E per quanto tempo dureranno ancora le riserve (naturali ed artificiali) di combustibile fossile? Cinquant’anni? Un secolo? Massì, facciamo anche due secoli… E poi?

Energia Nucleare: piace, non piace…Chissà. E’ troppo controversa la Materia del Nucleare, per affrontarla in poche righe.
Ma la Fusione Fredda sembra interessare MOLTI Stati.

MOLTISSIMI Stati.
Ed un Elemento Essenziale per realizzarla è, come dianzi accennato, proprio sulla Luna, sparso un po’ ovunque, in abbondantissimi depositi superficiali.

L’Elio-3 è - guarda caso… - a tre giorni di viaggio da noi (o anche meno, volendo) (vedi Nota 3).

Nota 3: A livello energetico le potenzialità dell’Elio-3 sono enormi: è stato calcolato che 150 tonnellate sarebbero sufficienti per soddisfare i fabbisogni elettrici mondiali per un anno intero, e per tale ragione 3He è stato subito ribattezzato il “petrolio spaziale”. Lo sforzo dei ricercatori americani ed europei è dunque orientato a trovare un modo per sfruttare questo oro nero. Nikolai Sebastianov, capo dell’ente Energhia (costruttore di navicelle spaziali), ha annunciato che la Russia è pronta a installare una stazione lunare permanente entro il 2015 e a dare inizio all’estrazione di 3He per il 2020. Il progetto russo prevede l’impiego di robot per il lavoro in esterno e di particolari “palloni” per stoccare l’elio in forma liquida. Il trasporto sarebbe garantito da una speciale navetta, la Klipper, presentata al salone aeronautico Maks 2005 e in grado di trasportare mezza tonnellata di materiale a viaggio.

E se poi volessimo del combustibile fossile a tutti i costi…Avremmo Titano ed Iperione da esplorare e trivellare (beh, forse la questione Titano andrebbe affrontata in maniera più Diplomatica che Economica, ma di questo si parlerà ancora in Futuro…).
Certo: per questi ultimi due Mondi, siamo ormai nell’ordine dei miliardi di Km fra andata e ritorno ma il problema – una volta individuato un sistema propulsivo più efficace di quelli attuali – potrebbe essere agevolmente superato.

Il Futuro dell’Umanità, come disse – tra gli altri – anche lo stesso Werner Von Braun, è nello Spazio. DEVE essere nello Spazio.

Queste ultime riflessioni ed ipotesi, oggi, sono Science Fiction; ma domani…Saranno una realtà.
Ed in quel “domani”, a mio parere, l’Outer Space Treaty, come l’Accordo sulla Luna (e su chissà cos’altro…) saranno solo delle deboli memorie storiche di un “Tempo che Fu”.
Tutto verrà dimenticato: vuoi per necessità, o magari per ingordigia, o per “fretta” di Scoprire (…Magari!…). Chissà.

Noi, oggi, non siamo in grado di dire il motivo per cui, un domani, torneremo nello Spazio (e, probabilmente, ci trorneremo per restarci).
Noi possiamo solo sperare che il Ritorno al Cielo avvenga per un BUON MOTIVO!

Ed a questo proposito, auguriamoci una cosa: quando degli Uomini arriveranno su Marte, (o su Europa, o Titano, o altrove ed oltre) speriamo che, prima di iniziare a cercare, fotografare, fare rilevamenti e prospezioni e poi, una volta avuto il “Via Libera”, a scavare, trivellare e quindi a compiere estrazioni, raffinazioni e sfruttamenti vari, si ricordino di pronunciare la “Frase Magica”.
Una frase che ha il Valore Immenso di un’Ancora di Salvezza.

Una frase che un Valore analogo a quei Messaggi nella Bottiglia che le Sonde Voyager 1 e 2 hanno preso in carico dalla Terra e che si sono portate e si porteranno appresso durante il loro viaggio attraverso l’Universo, nei milioni e miliardi di anni che verranno.

“We Come In Peace”.

Non dimentichiamolo.

E, per quelli che verranno: non dimenticatelo!…

§§§

 

RINGRAZIAMENTI:

Al Dr Carlo GOLDA, per il Suo bellissimo testo “Lineamenti Di Diritto Dello Spazio” (che ho letto con grande piacere ed ho quindi “interpretato” liberamente);

Al Dr Gianluigi BARCA, per avermi gentilmente fatto dono del summenzionato testo.

SCUSE:

Al Dr Carlo GOLDA, qualora avessi commesso degli errori interpretativi durante la lettura del Suo testo

Ai Lettori che non avessero gradito questo articolo (e che potranno contattarmi –usando però la cortesia di presentarsi con nome e cognome – per discuterlo, per chiedere spiegazioni e/o per criticarlo all’indirizzo e-mail Sugarmoon@intercom.it)

§§§

 

Appendix

 

Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, Including the Moon and Other Celestial Bodies

 

Signed at Washington, London, Moscow, January 27, 1967
Ratification advised by U.S. Senate April 25, 1967
Ratified by U.S. President May 24, 1967
U.S. ratification deposited at Washington, London, and Moscow October 10, 1967
Proclaimed by U.S. President October 10, 1967
Entered into force October 10, 1967

The States Parties to this Treaty,

Inspired by the great prospects opening up before mankind as a result of mans entry into outer space,

Recognizing the common interest of all mankind in the progress of the exploration and use of outer space for peaceful purposes,

Believing that the exploration and use of outer space should be carried on for the benefit of all peoples irrespective of the degree of their economic or scientific development,

Desiring to contribute to broad international co-operation in the scientific as well as the legal aspects of the exploration and use of outer space for peaceful purposes,

Believing that such co-operation will contribute to the development of mutual understanding and to the strengthening of friendly relations between States and peoples,

Recalling resolution 1962 (XVIII), entitled “Declaration of Legal Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space,” which was adopted unanimously by the United Nations General Assembly on 13 December 1963,

Recalling resolution 1884 (XVIII), calling upon States to refrain from placing in orbit around the Earth any objects carrying nuclear weapons or any other kinds of weapons of mass destruction or from installing such weapons on celestial bodies, which was adopted unanimously by the United Nations General Assembly on 17 October 1963,

Taking account of United Nations General Assembly resolution 110 (II) of 3 November 1947, which condemned propaganda designed or likely to provoke or encourage any threat to the peace, breach of the peace or act of aggression, and considering that the aforementioned resolution is applicable to outer space,

Convinced that a Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies, will further the Purposes and Principles of the Charter of the United Nations,

Have agreed on the following:

Article I
The exploration and use of outer space, including the moon and other celestial bodies, shall be carried out for the benefit and in the interests of all countries, irrespective of their degree of economic or scientific development, and shall be the province of all mankind.

Outer space, including the moon and other celestial bodies, shall be free for exploration and use by all States without discrimination of any kind, on a basis of equality and in accordance with international law, and there shall be free access to all areas of celestial bodies.

There shall be freedom of scientific investigation in outer space, including the moon and other celestial bodies, and States shall facilitate and encourage international co-operation in such investigation.

Article II
Outer space, including the moon and other celestial bodies, is not subject to national appropriation by claim of sovereignty, by means of use or occupation, or by any other means.

Article III
States Parties to the Treaty shall carry on activities in the exploration and use of outer space, including the moon and other celestial bodies, in accordance with international law, including the Charter of the United Nations, in the interest of maintaining international peace and security and promoting international co-operation and understanding.

Article IV
States Parties to the Treaty undertake not to place in orbit around the Earth any objects carrying nuclear weapons or any other kinds of weapons of mass destruction, install such weapons on celestial bodies, or station such weapons in outer space in any other manner.

The Moon and other celestial bodies shall be used by all States Parties to the Treaty exclusively for peaceful purposes. The establishment of military bases, installations and fortifications, the testing of any type of weapons and the conduct of military maneuvers on celestial bodies shall be forbidden. The use of military personnel for scientific research or for any other peaceful purposes shall not be prohibited. The use of any equipment or facility necessary for peaceful exploration of the Moon and other celestial bodies shall also not be prohibited.

Article V
States Parties to the Treaty shall regard astronauts as envoys of mankind in outer space and shall render to them all possible assistance in the event of accident, distress, or emergency landing on the territory of another State Party or on the high seas. When astronauts make such a landing, they shall be safely and promptly returned to the State of registry of their space vehicle.

In carrying on activities in outer space and on celestial bodies, the astronauts of one State Party shall render all possible assistance to the astronauts of other States Parties.

States Parties to the Treaty shall immediately inform the other States Parties to the Treaty or the Secretary-General of the United Nations of any phenomena they discover in outer space, including the Moon and other celestial bodies, which could constitute a danger to the life or health of astronauts.

Article VI
States Parties to the Treaty shall bear international responsibility for national activities in outer space, including the Moon and other celestial bodies, whether such activities are carried on by governmental agencies or by non-governmental entities, and for assuring that national activities are carried out in conformity with the provisions set forth in the present Treaty. The activities of non-governmental entities in outer space, including the Moon and other celestial bodies, shall require authorization and continuing supervision by the appropriate State Party to the Treaty. When activities are carried on in outer space, including the Moon and other celestial bodies, by an international organization, responsibility for compliance with this Treaty shall be borne both by the international organization and by the States Parties to the Treaty participating in such organization.

Article VII
Each State Party to the Treaty that launches or procures the launching of an object into outer space, including the Moon and other celestial bodies, and each State Party from whose territory or facility an object is launched, is internationally liable for damage to another State Party to the Treaty or to its natural or juridical persons by such object or its component parts on the Earth, in air space or in outer space, including the Moon and other celestial bodies.

Article VIII
A State Party to the Treaty on whose registry an object launched into outer space is carried shall retain jurisdiction and control over such object, and over any personnel thereof, while in outer space or on a celestial body. Ownership of objects launched into outer space, including objects landed or constructed on a celestial body, and of their component parts, is not affected by their presence in outer space or on a celestial body or by their return to the Earth. Such objects or component parts found beyond the limits of the State Party to the Treaty on whose registry they are carried shall be returned to that State Party, which shall, upon request, furnish identifying data prior to their return.

Article IX
In the exploration and use of outer space, including the Moon and other celestial bodies, States Parties to the Treaty shall be guided by the principle of co-operation and mutual assistance and shall conduct all their activities in outer space, including the Moon and other celestial bodies, with due regard to the corresponding interests of all other States Parties to the Treaty. States Parties to the Treaty shall pursue studies of outer space, including the Moon and other celestial bodies, and conduct exploration of them so as to avoid their harmful contamination and also adverse changes in the environment of the Earth resulting from the introduction of extraterrestrial matter and, where necessary, shall adopt appropriate measures for this purpose. If a State Party to the Treaty has reason to believe that an activity or experiment planned by it or its nationals in outer space, including the Moon and other celestial bodies, would cause potentially harmful interference with activities of other States Parties in the peaceful exploration and use of outer space, including the Moon and other celestial bodies, it shall undertake appropriate international consultations before proceeding with any such activity or experiment. A State Party to the Treaty which has reason to believe that an activity or experiment planned by another State Party in outer space, including the Moon and other celestial bodies, would cause potentially harmful interference with activities in the peaceful exploration and use of outer space, including the Moon and other celestial bodies, may request consultation concerning the activity or experiment.

Article X
In order to promote international co-operation in the exploration and use of outer space, including the Moon and other celestial bodies, in conformity with the purposes of this Treaty, the States Parties to the Treaty shall consider on a basis of equality any requests by other States Parties to the Treaty to be afforded an opportunity to observe the flight of space objects launched by those States.

The nature of such an opportunity for observation and the conditions under which it could be afforded shall be determined by agreement between the States concerned.

Article XI
 
In order to promote international co-operation in the peaceful exploration and use of outer space, States Parties to the Treaty conducting activities in outer space, including the Moon and other celestial bodies, agree to inform the Secretary-General of the United Nations as well as the public and the international scientific community, to the greatest extent feasible and practicable, of the nature, conduct, locations and results of such activities. On receiving the said information, the Secretary-General of the United Nations should be prepared to disseminate it immediately and effectively.

Article XII
All stations, installations, equipment and space vehicles on the Moon and other celestial bodies shall be open to representatives of other States Parties to the Treaty on a basis of reciprocity. Such representatives shall give reasonable advance notice of a projected visit, in order that appropriate consultations may be held and that maximum precautions may be taken to assure safety and to avoid interference with normal operations in the facility to be visited.

Article XIII
The provisions of this Treaty shall apply to the activities of States Parties to the Treaty in the exploration and use of outer space, including the Moon and other celestial bodies, whether such activities are carried on by a single State Party to the Treaty or jointly with other States, including cases where they are carried on within the framework of international intergovernmental organizations.

Any practical questions arising in connection with activities carried on by international inter-governmental organizations in the exploration and use of outer space, including the Moon and other celestial bodies, shall be resolved by the States Parties to the Treaty either with the appropriate international organization or with one or more States members of that international organization, which are Parties to this Treaty.

Article XIV
 
1. This Treaty shall be open to all States for signature. Any State which does not sign this Treaty before its entry into force in accordance with paragraph 3 of this article may accede to it at any time.

2. This Treaty shall be subject to ratification by signatory States. Instruments of ratification and instruments of accession shall be deposited with the Governments of the United States of America, the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland and the Union of Soviet Socialist Republics, which are hereby designated the Depositary Governments.

3. This Treaty shall enter into force upon the deposit of instruments of ratification by five Governments including the Governments designated as Depositary Governments under this Treaty.

4. For States whose instruments of ratification or accession are deposited subsequent to the entry into force of this Treaty, it shall enter into force on the date of the deposit of their instruments of ratification or accession.

5. The Depositary Governments shall promptly inform all signatory and acceding States of the date of each signature, the date of deposit of each instrument of ratification of and accession to this Treaty, the date of its entry into force and other notices.

6. This Treaty shall be registered by the Depositary Governments pursuant to Article 102 of the Charter of the United Nations.

Article XV
Any State Party to the Treaty may propose amendments to this Treaty. Amendments shall enter into force for each State Party to the Treaty accepting the amendments upon their acceptance by a majority of the States Parties to the Treaty and thereafter for each remaining State Party to the Treaty on the date of acceptance by it.

Article XVI
 
Any State Party to the Treaty may give notice of its withdrawal from the Treaty one year after its entry into force by written notification to the Depositary Governments. Such withdrawal shall take effect one year from the date of receipt of this notification.

Article XVII
 
This Treaty, of which the English, Russian, French, Spanish and Chinese texts are equally authentic, shall be deposited in the archives of the Depositary Governments. Duly certified copies of this Treaty shall be transmitted by the Depositary Governments to the Governments of the signatory and acceding States.

IN WITNESS WHEREOF the undersigned, duly authorized, have signed this Treaty.

DONE in triplicate, at the cities of Washington, London and Moscow, this twenty-seventh day of January one thousand nine hundred sixty-seven.

 


 


Crediti: LunarExplorer.it

 

 

 

 

 

 


 

 



         

     
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