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I veri colori di marte

di Ennio Piccaluga per Ufoonline


C'è una lunga controversia sul vero colore delle immagini provenienti dalle sonde marziane, dovuta ad un approccio approssimativo fatto dagli esperti della NASA negli anni settanta, quando arrivarono le prime immagini a colori dal Pianeta Rosso. Guardando infatti le foto trasmesse  dalle sonde Viking (Fig. 1) , si può notare che la tinta  predominante è un rosso acceso che nulla ha a che fare con i veri colori del pianeta.

 

                            Fig. 1                           NASA

 E' chiaro che c'è stata una esagerazione cromatica che veniva incontro allo stereotipo ben radicato delle osservazioni telescopiche ma anche  all'esigenza di confermare la sterilità di Marte, come ormai deciso dagli scienziati che si erano esposti nei prematuri giudizi seguiti alle deludenti  foto della sonda Mariner 4 nel 1965.

Queste foto erano importantissime in quanto furono le prime immagini a giungere da una meta tanto ambita e lontana: rappresentavano certo un primato tecnologico ma, in effetti, la loro reale consistenza era praticamente nulla in quanto, a parte qualche vaga ombra di sporadici crateri, non contenevano alcuna informazione utile e la loro risoluzione era del tutto inconsistente (Fig. 2 e 3 ).

                                          Fonte NASA 

  

          Fig. 2                                 Fig. 3


Ciò nonostante il giudizio inappellabile degli scienziati dell’epoca decretò  che il pianeta era sterile, senza acqua e più simile alla Luna che alla Terra. Questa idea si cristallizzò permanentemente nell’opinione pubblica insieme al colore rosso, acquisito in realtà più per pregiudizio che per reale constatazione.


Le ultime sonde usano dei calibratori (Fig. 4) per poter tarare le fotocamere nelle varie condizioni di luce al fine di restituire colori il più possibile simili a quelli che noi stessi, con i nostri occhi, osserveremmo sulla superficie del pianeta.


Eppure le immagini che vengono rilasciate non sono comunque cromaticamente omogenee. Ci sono enormi diversità tra le foto di sonde diverse, per non parlare della differenza dei colori tra le sonde NASA e la Mars Express dell’ESA.

              

 
      Fig. 4       

           Fig. 5           


A queste incertezza si unisce, a volte, il rilascio di foto in falsi colori (Fig. 5) che, rilanciate da qualcuno senza commento su Internet, aumentano  ulteriormente i dubbi e le perplessità .


Ma allora quali sono i colori veri di Marte? Qual'è il colore del cielo? Sappiamo che sulla Terra la colorazione azzurra dell'atmosfera deriva dalla diffrazione  della luce solare che incide sulle particelle sospese nell’aria.  La diffrazione (deviazione e dispersione in tutte le direzioni) di un raggio di luce è un fenomeno fisico che è tanto più accentuato quanto più elevata è la frequenza della luce incidente (indaco, azzurro), quanto più è densa l’atmosfera e proporzionalmente alla quantità di particelle in sospensione. Le frequenze basse dello spettro luminoso (rosso, arancio e giallo)  vengono diffratte in modo insignificante e continuano indisturbate nel loro percorso. Per questo motivo, di sera, il cielo è indaco ma il sole è rosso (adesso è anche chiaro perchè i semafori adoperano il colore rosso per lo stop e perché i fari antinebbia hanno un colore giallo-arancio). Su Marte l'atmosfera è molto meno densa, meno di un centesimo di quella terrestre, ed è costituita in maggior parte da anidride carbonica con delle parti di vapore acqueo.

 

         Fig. 6             

  
   
  

Fig. 7  

 

Con logica conseguenza  il cielo avrà un colore dovuto alla diffrazione delle sole componenti a maggior frequenza dello spettro luminoso incidente (indaco e viola) ma, per l'inconsistenza dell’ aria, questi colori saranno opacizzati dal nero che esiste al di là dell' esile atmosfera. Il colore quindi del cielo di Marte consisterà in varie gradazioni di viola opacizzate da una variabile quantità di nero
(Fig. 6 e 7).

 

  Fig. 8
             

Fig. 9

 

Raramente però, quando fortissimi venti alzano una norevole quantità di polvere e sabbia, il colore si arricchirà della componente arancio-marrone dovuta ad una più consistente diffrazione dello spettro luminoso ed al colore stesso delle polveri sollevate.

Quale potrebbe essere il colore di queste polveri? Risponderò a questa domanda con un'altra domanda: come potrebbe essere il colore prevalente su un pianeta prima ricoperto in gran parte dal mare? La risposta è una sola: il colore sarà quello della sabbia, arancio-marrone in varie e diverse gradazioni e sfumature (Fig. 8 e 9).

 

                        Fig. 10       NASA (opportunity)

  

Ciò non esclude che sul Pianeta Rosso possano esistere un'infinità di località in cui potremo osservare, dipendentemente dalla composizione chimica del terreno, tutti i colori dal blu al verde al bianco (Fig. 10).

L’ipotesi che Marte sia rosso perché è un pianeta arrugginito è, ancora una volta, una delle tante idiozie spacciate per verità assolute da alcuni rappresentanti della scienza ufficiale che mai nessuno si è preso la briga di smentire.

Non è chiaro il reale motivo, ma è questo un pianeta su cui è stata costruita una montagna di bugie che, in Ossimoro Marte (Fig. 11) e negli articoli pubblicati sulla rivista Area51 , sto cercando di smontare e smascherare sistematicamente.

 

   

   Fig. 11                                      Fig. 12

 

Sul numero di Giugno (Fig. 12) dimostro invece  l’attendibilità delle ipotesi di Zecharia Sitchin che, inascoltato vate, ha sempre sostenuto la presenza su Marte di antiche città costruite dagli Anunnaki, il misterioso popolo disceso sulla Terra in Mesopotamia molte migliaia di anni fa, la cui storia è incisa con scrittura cuneiforme su centinaia di migliaia di tavolette di argilla conservata nei musei di Bagdad, dell’Ankara e di Londra. Su Ossimoro Marte non solo mostro le immagini fotografiche di questa città  ma mostro anche le prove, tanto incredibili quanto incontestabili,  che si tratta proprio di quella cui allude Sitchin.

 

Ennio Piccaluga

 

* Le  immagini  6, 7 e  9 sono parte dell' articolo pubblicato da Matteo Fagone nell'ottobre 2005, inserito nella sezione "marte Oggi" ed intitolalo "Perchè il cielo è azzurro anche su Marte".


© Ufoonline.altervista.org


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